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Re: Recensioni dei libri

Oggetto: Re: Recensioni dei libri
inviato da Gurgaz il 18/11/2008 19:41:13

IL GIOCATORE --- di Fëdor Dostoevskij

Fëdor Dostoevskij fu per molti anni della sua vita un accanito giocatore d’azzardo. Per lungo tempo portò avanti questa passione così simile al vizio, nonostante la fortuna non gli arridesse mai e gli negasse la liberazione dai problemi di natura economica. L’esperienza personale dell’autore si riversa in tutta la sua autenticità nel breve racconto Il giocatore, scritto in meno di un mese per ottemperare agli obblighi editoriali e, inevitabilmente, per permettere allo scrittore di sbarcare il lunario nel difficile autunno del 1866.

157 pagine non sono poi molte e non c’è spazio per grandi divagazioni. Il tema principale è il gioco e a tal proposito Il giocatore è ambientato in un’immaginaria località termale tedesca, dal nome piuttosto evocativo: Roulettenburg. Aleksej Ivanovič è un precettore russo alloggiato presso la famiglia di un generale tedesco, senza grandi speranze di crescita sociale ed intellettuale; egli vede nella roulette l’unico mezzo per rinascere. La scena della località termale viene vivacizzata dall’inaspettato arrivo di una vecchia contessa, parente del generale e alla cui eredità fanno la corte molti personaggi ambigui, come i francesi De Grieux e M.lle Blanche. In breve tempo la “nonnina” si lascia prendere dalla smania del gioco e dilapida un sacco di quattrini. Viste svanire le ambite ricchezze, De Grieux taglia la corda ed esige dal generale il risarcimento di vari prestiti; la figliastra del generale, Polina Alexandrovna, chiede l’aiuto di Aleksej, che è perdutamente innamorato di lei. Egli tenta il tutto e per tutto al casinò e, curiosamente, viene baciato dalla fortuna ed accumula una somma considerevole. Polina è disgustata dal denaro e dal fatto che gli uomini la vogliano “comprare”, così rifiuta i soldi di Aleksej e si allontana assieme all’inglese Mr. Astley. Il precettore, in preda al rammarico, si fa accalappiare da M.lle Blanche che in pochi mesi riesce a sperperare l’ingente patrimonio. Aleksej Ivanovič è di nuovo povero ed in cerca di riscatto come all’inizio della storia.

Il libro si legge tutto d’un fiato, perché a differenza di altre opere di Dostoevskij l’azione prevale nettamente sul pensiero. Non ci sono monologhi interiori, solo dialoghi e resoconti il cui ritmo è piuttosto concitato. L’io narrante non si concede troppi giudizi e riflessioni, ma si limita a subire le circostanze ed a farsi trascinare, in un turbine di eventi che non porta da nessuna parte. Tutto questo per dimostrare che il gioco d’azzardo è una specie di anticamera dell’inferno, una passione malefica che induce stimoli incontrollabili e convinzioni discutibili, senza speranza di salvezza finale. La prospettiva in cui viene posto il lettore è privilegiata, perché l’autore si premura di trasmettere adeguatamente i pensieri tipici del giocatore, le sue illusioni, le sue speranze e la sostanziale inutilità della vincita tanto agognata.

La componente autobiografica è essenziale nella costruzione di questo romanzo, che sembra nato più dall’esigenza interiore di raccontare che dalle pressanti condizioni in cui è stato concepito. Naturalmente ci sono degli errori, qualche mancanza di continuità ed alcune incoerenze dovute alla scarsa revisione della bozza, tuttavia queste restano argomento di discussione per i critici ed il lettore farà fatica a notarle. Ciò che si percepisce è la padronanza dell’argomento e il desiderio di dare un allarme, non solo riguardo al gioco d’azzardo ma anche nei confronti della sete di supremazia, del desiderio di prevalere sugli altri all’improvviso, senza meriti particolari. Aleksej Ivanovič è un russo che vuole soggiogare l’Europa, ma diffida delle proprie origini e tende a disprezzare le maniere dei suoi avversari. Egli fallirà, come fallirà Raskolnikov nella sua ricerca di riscatto attraverso l’omicidio (Delitto e castigo). Dostoevskij non ha ancora maturato una proposta concreta per rivitalizzare lo spirito russo, ma con Il giocatore è riuscito, in poco tempo, a segnare un passo avanti nella sua analisi sociale. Dato lo sforzo minimo richiesto dalla lettura, è un buon romanzo per accostarsi all’autore e alle sue problematiche.
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