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Re: Recensioni dei libri

Oggetto: Re: Recensioni dei libri
inviato da Gurgaz il 23/8/2009 23:34:40

VENT’ANNI DOPO --- di Alexandre Dumas

Se I Tre Moschettieri è un romanzo universalmente conosciuto, il suo seguito Vent’anni dopo non gode della medesima popolarità. Io per esempio non conoscevo il più piccolo aspetto della trama e ho affrontato la lettura con curiosità ed interesse, poiché non avevo idea di come la fervida fantasia di Dumas avesse fatto proseguire le avventure di D’Artagnan e dei suoi inseparabili compagni.

Il titolo segnala in modo infallibile la cesura temporale tra i fatti del precedente romanzo e l’epoca in cui è ambientato il secondo: è il 1648, il cardinale Richelieu e Luigi XIII sono morti e la Francia è retta dalla regina spagnola Anna d’Austria e dal suo primo ministro ed amante, l’odiato cardinale italiano Giulio Mazzarino. Re Luigi XIV è un bambino e nel paese serpeggiano tumulti popolari guidati da nobili e parlamentari opportunisti. È quella che viene ricordata come insurrezione della Fronda, un primo segno d’insofferenza verso l’accentramento del potere che vedrà nel regno del Re Sole il suo apice e nella Rivoluzione il suo epilogo. D’Artagnan è sempre tra i moschettieri mentre i suoi colleghi si sono ritirati da tempo. Mazzarino convoca il Guascone e lo incarica di una missione speciale, nella quale avrà bisogno di compagni fidati. D’Artagnan deve prima ritrovare Athos, Porthos e Aramis, quindi svolgere la missione affidatagli, che li porterà in Inghilterra dove Re Carlo I Stuart sta per cadere vittima della rivolta capeggiata da Oliver Cromwell. I moschettieri proveranno a cambiare il destino del re ma la comparsa di un micidiale antagonista, Mordaunt, il vendicativo figlio di Milady de Winter, mette in serio pericolo le loro vite e riporta le vicende sui binari prestabiliti dalla storia.

I tempi di pubblicazione sul feuilletton sono ancora da record (poco più di 6 mesi per un romanzo di oltre 500 pagine scritte in piccolo), così come il successo e la creatività con cui gli eventi sono costruiti e concatenati. La differenza principale tra Vent’anni dopo e I Tre Moschettieri è una visuale più realistica e fedele, meno incentrata sulle prodezze dei protagonisti, ma anche più triste e riflessiva. Ciò che è curioso è l’apparente messaggio ideologico che traspare da numerosi dialoghi, una sorta di inno alla regalità caduta, tuttavia non si possono imputare al repubblicano Dumas intenzioni diverse dal desiderio di creare l’atmosfera dell’epoca. La penetrazione psicologica dei personaggi è assai migliorata, sebbene la forma del testo obblighi a sfruttare molto il dialogo e ad utilizzare degli archetipi. Le figure già note acquistano spessore, varietà ed interesse, mentre ne vengono aggiunte di nuove, come il crudele Mordaunt e Raul, figlio adottivo di Athos e Visconte di Bragelonne, protagonista del terzo romanzo del ciclo.

Alcuni passi sono assai ricchi di dettagli storici e risultano leggermente più ostici rispetto alla limpida e scorrevole prosa de I Tre Moschettieri, che comunque è riproposta tale e quale nella maggior parte del romanzo. C’è una cospicua sezione dedicata all’evasione del duca di Beaufort e all’arresto del ministro Broussel, figure cardine della fazione frondista. Naturalmente i nostri eroi hanno parti di rilievo negli eventi importanti dell’epoca, coerentemente con il principio caro a Dumas per cui “la storia è un gancio a cui appendere le trame dei romanzi”. Nonostante dimostri un certo grado di presunzione, non posso non sottoscrivere il giudizio dell’autore, che ha dichiarato di aver insegnato più storia lui ai Francesi di tanti illustri professori.

Poiché credo che questo romanzo sia poco noto mi sento ancor più in dovere di segnalarlo, perché è una potente immersione in un altro tempo, meno incentrata sulla dinamica “cappa e spada” ma più ricca di dettagli storici interessanti. È consigliabile leggerlo di seguito a I Tre Moschettieri, perché sono presenti forti legami con il primo spumeggiante capitolo della trilogia.
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