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Re: Recensioni dei libri

Oggetto: Re: Recensioni dei libri
inviato da Gurgaz il 5/1/2008 10:01:26

LA GUARDIA BIANCA --- di Michail Bulgakov

La mia panoramica degli scrittori russi continua con questo romanzo, l’opera prima dell’autore del più celebre Il maestro e Margherita, che leggerò il prima possibile. Un po’ alla volta, mi rendo conto di aver spalancato uno scrigno letterario ricco di tesori inestimabili, che vale la pena di ammirare uno per uno.

La guardia bianca è certamente un’opera minore, un esordio letterario uscito incompleto nel 1925, quindi ripubblicato per intero a fine Anni Sessanta, dopo la morte di Bulgakov. Non ci vuole molto a capire che è comunque il prodotto di un artista della penna, capace di colpire profondamente per modernità dello stile e vivacità delle immagini. Il libro racconta pochi momenti importanti dei mesi a cavallo tra 1918 e 1919, quando la città di Kiev visse in bilico tra invasori tedeschi, rivolte popolari e rivoluzione bolscevica. Gli abitanti trascorrevano un’esistenza precaria, nella ricerca disperata della normalità, mentre dalle campagne giungeva il suono dei cannoni e un mare di dicerie. I fatti sono presentati dal punto di vista della famiglia Turbin, costituita da due fratelli, Aleksej e Nikolka, e una sorella, Elena. Monarchici per vocazione, i Turbin servono sotto il vessillo dell’etmano, temporaneo governatore dell’Ucraina sostenuto dai tedeschi, mentre le campagne si sollevano in un moto popolare, guidato dal fantomatico leader Petljura. Ignari della fragilità della loro causa, i Turbin sono travolti assieme all’esercito dalle armate ribelli, che in breve conquistano Kiev nel sangue, grazie soprattutto al tradimento dei tedeschi e dell’etmano. La vittoria dura 47 giorni, fino all’arrivo dei bolscevichi. In questo contesto, i protagonisti vivono avventure e tragedie, in qualità di testimoni di un periodo turbolento della storia, che segna la sconfitta delle loro idee.

La mia attenzione è stata attirata soprattutto dal tempo e dal luogo; si tratta, infatti, di uno dei mille momenti di instabilità politica e sociale della storia, quelli che sono facilmente dimenticati per lasciar posto alla retorica dei trionfi. Intanto il sangue per le strade di Kiev c’è stato, come in molti altri luoghi, causato dalla viltà e dall’opportunismo dei potenti, come sempre. Proprio per questo è importante che esistano opere a testimonianza delle epoche buie, che gettino un po’ di chiarezza non tanto su quello che è avvenuto nei palazzi e nelle riunioni militari, quanto sulle sofferenze ed incertezze della popolazione.

Bulgakov ci ha lasciato un documento che ha la forma e la piacevolezza dell’arte. Nonostante la mia disaffezione per gli autori del Novecento, desiderosi di creare uno stile innovativo, spezzato e a volte eccessivamente convulso, ho apprezzato molto la fusione di brani carichi di tensione con spezzoni di pura poesia onirica. In una città in guerra c’è spazio per azione, pericolo e fughe mozzafiato, eppure Bulgakov riesce ad inserire riflessioni particolarissime, in perfetta soluzione di continuità. L’autore sceglie di riferire i sogni o le visioni dei personaggi, tracciando affreschi carichi di simbologie difficili da interpretare, ma esteticamente molto piacevoli.

Un romanzo non lunghissimo (276 pagine), La guardia bianca è equamente suddiviso in parti scorrevoli, da leggere tutte d’un fiato, e brani elegiaci più complessi da seguire. Non me la sento di consigliarlo a chi ricerca un singolo romanzo russo da leggere; è maggiormente adatto al lettore che apprezza lo stile moderno ed è animato da un interesse precipuo per il Novecento.
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