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Re: Recensioni dei libri

Oggetto: Re: Recensioni dei libri
inviato da Gurgaz il 14/12/2006 9:35:08

IL MAESTRO E MARGHERITA --- di Michail Bulgakov

Non sono molti i romanzi del Novecento che hanno incontrato il mio gusto. Purtroppo, uno dei miei principali limiti è l’impossibilità di apprezzare la sperimentazione, che secondo me porta sempre fuori dalla retta via. Il Maestro e Margherita è stata una gradita sorpresa, anche se oramai mi sono abituato alla genialità, all’autenticità e soprattutto al gran cuore degli scrittori russi.

Il capolavoro di Bulgakov uscì postumo tra il 1966 e il 1967, ma la prima versione russa fu sottoposta a severa censura. Curiosamente, il romanzo integrale fu edito poco dopo da Einaudi e attirò subito le lodi di tutto il mondo letterario, tra cui quella famosa di E. Montale. La storia narrata si muove in bilico tra realtà e fantasia, tra ordinario e soprannaturale. Nella Mosca degli Anni Trenta giunge un turista particolare, nientemeno che il Diavolo, accompagnato da un colorito seguito di demoni. Sotto le mentite spoglie dell’illusionista Woland, questi dà il via ad una vera e propria sarabanda di avvenimenti straordinari: uomini che spariscono, gatti che parlano, appartamenti disabitati che risuonano di rumori, spettacoli di varietà dominati da vera magia, personaggi impazziti e vittime di forze superiori alle loro. Questo è il clima che circonda i protagonisti della vicenda: il Maestro, autore di un pregevole romanzo su Ponzio Pilato e vittima di una critica ingiusta e feroce, che lo ha fatto impazzire; Margherita, la donna che lo ama e che si affligge per il suo triste destino, la quale accetta di buon grado un patto col Diavolo in cambio della salvezza del Maestro. Dopo una notte pazzesca, in cui Satana dà un ballo con Margherita in qualità di reginetta, lei e il Maestro possono ricongiungersi in una sorta di limbo, dove il romanzo non è mai stato bruciato e la coppia potrà condurre una non-vita di pace.

Questa trama a dir poco sorprendente è la base su cui intessere una fitta tela di ragionamenti. Anzitutto, le prodezze di Woland e compagni sono un ottimo trampolino di lancio per una satira allusiva, che non si può definire né celata né palese. Bulgakov non risparmia sberleffi e critiche mordaci ad alcuni costumi del suo tempo, siano essi miserie individuali o la sorprendente immobilità mentale e culturale in cui era assopita la Russia sovietica. L’allegoria è sottile: un illusionista che crea il denaro dal nulla e regala vestiti sontuosi, mostrando nel contempo di conoscere gli altarini di tutti; il pubblico gli crede, lo teme e cerca di approfittare della sua generosità, salvo poi rendersi conto di essere in mutande ed esposto al ludibrio. Quale migliore esemplificazione del rapporto tra un governo totalitario e la massa addormentata?

Da buon romanziere russo, Bulgakov introduce l’argomento messianico ne Il Maestro e Margherita, dove sono presenti tre interessanti divagazioni sulla Passione di Cristo. Sono brani dal tono polemico rivestito di comico, che presentano un Gesù stravolto rispetto alla versione ufficiale, ma non per questo incapace di risvegliare l’animo umano. Mi ha colpito in particolare questa frase: “il vizio maggiore è la codardia”, intesa come viltà morale, indifferenza verso il male protratta fino a diventare un vuoto esistenziale per l’uomo. Interessante anche l’interconnessione tra il Creatore e il Diavolo, due facce della stessa medaglia che trovano l’una nell’altra la ragione della propria esistenza.

Oltre ad essere coinvolgente e ricca di proposte, quest’opera è scritta in maniera egregia. Quando la leggibilità si coniuga alla poesia delle immagini, al dinamismo dell’azione e all’efficacia di descrizioni e dialoghi, allora si può affermare con certezza di essere di fronte ad uno dei capolavori della letteratura mondiale. Se non vi spaventano allegorie, satire e riflessioni spirituali, questo è un libro che dovete leggere assolutamente. 386 pagine, da gustare una dopo l’altra facendo attenzione a non saltare nemmeno una riga di questo pregiatissimo romanzo.
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