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Re: edizioni e elle....a quando?
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Rohlborg ha scritto:
nessun profitto giustificherà l'operazione e condannerà il librogame ad una seconda, umiliante, uscita di scena.

Questo secondo me è sacrosanto, e temo dovremmo tenere questa frase in home page come monito per non illuderci troppo.

Inviato il: 7/9/2008 21:05
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Re: edizioni e elle....a quando?
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Ma sì... Forse ha ragggione lui...
Forse è tuttto finito, e noi siamo qui a raccogliere le ceneri...
Basta; compongo con i miei libro-game una bella pila che diventa una pira alla Denetor, e, flacone di alcool in mano, mi lascio carezzare dalla luce vermiglia delle fiamme...
E' stato solo un zogno...
Addio, libri-gaii...

Mmmmh... Però, quello lì che mi piaceva tanto... Forse avevo ancora delle scelte da risolvere... Fa vedere, dà qua; ma sì, la pagina è bruciacchiata, però ancora intelligibile...

Inviato il: 8/9/2008 9:26
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Re: edizioni e elle....a quando?
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Da dove cominciare?

Direi dalla fine, risalendo l'impetuosa corrente della polemica alla maniera dei salmoni che, a mio parere, sono animali stupidi almeno quanto i panda.

Bruciare i librigame? No grazie.

Caro Dan, il tono del tuo post è chiaramente ironico e credo che tu abbia capito perfettamente cosa volevo dire con il mio primo intervento. Non credo molto nel "si stava meglio quando si stava peggio" e come te ho ancora troppi "bivi" da risolvere prima di chiudere il mio passato griffato E.L. negli scatoloni destinati alla soffitta. Certo, la situazione attuale non mi piace granchè ma confido nell'igiene mentale di coloro che nei librogame hanno trovato qualcosa in più rispetto ad un semplice svago ieri e una mania collezionistica, oggi. Non è stato un "zogno": ho attestati Ramas e Pergamene Shanti che dimostrano il contrario. Solo che di acqua sotto i ponti ne è passata e sarebbe stupido fare finta di niente.

Poi veniamo al post di Ego.

Ho aspettato una notte prima di rispondere, poichè temevo che "a caldo" il tono della mia replica potesse risultare troppo acido. D'altronde, superati i trenta, la peperonata rimane sullo stomaco e l'indulgenza intellettuale verso il prossimo diviene merce rara.

Premetto che non mi piace "quotare" i post altrui: ritengo che digitare le parole che m'interessano scritte da altri (prima di confutarle oppure di appoggiarle, dipende dai casi), sia un'ottimo modo per capirle meglio, riducendo (ma non azzerando) il rischio di scrivere cose senza senso.

Quotare è come rovistare nel cesto dei dvd scontati sperando di trovare qualcosa che ci possa interessare finito lì dentro per caso. E' "gratis", se capite cosa intendo. Vedere un intervento scritto e ponderato con cura fatto a pezzi e commentato in maniera "chirurgica" mi ha infastidito: per amore della parola, preferisco una prolissa argomentazione articolata per metafore ad una praticità tipica degli ambienti virtuali. Se uno decide di scrivere che poi scriva, no?

Essere in "assoluto disaccordo" con qualcuno è una gran cosa. Si presuppone una linea di pensiero netta e un equilibrio intellettuale solido, provato da mille battaglie verbali, segnato da terribili cicatrici che intimidiscono l'interlocutore e testimoniano il valore polemico del dissidente di turno. Ti invidio, caro Ego. Pensa che al momento non potrei affermare di essere in "assoluto disaccordo" con te nonostante le cose che hai scritto evidenzino la poca attenzione con cui hai letto quanto precedeva il tuo intervento.

"Trovare i librogame all'Ipercoop era una manna" è infatti interessante se messo in relazione con quanto puoi leggere nel mio post verso la quarantesima riga (gli spazi non contano). "Trovare" un librogame non ha lo stesso valore di "cercare" un librogame e la biblica manna che scende nottetempo a rifocillare Mosè e i suoi compari nel deserto è un concetto legato al trascendente mondo della spiritualità ebraica. Sinceramente, non ho mai sentito il bisogno di circoncidermi prima di acquistare un librogame e la fascinazione dei "cestoni rasoterra che contenevano libri alla rinfusa" mi sembra possa essere inclusa in quella che viene definita "patologia affettiva del ricordo"; se questa immagine venisse filtrata dalle componenti "affettive" legate al momento della "spesa più grossa" (chi di noi non ha vissuto tale e formativa esperienza?) durante la quale babbo e mamma diventavano sempre più "generosi", rimarrebbe una fotografia abbastanza squallida a ritrarre la condizione di vendita dei librigame. Oltretutto, nei supermercati venivano pure incellophanati mentre nelle librerie potevi sfogliare le pagine ( a volte giocarli, se i commessi erano benevoli e un pò distratti) prima di decidere l'acquisto. Un libro nel cellophan non è bello da vedersi, spero tu possa essere "assolutamente d'accordo" con me. Tralascio l'aspetto legato alla più assidua frequentazione dell'ipercoop piuttosto che delle librerie: anche coi miei sono andato più spesso nei centri commerciali piuttosto che nei musei ma a loro discolpa posso riconoscere che "campare una famiglia" spesso non lascia spazio a quisquilie come la cultura. Se sei figlio di gente che coltiva la passione per i libri puoi dirti fortunato. Se sei figlio di gente che invece legge solo Bruno Vespa hai il diritto di spararti nelle palle, tutto qui. Ho evitato di farlo solo perchè mio padre legge Asimov, dimostrando che forse c'è ancora qualcosa da salvare nella sua povera anima semplice. La mamma alla fine, è sempre la mamma: come si può dirne male? Dopotutto era lei che accoglieva nel carrello della spesa i nostri capricci: posso perdonarle di leggere soltanto topolino.

"Queste sono due cose false" merita lo stesso apprezzamento fatto per l'"assoluto disaccordo". Il concetto di "falso" è quanto di più relativo possa esistere nella nostra stupida percezione della realtà. "Non esiste nessuna edizione di Oberon in inglese" potrebbe essere argomentabile con "al momento" e ammetto la mia leggerezza nello scrivere, poichè ho anticipato quello che dovrebbe essere l'evento "deveriano" durante Lucca Games 2008. La mia fonte è al momento da tutelare ma ti assicuro che ho scritto in buona fede. "Stampare ininterrottamente dal 1985" non vuol dire credere con la stessa forza in un progetto come all'inizio. Le storie di Dever dopo il numero 12 di LS avevano lo stesso appeal dell'accanimento terapeutico su un malato terminale. Quello che Lughi sa o non sa "perfettamente" lo lascio giudicare a te con le categorie dell'assoluto. E' un manager e anche se ha fatto degli "esperimenti" certo non si è mosso per beneficenza nei confronti di noi vecchi fan. Se non si aspettava di vendere e ha stampato lo stesso vuol dire che è invecchiato male.

"Infatti nuovi non ce ne sono. A parte LS1 Expanded. Ma è un pò poco". Che dire? Non solo ti contraddici cercando di contraddirmi, ma esprimi un pensiero condizionato dal tuo giudizio di fan che vorrebbe "qualcosa di più". Lo stesso Dever sostiene che non si tratta di una revisione ma di una storia completamente diversa, addirittura migliore della precedente. Questo fu l'incipit per la mia polemica in sala incontri un anno fa. A nessuno viene in mente di modificare l'inizio dell'Iliade per venderne più copie... No, mi sbaglio. Qualcuno l'ha fatto ma forse gli obiettivi erano diversi. Comunque, libri nuovi sono, anche se pochi.

"Sulle copertine inglesi originali appariva e andava benissimo" mi lascia senza fiato. Che cosa vuol dire, Ego? Io le copertine originali inglesi, quando avevo undici anni, nemmeno sapevo che esistessero. Anche l'Inghilterra era un concetto astratto come l'infinito di Leopardi se confrontato con le copertine italiane piene di disegni nebulosi ed evocativi. Il drakkar di traversata infernale è un capolavoro e quello di ombre sulla sabbia anche. Gli inglesi facciano quello che vogliono.

"Tunnel vision", perfetto. Ti invito a rileggere la parte relativa ai videogames del mio post. Forse quando parlavo delle generazioni nuove dall'immaginario formato da un'urgenza successiva a quella della lettura "in prima persona" parlavo anche di te. "Dungeonmaster" e "Eye of the Beholder" erano ancora di là da venire. Di "Wolfenstein 3D" e di "Doom" non ne parliamo. I videogiochi in soggettiva del 64 erano troppo brutti per valere lo sforzo immaginifico.

A te la palla, Ego.

Calcia forte, stavolta.

D.

Inviato il: 8/9/2008 11:04
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Re: edizioni e elle....a quando?
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EGO ha scritto:
- le riedizioni stanno avvenendo in modo molto più artigianale e meno sofisticato di quanto si pensi: per esempio, visto che il materiale originale di Oberon era troppo rovinato per poterlo digitalizzare, è stato fotografato un volume pagina per pagina e poi ricostruito a partire dalle foto. E' per questo che la copertina della ristampa del volume 1 è visibilmente sfocata: è proprio stata fotografata!


Non hanno uno scanner alla EL?

Inviato il: 8/9/2008 12:11
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Re: edizioni e elle....a quando?
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Ragazzi, si va a fare una pizza...?

Inviato il: 8/9/2008 13:24
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Re: edizioni e elle....a quando?
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Condivido in parte il tuo senso di 'disincanto', R...
Cmnq credo anche sia giusto e bello rivedere cose che, non ne fai nascondimento, ti sono piaciute molto...
Nn credo qst rubrica dovrebbe trovarci qui poi a chiarire di quanto una volta la nostra fantasia fosse in grado di 'colorare' molto meglio di oggi le pagine dei nostri beniamini scrittori...
E' bello, è giusto; è contagioso...
Se non per noi, che effettivamente sì, possiamo mirare a questa nuova venuta come ad un arcobaleno che ha il tempo suo, per le nuove generazioni; o per chi qst libri li ha presi per i capelli prima che precipitassero negli abissi...

Non scordiamoci poi che, nonostante l'indirizzo ad un pubblico chiaramente molto giovane (o che giovane è dentro, almeno), i lg hanno apportato la più grossa novità al genere fantastico e narrativo: l'invenzione del protagonismo...
Oggi lo diamo per scontato; in realtà, se pur in tema ludico, quasi di 'scherzo giocoso', è l'invenzione più grande che ci sia...
E' molto meglio un lg di basso livello che un qualunque libro fantasy che non sia stato scritto dai soliti noti.
Questa invenzione, altissima, è stata anticipata da penne che hanno sudato quattro camicie, come Italo Calvino, o Michael Ende; ma di fatto, nel punto del protagonismo, sorpassano sia l'uno che l'altro.

Tu credi davvero che il protagonismo non debba contagiare la narrativa del domani...? La tecnologia è ormai interattiva al 100%. Se oggi non segui questa logica, sei tagliato fuori... Ma prima di allenare il cervello con un cervellotico libretto di istruzioni del nuovo dvd, magari in mano al settantenne ottantenne, è la cultura, come sempre, che deve farsi portavoce di un rinnovamento globale (per poi lasciarti in eredità tutta l'elasticità mentale di cui il dinamismo di oggi ha assoluto bisogno).

Se oggi si legge tanto poco, è proprio perchè mancano autori che ficchino il naso, come invece hanno fatto quelli dei lg, nella nostra realtà 'cibernetica', nella nostra voglia di arrivare al dunque e in fretta, di capire sulla nostra pelle attraverso il protagonismo...

I buoni libri, secondo me, sono quelli che dettano il passaggio dal protagonista (invenzione ottocentesca, ormai... basta!) al protagonismo (pochi ma buoni: Tolkien, Lewis, Ende, Italo Calvino).

Inviato il: 8/9/2008 22:47
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Re: edizioni e elle....a quando?
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Felice di rispondere ad una riflessione finalmente poco "collezionistica", caro Dan.

Certo, "rivedere" le cose che mi sono piaciute sarebbe fonte di soddisfazione se coloro che ne decidono il recupero lavorassero in buona fede. La faccenda della copertina di Oberon e delle illustrazioni fotografate lascia però intravedere il liquame nerastro della corruzione che scorre nelle arterie della E.L. Questo recupero è soltanto un esperimento a basso costo tanto per saggiare il terreno correndo rischi economici irrisori. Non leggo traccia di volontà esplorativa finalizzata ad un futuro connubio lettura-multimedialità. L'operazione punta soltanto sulla nostalgia di chi ha vissuto lìetà dell'oro ed è troppo debole per catturare l'attenzione dei giovanissimi che ad un librogame possono preferire un sacco di altre cose. L'intrattenimento oggi è ben più vario di un tempo, dopotutto.

A proposito di "Protagonisti" e "Protagonismo". Come dici tu, il passaggio epocale è stato compiuto e non credo che la letteratura del domani abbia reali possibilità di penetrare l'ambiente "tecnologico". Il divario tra tecnologia e letteratura si è allargato terribilmente e credo che l'unica fine possibile sia la scomparsa della stampa (preoccupante fenomeno l'e-book).
Penso che oggi il protagonismo sia diventato ipertrofico e che (forse) opera di resistenza "rivoluzionaria" sia il tentativo di riportare in auge la funzione dello "spettatore" anche per quanto riguarda la lettura. In fondo i classici parlano dell'umanità che ci appartiene da sempre e ostinarsi a ficcare la parola "io" dentro tutto quello che facciamo potrebbe (ad oggi) non essere la strada più igienica da percorrere.

Forse un "Guerra e Pace" a bivi potrebbe essere una soluzione. Utilizzare il librogame (come già avviene in molti progetti educativi) per fare un passo indietro, come strumento per avvicinare alla lettura giovani leve senza ossessionarli però con la faccenda del "protagonista".

"Il protagonista sei tu", vent'anni fa non suonava male.

Oggi siamo pieni di slogan che insistono su questo tema e credo si dovrebbe quantomeno imparare a sospettare.

"Tutto intorno a te" è una bugia.

Rispetto per i protagonisti e diritto al bovarismo.

D.

Inviato il: 9/9/2008 11:44
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Re: edizioni e elle....a quando?
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Sì, oggi ho letto che ci sono molte iniziative scolastiche volte a far partecipe l'alunno del mondo della letteratura attraverso i libro-game...

La futura scomparsa dei libri: se ne parla molto...
No, sono scettico: l'uomo ne ha sempre un bisogno enorme.
La verità è che si stampano libri per togliere lettori, non per crearli (scusa la schiettezza, ma a qst punto..); basta fare cose intelligenti e i lettori tornano in auge...

Le cose intelligenti, e qui vengo a te, effettivamente, nn sarebbero nemmeno riproporre cose di venti anni fa, se proprio dobbiamo guardare il capello... Ma, in mezzo alla marmaglia di titoli inutili, è già qlcs!

Il punto è che, come M. Ende fu ispirato dall'incalzante fenomeno DeD (1972) nel coniare La Storia Infinita (1979), altri scrittori dovrebbero essere ispirati da tutta qst sub-cultura (giocatori di ruolo di ogni tipo ed età, di carte, di giochi di società fantasy... e anche di libro-game) per coniare una nuova formula narrativa altrettanto affascinante e stimolante...

In fondo, credo che se Ende non avesse mai sfornato il suo lavoro, 3-4 anni dopo nn ci sarebbero stati i libro-game; la narrativa ragiona per eventi che si concatenano.

Bene, credo che per certi versi la pensiamo allo stesso modo: meglio passi avanti che passi indietro... CIAO!

Inviato il: 9/9/2008 17:17
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Re: edizioni e elle....a quando?
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PS: io nn parlavo di compenetrazione della letteratura nella tecnologia...

Mi spiego meglio: i libro-game, diciamocelo francamente, erano letti perchè al tempo una buona penna forniva occasioni di evasione assai migliori di un comp. come il 64 (c'erano lg anche su comp. Ma ti immagini la grafica in soggettiva di un'avventura...? Quadrettoni! Se nn sbaglio c'era qlcs, ma si percorreva qst dungeon attraverso immagini fisse... Troppo lontani, ancora!)...
Quando si vide Dragon's Lair nelle sale giochi (io l'ho ricomprato da poco... gaiardo) la gente si inginocchiava prima di giocare!

Il punto è che quando abbiamo (mi ci metto pure io) visto che le video-avventure offrivano di meglio (da Monkey Island in poi; oggi sfidano la realtà virtuale, come Oblivion), e forse anche trascinati dalla voglia di novità, o da un'innata pigrizia, ci siamo spostati subito dal libro al computer. In fondo una realtà grafica rende la cosa più divertente, meno pesante della lettura...

Da qst punto di vista, il fenomeno lg nn è stato altro che il preludio di un sogno condiviso da ttt: anche da Joe Dever, lo stesso creatore, il quale infatti è diventato programmatore di videogiochi, non scrittore pluripremiato (che io sappia, poi, bo...).

Ma dopo un lungo rotaggio, sperimentato più a casa di amici affezionados, debbo dire, è sin troppo palese che il videogame nn è ciò che realmente cerca chi ama il fantasy: parlo di chi, come me, si annoia di fronte a qlcs di così freddo, unilaterale... E di chi è stanco di vivere avventure che, una volta finite, rimangono contenitori vuoti.
Forse più interessanti risultano quei videogiochi dove su internet puoi socializzare e fare campagne condivise, ma anche lì, alla fin fine, nn ci siamo. E' quasi meglio DeD...

Il punto e la domanda è: può la parola scritta, la potenza della parola scritta, superare ciò che offre la tecnologia oggi...?
Secondo me sì.

A prescindere dalla realtà dei lg; loro hanno fatto l'errore, credo, di nn essersi inseriti appieno nel mondo dell'editoria. Tutt'oggi, non vengono considerati 'libri', ma invenzioni che prendono in prestito gli scaffali delle librerie... Qst sensazione ce l'avevamo anche noi ai tempi d'oro, dai...! Eravamo lì, tra i signorotti che pescavano dai tomi classici, con la voglia di stare fra le nuvole...! Ma in fondo è proprio qst la letteratura; la voglia di stare un pò fra le nuvole...
Io credo, ditemi se sbaglio, che se i libro-game avessero toccato i temi della narrativa di tutti i tempi: follia e amore (l'Orlando Furioso, no? E' da lì che viene anche la fantasy), a qst'ora nn dovevano giocare a nascondino, mendicando spazi che non sente suoi. Sul punto di morire, dovevano evolversi in qlcs di adulto, così da profanare del tutto il vecchiume delle librerie, altro che comp! Ma avevano, senz'altro, bisogno di altre penne, di qst ne sono convinto... Chi diede loro vita, all'epoca era troppo attirato dal gioco, un pò meno (o con risultati più scadenti) dal libro; nessuno li biasima, d'altronde. Anch'io non ce lafaccio più di imitazioni del Signore degli Agnelli! Si farebbe davvero qls cosa per non vedere così svilito un genere letterario dalle mille risorse...

In fede, Dan.

Inviato il: 9/9/2008 20:13
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