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Re: Recensioni dei libri

Oggetto: Re: Recensioni dei libri
inviato da Gurgaz il 5/1/2008 10:45:52

ORLANDO FURIOSO --- di Ludovico Ariosto

Nel mio periodico frugare nelle opere somme della letteratura italiana, ho recentemente imboccato il filone del poema cavalleresco, che unisce la pregevole musicalità del carme a tematiche fantastiche ed eroiche. Nel mio approccio a questo libro volevo anzitutto stabilire se è ancora un’opera che può entusiasmare ed appassionare un uomo moderno che ama abbandonarsi all’immaginazione.

“O gran bontà de’ cavallieri antiqui!”. Dopo aver affrontato le 500 pagine del poema, ciascuna contenente più o meno 10 strofe da 8 versi scritte in piccolo, non posso che proclamarmi strabiliato per il piacere avuto da questa lettura. Penso dipenda molto dal mio amore per la ricercatezza stilistica, per la musicalità del testo e per l’enfasi, delle quali Ariosto è un maestro, tuttavia questo non basta a giustificare la soddisfazione. Leggendo la Commedia di Dante Alighieri, datata 1306 (il Furioso è del 1532), non ho potuto classificare l’esperienza come felice, nonostante i requisiti fossero soddisfatti. Probabilmente il motivo sta in parte nel lessico ariostesco , molto più vicino a noi di quanto si possa immaginare, tanto da rendere superflue le glosse, e in parte nei temi trattati. Se la Commedia è un documento storico importantissimo, per i continui riferimenti a fatti e personaggi, l’Orlando Furioso è un poema d’intrattenimento, dove si alternano le vicende di una miriade di personaggi, racconti di fatti remoti o recenti, poche digressioni storiche, qualche divagazione morale dell’autore e gli immancabili elogi al committente dell’opera (il cardinale Ippolito d’Este). È un’opera celebrativa degli Estensi, nella quale Ariosto racconta le avventure dei mitici antenati dei signori di Ferrara.

Sulla trama va fatta una precisazione. Come in tutti i poemi cavallereschi che ho letto, il titolo lascerebbe pensare che il protagonista sia il paladino carolingio Orlando, mentre scorrendo le pagine si scopre che il suo ruolo è assai marginale. Molto più spazio è dedicato alle vicissitudini del prode Ruggiero e della sua amata Bradamante, antenati mitici degli Estensi e perciò veri protagonisti del poema. Riassumere la trama non è semplice, perché è l’intreccio delle personali avventure di almeno una quarantina di personaggi, ciascuno importante e ben caratterizzato, secondo me. Carlo Magno è assediato a Parigi dall’esercito saraceno di Agramante, mentre i paladini sono dispersi per la Francia; in particolare, Orlando sta inseguendo la sua amata Angelica, che lo sfugge e alla fine si innamora di Medoro, facendo impazzire Orlando. Lungo tutto il poema si ha il reciproco inseguimento tra Ruggiero e Bradamante, che continuano a perdersi e ritrovarsi per una serie di sfortunati casi. In una di queste avventure essi liberano l’inglese Astolfo dalla maga Alcina; questi sarà il personaggio risolutore, che viaggerà in Etiopia e troverà il paradiso terrestre, dove San Giovanni gli spiega come recuperare il senno d’Orlando e radunare un esercito per soccorrere Carlo. Questo in estrema sintesi.

È mirabile come Ariosto riesca a gestire le avventure di questi e molti altri personaggi, intrecciandole in un groviglio apparentemente confuso, ma che poi si svolge con una consequenzialità disarmante, una vera sorpresa per il lettore. Un continuo succedersi di colpi di scena, di sconvolgimenti, di effimeri successi, tanto da non permettere mai di annoiarsi, a patto di saltare la lettura delle parti celebrative che per un lettore moderno sono incomprensibili e di scarso interesse. Di certo non occorre che sia io a ribadirlo, ma l’Orlando Furioso è un poema di estrema qualità artistica, avvincente, appassionante, che merita il suo posto di rilievo nella letteratura italiana. Aggiungo che a mio parere oggi si pone poco accento su queste opere, destinate nelle scuole alla pura citazione. Per chi cerca un’opera amena di gran valore, in bello stile, ma ricca di spunti di riflessione, questo è un libro che premia il coraggio del lettore.
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