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Re: Recensioni dei libri

Oggetto: Re: Recensioni dei libri
inviato da Gurgaz il 25/10/2008 16:03:57

MEMORIE DAL SOTTOSUOLO --- di Fëdor Dostoevskij

Chi ha letto almeno un romanzo di Dostoevskij ha percepito sicuramente la ricchezza e la complessità ideologica di questo eccezionale scrittore russo, il suo amore per la spiritualità e per il pensiero metafisico. Tuttavia c’è solo un’opera in cui l’autore ha condensato il proprio pensiero, che non è troppo distante dal concetto di “filosofia”: Memorie dal Sottosuolo.

Nel 1864 Dostoevskij attraversò l’ennesimo periodo di crisi, caratterizzato da tragedie familiari e ristrettezze economiche. In tal clima concepì questo breve racconto, in contrapposizione ad un’opera di carattere socialista (Che fare? di N.G. Černyševskij). Il protagonista di Memorie dal Sottosuolo è un uomo qualunque, tipicamente russo, preda di intense lacerazioni interiori che gli impediscono di compiere il bene anche quando lo vorrebbe. In una prima parte costui racconta il suo stile di vita ed intesse un’accesa quanto impietosa critica dei costumi sociali, affermando la propria individualità. Nella seconda parte vengono presentati alcuni eventi esemplificativi: un pranzo tra amici risoltosi in lite e l’incontro con una giovane donna, prima affascinata con discorsi intelligenti e poi abbandonata in malo modo.

Sono solo 200 pagine scritte in grossi caratteri, ma possono rivelarsi piuttosto dure se prese alla leggera. Innanzi tutto è importante capire che cosa vuole presentare Dostoevskij: non sono le memorie di un pazzo alienato, nonostante la deformazione degli eventi e l’eccessiva tragicità che permea il testo, bensì un tentativo di portare alla luce il “sottosuolo”, ovvero la parte più intima ed irrazionale del carattere umano. L’autore era convinto che ciascun uomo possieda un’individualità cui non è disposto a rinunciare, in nome delle consuetudini o di classificazioni artificiali come quelle del socialismo. Però questo porta al contrasto con gli altri, a sofferenze ed autopunizioni, perché c’è la coscienza del bene ma è accompagnata da una triste verità: l’impossibilità di raggiungerlo. Secondo Dostoevskij tutti gli uomini, in fondo, sono infelici allo stesso modo, quindi non vale la pena di tentare faticosi ed alienanti sistemi di correzione. Nel suo ciclo di romanzi chiamato Vita di un grande peccatore, in particolare ne I fratelli Karamazov, egli ha fatto seguire le sue risposte a questo problema di difficile soluzione.

Oggi l’umanità sta procedendo verso l’uniformità del pensiero, che passa attraverso l’omologazione dei bisogni materiali. Gran parte delle persone tiene nascosta la propria individualità e cerca di apparire conforme a tutte le consuetudini, dall’atteggiamento in pubblico ed in privato, al modo di vestire, di mangiare, di divertirsi e di soffrire. Persino la sofferenza ha i suoi standard. Un libro come Memorie dal Sottosuolo è in piena controtendenza e costituisce un’eccezione alla regola che è meglio nascondere e dimenticare. Invece io ritengo che ciascuno di noi, se fa attenzione e si costringe, per un attimo, ad abbandonare i soliti schemi di ragionamento, può sentire dentro di sé tormenti simili a quelli del protagonista. La convivenza tra uomini non è semplice e ha un prezzo alto: il rinnegamento di se stessi e la rinuncia al concetto di bene universale. Se non ci è proprio possibile conservare il nostro modo di essere e sopravvivere a questo mondo, è fondamentale averne almeno la consapevolezza, per essere persone autentiche e non somigliare alle macchine.

La prosa non è piana e leggibile come nella rimanente produzione letteraria dello scrittore russo. I periodi sono spezzati, convulsi, e riproducono realisticamente il diario di un uomo non abituato a scrivere e sconvolto da terribili inquietudini. I toni sono spesso esagerati ed è evidente che il narratore ha distorto o mal interpretato gli eventi che racconta. Questo approccio può essere un ostacolo per chi non conosce Dostoevskij e non è abituato ad un certo tipo di letteratura, perciò consiglierei la lettura delle Memorie solo a chi è già familiare con le tematiche.
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