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Re: Recensioni dei libri

Oggetto: Re: Recensioni dei libri
inviato da Gurgaz il 5/1/2008 11:10:02

STORIA DI RE ARTU’ E DEI SUOI CAVALIERI --- di Thomas Malory

Questo popolare romanzo cavalleresco fu scritto nel nono anno del regno di Edoardo IV (1469), all’epoca della Guerra delle Due Rose. Il suo autore è ser Thomas Malory, un avventuriero che finì in carcere con diverse imputazioni e decise di impiegare fruttuosamente il suo tempo raggruppando ed arricchendo 8 romanzi francesi in prosa. L’opera fu pubblicata nel 1485 con il titolo La Morte D’Arthur, da parte di William Caxton, primo stampatore inglese.

Si tratta di un’opera di cui tutti conosciamo qualcosa, basti pensare a quanti racconti e film sono stati realizzati sul ciclo bretone e sulla leggenda di Re Artù. Per molti il riferimento autorevole è proprio la raccolta di Malory, che oltre a riunire assieme libri scritti da autori diversi ne ha uniformato lo stile, ha aggiunto parti per colmare lacune e ne ha smussato la ripetitività. Le narrazioni cicliche dei poemi cavallereschi si distinguevano proprio per il continuo alternarsi e ripetersi dei temi; Malory ha invece reso la prosa continua e coerente, in cui trovano spazio anche i pensieri dell’autore, segnando così il passaggio dal romanzo medievale a quello moderno.

Le pagine sono 723, in buona parte di facile lettura. All’interno trova spazio davvero tutto il materiale tipico dei romanzi arturiani, ma la storia di Artù come la conosciamo abitualmente è a malapena lo sfondo di una serie di vicende minori, i cui protagonisti sono i cavalieri della Tavola Rotonda. Tanto per sfatare un altro mito, vi comunico che il celeberrimo Mago Merlino, saggio consigliere di Artù e personaggio più inflazionato del ciclo bretone, scompare dopo sole 88 pagine.

Le parti migliori, a mio avviso, sono però quelle più note e più sfruttate dai posteri, in cui Artù è quasi sempre protagonista. In particolare, meritano la lettura la Storia di Re Artù, in cui si racconta della Spada nella Roccia, di come Artù sale al trono, della lotta contro i re ribelli e del dono di Excalibur da parte della Dama del Lago; la Storia del Sangrail, un racconto bellissimo ricco di misticismo, visioni, profezie, miracoli e ricerca della perfezione da parte dei cavalieri; il libro di Lancillotto e Ginevra, dove si narra del segreto amore tra i due e una serie di episodi collegati; il gran finale, la Morte di Artù, dove tra calunnie ed incomprensioni si giunge al conflitto lacerante con Lancillotto, poi al ritorno in Inghilterra e alla tragica morte per mano del figlio Mordred.

Gli altri racconti hanno un tono meno elevato ed una ripetitività che a volte può risultare seccante. Tra tutti, segnalo come ostico il libro di ser Tristano di Liones, che costituisce quasi un terzo dell’opera e che annoia in certi punti perché non accade nulla di risolutivo. Anche il finale è monco, non si sa che fine faccia ser Tristano, dopo tutte le sue peripezie e centinaia di scontri; Malory compensa la lacuna del romanzo francese con un piccolo appunto in un libro successivo. Inoltre, mi permetto di affermare che la Storia del nobile Artù che divenne Imperatore col proprio braccio, in cui si racconta la guerra contro l’Imperatore romano Lucio, la vittoria e la proclamazione di Artù a re di tutta la cristianità, è talmente strampalata ed antistorica da non riuscire nemmeno a far sorridere. Però è una testimonianza preziosa di come nel Medioevo non si avesse una retrospettiva chiara dei tempi passati, come del resto tutta l’opera, dove abbondano anacronismi e vistosi falsi storici.

La narrazione di alcune gesta ricalca un canovaccio che subisce poche alterazioni. Ciò non toglie che la prosa sia agile, gradevole e i toni appaiano epici, patetici o drammatici a tempo debito. Diventa perciò un piacere leggere le mille avventure dei cavalieri di Artù, in questa trasposizione inglese che le trasforma in un romanzo coeso e dove compaiono continui riferimenti ad azioni future e passate. Un’opera che posso tranquillamente consigliare a chi ama la leggenda di Re Artù e le storie di cavalieri, damigelle, tornei e ricerche favolose.
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