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Re: Recensioni dei libri

Oggetto: Re: Recensioni dei libri
inviato da Gurgaz il 5/1/2008 10:50:44

PADRI E FIGLI --- di Ivan Turgenev

Nella vasta schiera degli autori russi, Ivan Turgenev non è certo il più blasonato e popolare, almeno in terra straniera. Ho appreso il suo nome dai cruciverba, un passatempo oggi uscito di moda, ma che conserva qualche velleità culturale. Padri e figli è la sua opera magna, che ho reperito nella mia raccolta Mondadori “I capolavori della letteratura moderna”.

Sono solo 210 pagine, mal che vada non avrò perso molto tempo. È andata bene, invece, perché il libro mi è piaciuto e ha riservato stimoli interessanti. È stato pubblicato ed ambientato in un periodo di grandi cambiamenti nella realtà russa: il 1862 cadeva appena un anno dopo la Grande Data (19 febbraio 1861), che segnò l’abolizione della servitù della gleba nell’impero dello zar. Il fermento culturale e i movimenti intellettuali raggiunsero il loro apice. In questo contesto due studenti fanno reciproca conoscenza: sono il giovane Arkadij Kirsanov, figlio di un proprietario terriero, e il più maturo Evgenij Bazarov, figlio di un medico dell’esercito. Il maggiore dei due è un personaggio molto singolare: è un nichilista, non presta fede a nulla e non si riconosce in nulla, gettando scalpore tra la gente la cui mentalità è legata alla tradizione. Arkadij gli è completamente succube e non fa che condividere il suo pensiero, anche quando Bazarov entra in disputa con Pavel, zio di Arkadij e fratello di Nikolaj Kirsanov. Gli studenti si stancano presto di stare in campagna a casa di Arkadij; alla prima occasione vanno in città, dove per caso conoscono l’affascinante, ricca ed emancipata vedova Anna Odincova. Costei li invita nella propria tenuta, dove trascorrono settimane felici. Qualcosa però non funziona. Bazarov perde la sua abituale sicurezza e si fa strano: in breve, è innamorato di Anna Odincova. Da parte sua, Arkadij diviene amico della sorella di Anna, Katja, e si estrania sempre più da Bazarov e dal suo comportamenti. I due decidono di andarsene, perché Evgenij deve visitare i suoi genitori. Da qui in poi ci sarà una rapida serie di colpi di scena, che concluderà la storia in modo inatteso.

Il nodo tematico di Padri e figli è proprio la contrapposizione tra le figure degli anziani parenti e quelle della nuova generazione. Turgenev desiderava mostrare quanto fosse stridente il contrasto tra i residui del vecchio pensiero aristocratico russo, riposto nelle figure per nulla negative di Nikolaj, Pavel e dei coniugi Bazarov, e il dinamismo e la cultura del tutto nuova dei giovani. Nonostante condivida il ruolo di protagonista con Arkadij, è Bazarov la figura principale. Bisogna ricordare che il romanzo fu molto criticato per questo personaggio, ritenuto sommamente esecrabile per il suo cinismo e i comportamenti esasperati. Bazarov è un uomo estremamente solo, a causa dei suoi ideali portate all’estremo; ciononostante tutti gli sono succubi, lo rispettano e lo temono, con l’eccezione di Pavel Kirsanov. La sua vicenda somiglia molto a quella di un eroe tragico, coerente fino in fondo con le sue idee e che rinuncia alla felicità per esse, a differenza di Arkadij.

Il testo è molto semplice, conciso, eppure sufficientemente pieno e brillante. Può essere utile riprendere coscienza del tema dello scontro generazionale, che negli ultimi tempi si è notevolmente affievolito ed è stato sostituito dal silenzio reciproco. Padri e figli è interessante anche per avere un quadro delle reazioni ai grandi sconvolgimenti sociali e culturali del secolo diciannovesimo, che si è contraddistinto per l’abbondanza e la rapidità di questi avvenimenti. Sebbene non sia un romanzo storico nel vero senso della parola, è comunque un documento fatto di sensazioni e riflessioni in tempo reale. Davvero per tutti i lettori.
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