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Re: Recensioni dei libri

Oggetto: Re: Recensioni dei libri
inviato da Gurgaz il 5/1/2008 9:18:34

CORANO (IL)--- di Maometto

Al giorno d'oggi è già difficile presentare la Bibbia come libro da leggere, figuriamoci il Corano. Un libro che oramai sta sullo stomaco a tutto il mondo occidentale, stroncato dalla critica e decontestualizzato al massimo. Dai giornali sappiamo di questo libro solo ciò che fa scalpore, soprattutto nel contesto odierno dove c'è una massa di sconsiderati che fa riferimento a quest'opera in modo aberrante, proprio perché non attuale (Maometto visse intorno al 600 d.C).
Quel poco che posso dire su questo libro, lo dirò con una simpatia di fondo verso la religione islamica e cercando di immaginare il profeta Muhammad (Maometto), perseguitato dai polidemonisti (pagani) della Mecca, non certo riferendomi al Corano secondo le brigate terroristiche di...

A differenza della Bibbia, cui il Corano fa riferimento come testo di base, troviamo condensata la predicazione di un singolo profeta. Il Corano è un testo profetico, non universale come la Bibbia, che spazia molto di più su vari argomenti e generi letterari. Il Corano è diviso in sure, capitoletti di lunghezza decrescente dall'inizio alla fine del libro, ciascuno intitolato a posteriori con parole semplici, tratte dai primi versetti (la vacca, le formiche) oppure nomi di personaggi biblici cui il Corano fa riferimento. In particolare sono ripetute fino alla nausea le storie di Ibrahim (Abramo), Nuh (Noé), Musa (Mosé), Isa ibn Maryam (Gesù figlio di Maria) che per Muhammad fanno tutti parte di un comune disegno divino, assieme ad altri inviati (rusul).

Il tema centrale del Corano è senza dubbio l'incredulità umana davanti alle profezie; tutte le storie dei rusul ne sono un chiaro esempio. L'uomo non riconosce la creazione del mondo da parte del Dio unico, ma gli associa "condivinità" (paganesimo), non ascolta i suoi inviati (non riesce a credere che semplici uomini portino la parola di Dio), continua a vivere nel peccato, accumulando ricchezze che non varranno nulla nel giorno del giudizio, invece di compiere buone azioni, che nel Corano sono presentate soprattutto come elemosina, aiuto ai bisognosi, onestà, rettitudine e difesa della propria fede e di tutti i musulmani. Questi sono i motivi per cui si sente tanto parlare di "infedeli" (o kafiruna) e "guerra santa" (jihad); Muhammad è stato oggetto di feroci rappresaglie da parte dei Meccani e non mi stupisce che la parola rivolta ai suoi seguaci sia contro chi derideva la sua profezia e lo vessava in ogni modo.

Il tono passa dall'accusa pesante verso chi rifiuta il rasul (inviato) di Dio, alle visioni apocalittiche, alle minacce di punizione e alle promesse verso i fedeli; in mezzo a questa lunghissima invettiva si trova qualche sporadico brano poetico, qualche racconto (mutuato dalla Bibbia ed arricchito, oppure racconti sulla creazione), ma sostanzialmente poco che possa attirare un lettore non arabo. Questo perché, vorrei sottolinearlo, la traduzione del Corano nella nostra lingua ne abbassa infinitamente la qualità, annichilendo la musicalità intrinseca del testo originale. Un motivo ci sarà se i musulmani di tutto il mondo si tramandano il Corano scritto in arabo!

Non ho il diritto di dare un giudizio sui contenuti del Corano: sarebbe come giudicare la religione islamica, e non mi pare di essere la persona più indicata. Posso dire che ho alzato più di un sopracciglio leggendo i precetti sulla vita coniugale e su molte altre consuetudini. E' stato anche duro digerire il giudizio di Muhammad sul cristianesimo, perché il profeta non risparmia il suo ironico giudizio verso chi "dice che Dio s'è fatto un figlio"; in sostanza, secondo l'islam è associargli una condivinità.

Ci ho pensato a lungo. L'islam è l'ultima grande religione monoteista, in senso cronologico, quindi giunge dopo le altre e le giudica. Del resto, lo stesso cristianesimo delle origini è nato in contrapposizione all'ebraismo. All'epoca di Muhammad la situazione doveva essere grave in Arabia, perché le grandi religioni non erano riuscite a conquistare i beduini, popolo incredulo, selvaggio e ben poco incline alle virtù, siano esse evangeliche o bibliche. Forse da questo nasce l'esigenza di una nuova religione, rigorosa, priva delle mille ambiguità e misteri del cristianesimo, ma che offra le stesse speranze (risurrezione, vita beata dopo la morte, in paradisi decisamente mondani).

Oggi le religioni monoteistiche sono in crisi: solo l'islam tiene ancora uniti i suoi fedeli, forse con severità, rigore e ignoranza, ma non posso negare che dal Corano traspare un accorato appello alla rettitudine e la consapevolezza della misericordia del Dio, che perdona le piccole colpe.
Che inciti alla guerra santa e alla lotta... anche nella Bibbia ci sono mille guerre e l'invito a combattere per il popolo ebraico e per la gloria del Signore. Il cristianesimo ha negato la violenza fin dai Vangeli, invitandoci all'amore vicendevole, ma i cristiani non sono mai riusciti a fare a meno di massacrarsi in mille modi

Che abbia ragione Muhammad, a dire che gli uomini sono sordi alla parola dei rusul? È così strano che una religione integralista sia l'unica ad aver conservato lo spirito di secoli fa (estremisti a parte), mentre le altre sono in crisi? Il dibattito attuale procede all'insegna dell'ignoranza e, mi ripeto, della decontestualizzazione del Corano, secondo la stessa pratica dei fanatici islamici, che non chiamerei "fondamentalisti" ma esattamente "fanatici”.
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