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Indice principale : Librogame E.L. - Singoli Libri : Compact : 

Categoria: Librogame E.L. - Singoli Libri Compact
Titolo: 04 - L'Isola degli Spiriti  Piu' letteValutazione: 6.50  Letture:942
Descrizione   Stephen Thraves
Descrizione   Hai trovato un lavoro per l'estate, un posto di bibliotecario in uno sperduto villaggio. Il signor Drabb, il direttore, è un ometto dall'aria simpatica, ma il compito che ti aspetta è tutt'altro che tranquillo: dovrai andare insieme a lui sull'Isola degli Spiriti, dove la sfortunata principessa Isabella ha nascosto cinque calici d'oro di straordinaria bellezza. E non è tutto: si dice infatti che l'isola sia abitata dai fantasmi...
Valutazione media: (1) (10)
Data pubblicazione 30/4/2007
Inviata da: EGO il 31/8/2007
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 7 7
Descrizione
     Ecco, finalmente ci siamo. Con L’isola degli spiriti Thraves azzecca finalmente il tipo di storia che meglio si adatta alla struttura di Compact: la caccia al tesoro. Inoltre riesce a creare una trama e dei personaggi che, a parte qualche persistente ingenuità, sono così semplici e macchiettistici da adattarsi perfettamente allo stile scanzonato e un po’ infantile dell’autore.
L’unica cosa che veramente non si capisce è perché mai il protagonista, per trovarsi un lavoretto estivo, non solo debba accettare un posto di aiutante in un museo, ma soprattutto perché debba trovarselo a oltre cento chilometri da casa! Ma poi che importa? Il curatore del museo, tale George Drabb, sta solo cercando qualcuno abbastanza pazzo da accompagnarlo ad esplorare un castello diroccato su un’isola; qui, secondo una pergamena in latino che nessun curatore e nessun visitatore del museo si è mai preso la briga di tradurre, sarebbero nascosti cinque calici in oro massiccio. Ed ecco che, insieme a Drabb e al suo cane Allegro (l’animale più depresso che si sia mai visto), si parte per l’isola… che però, la gente dice, sarebbe infestata da un bel po’ di spiriti.

Come si può intuire, prendere la decisione sbagliata in questo libro ci porta a vedere un fantasma, e questo potrà succedere un massimo di tre volte; alla quarta, la partita finisce. Per evitare che questo accada ci sono i soliti tre oggetti, che questa volta, saggiamente, sono tutti reperibili nella primissima parte dell’avventura, invece di essere ampiamente dispersi come nei libri precedenti. Ci sono una mappa, una pergamena e un libro di stemmi; gli ultimi due contengono la maggior parte degli indizi necessari per trovare i calici.
Come al solito, la direzione da prendere e i luoghi da visitare vanno scelti a caso, ma almeno stavolta c’è una giustificazione un po’ più plausibile: i nostri baldi eroi hanno a disposizione solo cinque ore per esplorare il castello, e quindi non possono visitare tutte le stanze e tutti i corridoi. Il tema della caccia al tesoro, la corsa contro il tempo e l’ambientazione riescono per la prima volta a dare a un libro della serie un’atmosfera concreta, con i quadretti comici che allentano, ma solo in parte, quella leggera inquietudine che non si può fare a meno di provare, nonostante il tono abbastanza scanzonato e i fantasmi più umoristici che paurosi. Il setting riesce a valorizzare la buona capacità di Thraves di interrompere i paragrafi al momento giusto e con le parole giuste, e perciò, benché nella maggior parte dei casi si possa ben intuire che cosa accadrà al prossimo paragrafo, qualche volta ci si trova a trattenere il fiato.

L’isola degli spiriti è davvero un libro indovinato: ben scritto, ben ambientato, ben strutturato, e soprattutto divertente. Uno dei Compact migliori in assoluto.

Inviata da: Gurgaz il 22/2/2009
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 6 6
Descrizione
     Titolo originale: Haunted Island
Autore: Stephen Thraves
Anno: 1993
Illustrazioni: Peter Dennis
Copertina: Peter Dennis
Traduzione italiana: Mariangela Bruna (1995)

Questo in origine era il primo volume della serie e francamente non capisco perché sia stato posticipato così a lungo. Si tratta di un’opera piuttosto standard, inadeguata per il pubblico del 1993 che si attendeva ben altre storie ed ambientazioni, però ha qualcosa in più rispetto ai primi tre numeri della serie italiana. Ne L’Isola degli Spiriti il livello stilistico è migliore ed il testo più brioso della media finora riscontrata. È anche un librogame più lungo, il che mi fa sospettare che la E.Elle abbia pensato di tenerlo in serbo mentre sondava il mercato con qualche pubblicazione più esile ed economica.

Coloro che all’epoca non si erano già stancati di Compact si trovarono a giocare una caccia al tesoro. Lo scenario è quello tipico delle ghost story inglesi: un’isola nebbiosa con un castello in rovina, dove in tempi antichi una principessa di nome Isabella nascose cinque inestimabili calici d’oro, la sua dote per un odioso matrimonio combinato. Il padre Sir Henry Fothering si adirò con lei ed il suo amante segreto, il menestrello di corte, ma cadde preda della disperazione dopo che la sua furia aveva provocato la morte della fanciulla. Da disgrazie come questa nascono le isole infestate dai fantasmi da cui i locali stanno alla larga, non importa quali tesori vi siano nascosti. Di tutt’altro avviso è il curatore del museo paesano, il Signor Drabb, che a dispetto del nome è un personaggio positivo e pimpante. Egli vuole recuperare i calici della leggenda e per questo si avvale di due eccezionali aiutanti: il suo intelligente ed impassibile cane Allegro ed un ragazzino in cerca di un impiego estivo.

Nei panni di quest’ultimo, il lettore può guidare le sorti della strana combriccola nell’esplorazione dell’isola e delle rovine. Come è tipico di Compact, ci sono tre oggetti fondamentali da raccogliere, tutti situati ad inizio avventura: una Mappa, una Pergamena ed un Libro degli Stemmi. Il rinvenimento degli stessi dipende dalla buona sorte del giocatore, che per tutta l’avventura non deve far altro che scegliere se andare a destra, a sinistra o in centro, salire o scendere, esaminare pareti, mobili o pavimenti, far andare avanti Drabb, Allegro od esporsi personalmente. Non c’è logica in queste scelte e neppure il possesso di tutti gli Accessori è sufficiente a garantire il ritrovamento dei calici. I fatidici oggetti permettono di scoprire i tesori se questi sono presenti, oppure di evitare i fantasmi se si è finiti fuori strada. Incontrare gli spiriti non è piacevole, anche se Peter Dennis li raffigura paciocconi e sorridenti, e l’avventura finisce dopo quattro di queste “terrificanti” apparizioni.

Il sistema di gioco non è dei più entusiasmanti e la struttura fatta di bivi casuali non dà alcuna soddisfazione. L’Isola degli Spiriti si distingue per una maggior cura nella scrittura e per qualche raffinatezza stilistica efficace. Per esempio è una buona idea affiancare al protagonista un adulto buffo ed entusiasta ed un pacifico bloodhound cui manca solo la parola. I due personaggi sono una costante fonte di battute e situazioni divertenti, nonostante l’ambientazione lugubre. In ogni caso, questa caccia al tesoro in un’isola infestata è roba da bambini ed il formato tascabile non poteva bastare per trasformarla in un prodotto al passo coi tempi. L’originale inglese è ben reso dalla traduzione di Mariangela Bruna, di cui si può criticare solo la strana scelta di usare la formula di cortesia per il signor Drabb. Perché un adulto dovrebbe dare del lei ad un ragazzino?

Ambientazione: 6
Stile di scrittura: 7
Bilanciamento: 4
Interattività: 5
Aspetto grafico: 7

Voto complessivo: 6
Difficoltà: bassa

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