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Re: Recensioni dei libri

Oggetto: Re: Recensioni dei libri
inviato da Gurgaz il 27/12/2007 23:59:23

HEART OF DARKNESS (CUORE DI TENEBRA)--- di Joseph Conrad

Questo classico della letteratura inglese ha esercitato su di me un certo fascino fin da subito, grazie al titolo sinistro ed imperscrutabile. L’attrazione si è accentuata dopo la visione di Apocalypse Now, il film di F.F. Coppola che ha riscritto la trama di Heart of Darkness adattandola alla guerra in Vietnam. Circa un anno fa ho acquistato una copia in lingua originale e finalmente ho trovato lo spunto giusto per affrontare questo breve ma intenso racconto.

Sebbene Conrad non sia di madrelingua inglese ed abbia incontrato l’idioma di Shakespeare dopo i vent’anni, la sua prosa è tutt’altro che semplice, data la varietà lessicale e l’estrema fantasia nel comporre i periodi, spezzati da lunghissimi incisi e divagazioni che portano talvolta a perdere il filo della narrazione. Pubblicato nel 1899, Heart of Darkness è un racconto di circa 130 pagine che trasporta il lettore dalle rive del Tamigi nel cuore della giungla africana. Il tutto è riferito da un marinaio di nome Marlow, ingaggiato da una compagnia coloniale per risalire il corso del fiume Congo e ritrovare Mr. Kurtz, “il migliore agente che abbiamo, un uomo eccezionale”. Quest’individuo è gravemente malato e va riportato a casa.

La giungla, il cuore tenebroso dell’Africa, da tempo affascinava l'ignaro Marlow; durante il viaggio a bordo di un battello a vapore l’ambiente si rivela invece ostile ed opprimente. Forse è solo suggestione indotta dalle avversità, come le numerose soste forzate e l’ostilità dei selvaggi, ma soprattutto dalle oscure dicerie concernenti il misterioso Mr. Kurtz. Quest’uomo integerrimo, pieno di qualità, partito alla volta dell’Africa per portare il progresso, è divenuto una sorta di divinità per gli indigeni, che eseguono ciecamente ogni suo volere. Kurtz è quindi caduto preda della depravazione morale e dell’egoismo, fino a diventare ancor più inumano dei selvaggi che voleva civilizzare.

La cronaca è dominata dalle domande e dalle considerazioni morali di Marlow, tanto che l’azione vera e propria sembra non avere luogo, sommersa come è dal monologo del narratore. Ci sono pochi avvenimenti in proporzione allo spazio impiegato per analizzarli. In fondo, Marlow compie soltanto la sua missione e ritrova Kurtz, che non sopravvive al viaggio di ritorno e fa appena in tempo ad affidargli i suoi pochi effetti personali. Quello che conta non è il risultato, quanto il percorso, l’esperienza vissuta e la riflessione su ciò che è stato visto. A Londra, la città più grande del mondo e il punto di partenza per ogni spedizione, il colonialismo è visto come un’attività benefica non solo per la Corona, ma anche per i popoli incolti delle terre selvagge. La realtà è invece caratterizzata da egoismo, sfruttamento e barbarie, per cui anche le personalità più elevate finiscono per tramutarsi in biechi carnefici mossi solo dal proprio tornaconto.

Il romanzo ha una buona componente autobiografica, perché Conrad ha viaggiato molto per nave e ha visitato i confini dell’Impero britannico. È un lavoro estremamente moderno ed in esso si trovano tanti leit motiv della letteratura contemporanea e del giornalismo: in particolare, il criticismo verso iniziative pubblicamente riconosciute e lo sfruttamento di quello che oggi è chiamato Terzo Mondo. Lo stile di scrittura ed il linguaggio utilizzato sono altrettanto sorprendenti, poiché riescono a creare attesa, tensione, minaccia e la sensazione che il crimine e il complotto si celino dietro ogni cosa. Il racconto prosegue come se alla fine dovesse essere rivelata qualche terribile verità, tuttavia ciò non accade; la forza di Heart of Darkness risiede nel saper instillare il germe del sospetto, nel suggerire che c’è un velo di splendide apparenze che ricopre una crudele realtà. Un’opera importante da leggere assolutamente, considerata anche la brevità.
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