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Re: Recensioni dei libri

Oggetto: Re: Recensioni dei libri
inviato da Gurgaz il 25/10/2006 10:29:42

DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA --- di Miguel de Cervantes

Nessuno si scandalizzerà se fin da subito sostengo che Don Chisciotte della Mancia è uno dei capolavori della letteratura mondiale, un testo che è nello stesso tempo fotografia della sua epoca, autobiografia, racconto comico, avventura, invettiva e sintesi della società post-medievale spagnola. È un’opera eccezionale, impossibile da imbrigliare entro schemi fissi e tradizionali, perché la sua forza è tale da sfuggire al controllo dello stesso autore.

Il Don Chisciotte uscì in due parti, la prima nel 1605 e la seconda a dieci anni di distanza, poco prima della morte di Cervantes. L’opera, che conta la bellezza di 1185 pagine, narra le (dis)avventure di un hidalgo spagnolo, al quale l’assidua lettura dei romanzi di cavalleria ha scombussolato il cervello. Egli si mette in testa di diventare anche lui cavaliere errante e di vagare per il mondo a raddrizzare torti e conquistare fama e gloria. Dopo una prima e sfortunata sortita in solitario, Don Chisciotte sceglie come scudiero un compaesano, l’altrettanto celebre Sancio Panza, un sempliciotto come pochi. Eletta come dama Dulcinea del Toboso, in realtà una contadina che egli non ha mai visto, e sellato il malconcio destriero Ronzinante, Don Chisciotte parte alla ventura, seguito da Sancio sul fidato asinello. Ai due ne succedono di cotte e di crude, tanto che non vale la pena di elencarle; si tratta di episodi divertentissimi, così come sono spassose le continue discussioni tra i due e gli interventi di chi cerca di far rinsavire l’hidalgo. Il successo della prima parte fu tale che qualcuno osò pubblicare un seguito, ma Cervantes non gradì e rispose con la sua seconda parte, dove le avventure di Don Chisciotte riprendono e si susseguono numerose, finché nell’ultimo capitolo il pazzo rinsavisce quando ormai è sul letto di morte.

Personalmente, la seconda parte mi pare la più divertente, sia per gli eventi che vi hanno luogo sia per il ritmo dell’azione. La prima introduce i personaggi e contiene i celeberrimi episodi dei mulini a vento e dello scontro tra capre e montoni, però è ricca di storie nella storia, cioè di racconti piuttosto lunghi in cui Don Chisciotte e Sancio escono di scena e qualche altro personaggio narra le sue peripezie. Spesso sono piccole gemme di realismo e saggezza, ma la loro presenza disturba non poco lo spensierato fluire della vicenda. Lo stesso Cervantes deve essersene accorto, perché nella seconda parte li usa di rado e si concentra sui protagonisti. In questa si presume che il primo libro sia già stato letto in Spagna, perciò la gente riconosce Don Chisciotte e sovente ne approfitta per organizzare colossali burle. La realtà non ha quasi più bisogno di essere alterata dalle visioni del folle, ma gli viene incontro già travestita e spesso confonde anche lo scudiero.

Il Don Chisciotte non è soltanto divertimento, per quanto la sua inesauribile vena comica lo renda immensamente gradevole da leggere; esso racchiude anche i malesseri del suo tempo, in cui il Medioevo sembrava già così lontano che la gente amava più fantasticare leggendo romanzi e poemi di cavalleria piuttosto che apprendere le loro vere radici. Questa è la prima intenzione che muove il Cervantes, che trae ispirazione per il libro dalle vicissitudini della sua avventurosa esistenza. La sua geniale capacità d’improvvisazione, oltre ad ispirargli splendidi episodi, lo conduce senza quasi volere ad approfondire a dismisura i due eroi del romanzo, che nel loro peregrinare evolveranno in maniera inaspettata. Don Chisciotte è da alcuni ritenuto un eroe idealista dell’illusione, da altri un intellettuale che aspira all’azione; Sancio Panza è visto ora come villico ignorante ma assennato, ora come un uomo pratico che viene affascinato dal pensiero e dalla cultura. Il bello è che tutte queste etichette possono andar bene, perché i due personaggi maturano, rinsaviscono, regrediscono od ammattiscono in piena libertà, senza un canovaccio preciso ed in balia degli eventi del cammino.

Abbiamo a che fare col primo vero romanzo moderno, uno dei più letti al mondo. Tali qualifiche non bastano però a chiarire i suoi pregi, che vanno scoperti attraverso una paziente lettura. Per essere un’opera così voluminosa scorre che è un piacere e raccomando a tutti di tenerla in considerazione. A me è talmente piaciuta che me la sono voluta comprare, in spagnolo.
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