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Re: Recensioni dei libri

Oggetto: Re: Recensioni dei libri
inviato da Gurgaz il 5/1/2008 9:37:06

DUBROVSKIJ --- di Aleksàndr Sergéevic Puškin

Inutile fare il nome di chi mi ha invogliato a questa lettura, elargendo lodi a profusione. La biblioteca in cui mi reco è molto piccola, ma ha uno scaffale di letteratura russa abbastanza fornito, almeno per quanto riguarda gli autori maggiori. È stato facile trovare Puškin; ancor più facile scegliere Dubrovskij come primo approccio allo scrittore, vista la brevità del racconto (142 pagine per nulla dense).

La storia narrata è semplice, come si può dedurre dalla lunghezza, non per questo però priva di attrattive. Il racconto si apre con un’amicizia che si rompe all’improvviso, trasformando il piccolo possidente Andrej Dubrovskij (padre del protagonista) e il ricco e feroce Kirila Petrovic Trojekurov in nemici giurati. Ben presto il primo si trova a mal partito, perché Trojekurov scatena contro di lui i suoi legulei, i quali riescono ad espropriare l’avversario delle sue terre. Il vecchio Dubrovskij si ammala e muore; il figlio Vladimir fa appena in tempo a rientrare per vedere il padre morire e la casa occupata dagli intendenti di Trojekurov. Il giovane Dubrovskij non può sopportare oltre il sopruso: appicca il fuoco alla sua ex proprietà e si dà al brigantaggio assieme alla fidata servitù. Dubrovskij è una specie di brigante gentiluomo, che ruba solo ai ricchi; in più, possiede un’inventiva notevole, escogitando un abile sotterfugio per penetrare in casa di Trojekurov. I suoi propositi di vendetta sono improvvisamente arrestati dall’amore per Marja (o Mascia), figlia di Trojekurov, che ricambia le sue attenzioni. Purtroppo, il bandito è smascherato e deve fuggire, non prima però di aver giurato a Marja eterna protezione e fedeltà. In questo contesto si inserisce l’ennesima avversità; Kirila Petrovic promette in sposa la figlia al vecchio principe Verejskij. Dubrovskij interviene per salvare la ragazza dal matrimonio indesiderato e la vicenda si conclude nel modo più inatteso.

Un tipico romanzo del primo Ottocento, epoca di Romanticismo. Tutti i canoni del periodo sono rispettati: i personaggi hanno sentimenti forti che li dominano (positivi e negativi), sono impulsivi e sono destinati comunque alla sofferenza. Uno dei vantaggi di Dubrovskij è senza dubbio la brevità, o meglio, la capacità di condensare questi concetti in poche righe, presentando una vicenda abbastanza classica ma non priva di trovate originali. Il tratto caratteristico è l’ambientazione, la Russia di fine XVIII secolo, dove un feudalesimo duro a morire si intrecciava con le influenze culturali provenienti dall’Europa. Una compresenza di concezioni antitetiche, capace di creare scissioni e contraddizioni in una società in lentissimo cambiamento. Contraddizioni che deve aver provato lo stesso Puškin: discendente di un’antichissima stirpe nobiliare eppur simpatizzante dei movimenti progressisti; vigilato dalla polizia zarista per i suoi ideali libertari eppure così orgoglioso da morire in duello, a 37 anni, per difendere il proprio onore.

Un libro che si può consigliare veramente a tutti, perché tutti sono in grado di leggerlo rapidamente ed apprezzarlo. Alieno a qualsiasi complessità stilistica, Dubrovskij è scritto in maniera essenziale ma efficace ed è capace di stupire per alcuni espedienti letterari, in grado di creare il colpo di scena dal nulla.
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