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Fire*Wolf
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Non so quanti abbiano letto questa serie. Io mi sono cimentato per la prima volta qualche giorno fa, perché costretto all'immobilità da una fastidiosa influenza (che mi ha anche rovinato le feste natalizie). Un'esperienza a dir poco strana.

Non so nemmeno quanti abbiano letto le mie recensioni, ma spero che chi lo ha fatto abbia ricevuto una chiara ed esauriente impressione sulla terza serie firmata J.H. Brennan. A proposito: grazie a chi si è ricordato di aggiungere l'autore, visto che ogni volta riesco a scordarmi qualcosa.

Impressioni? Se avete giocato la serie, raccontate la vostra esperienza. Se avete solo letto le mie recensioni, o quelle di qualcun altro, che idea vi siete fatti?

Inviato il: 29/12/2006 19:00
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Re: Fire*Wolf
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Di questa serie non ho mai letto nemmeno un libro, però Brennan mi aveva entusiasmato sia con Alla Corte di Re Artù, sia con Horror Classic e speravo prima o poi di mettere le mani anche su Fire*wolf. Dopo le tue recensioni che dire? Il mio entusiasmo si è un po' raffreddato, ma mi pare che la serie meriti almeno dal punto di vista narrativo per cui ci darò un'occhiata magari barando spudoratamente per non cedere alla frustrazione.

A livello di ironia (uno dei punti di forza, imho, degli altri LG di Brennan) come siamo messi?

Inviato il: 29/12/2006 19:09
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Re: Fire*Wolf
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Le recensioni sono fatte molto bene (ormai ci stai viziando ).
Pur avendo tutta la serie, ho letto solo i primi due volumi, di cui ricordo solo il primo...

E ricordo, dopo pochi paragrafi, di essermene beatamente sbattuto delle regole e di averlo letto come un romanzo interattivo. Avevo 10 anni e di diventar matto dietro alle masturbazioni mentali di Brennan non avevo nessuna voglia. Ho preferito sacrificare il gioco a vantaggio della narrazione, pur rimanendo delusissimo dall'uso della terza persona (che ho rivalutato in età più matura).
Inoltre, la copertina del n.1 è stupenda, una delle mie preferite!

Inviato il: 29/12/2006 19:14
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Re: Fire*Wolf
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A me la serie non dispiace, anzi.
Il tono un pochino più serio rispetto agli altri libri di Brennan non è male, anche se mancano le perle di Pip ed EJ.
La storia è carina e presenta i giusti colpi di scena, ma tutta la serie ha, secondo me, un grande difetto: è troppo difficile.

O si ha un fondoschiena che neanche il , oppure si bara.
C'è una terza alternativa che i buoni ed onesti giocatori hanno certamente provato: rileggere i libri sinchè le pagine non si consumano nella (vana) speranza di sopravvivere.

Peccato, perchè, ripeto, a me come serie non è dispiaciuta affatto.

Inviato il: 29/12/2006 19:18
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Re: Fire*Wolf
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Citazione:

Gurgaz ha scritto:

Impressioni? Se avete giocato la serie, raccontate la vostra esperienza. Se avete solo letto le mie recensioni, o quelle di qualcun altro, che idea vi siete fatti?


Non ho mai giocato la serie e leggendo le recensioni mi è passata la voglia di farlo, tuttavia almeno un lato buono il regolamento della serie ce l'ha: mi ha fatto ridere di gusto mentre ne leggevo la tua descrizione nelle ottime recensioni

Si sa che Brennan inserisce coefficienti di difficoltà a casaccio e probabilmente quando va a giocare a tombola con gli amici bara spudoratamente. Ci vorrebbe un traduttore regolistico che legga i suoi libri e stabilisca delle sfide decenti!

Inviato il: 29/12/2006 19:27
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Re: Fire*Wolf
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NormanBates ha scritto:
A livello di ironia (uno dei punti di forza, imho, degli altri LG di Brennan) come siamo messi?


L'ironia in Fire*Wolf è davvero molto sottile e le risate non sono proprio "grasse". Ogni tanto l'autore sa divertire con qualche scampolo licenzioso: ad esempio, nel terzo volume il protagonista è ricevuto in un convento di mistiche, tutte delle strafighe incredibili. Mentre attende la Badessa, armeggia tra i volumi dello studio e pesca guarda caso un testo di carattere erotico "ricco di pregevoli e dettagliate illustrazioni". La Badessa lo sorprende col libro in mano, lui si affretta a riporlo e quella commenta: "Un'opera interessante, ma un po' troppo superficiale. Il sottile interscambio di energie all'interno della coppia non viene trattato affatto, per esempio".

Diciamo che è vero e proprio umorismo britannico, sottile e per certi versi surreale. Non siamo al livello farsesco delle altre serie. L'uso della terza persona e il tono epico della saga impedisce di oltrepassare un certo limite. Però qualche baggianata c'è, come una puzzola gigante chiamata Sqquash che ti toglie 8 punti di FORZA ogni round a causa del fetore che emana.

Mi ripeto: io credo che sia una serie per ragazzi abbastanza maturi, 13-17 anni. Quindi leggerla adesso dà ancora un'ottima impressione, a livello di testo.

Visto che non possiamo inserirla a suo nome, aggiungo una recensione ad opera del Dr.EGO, un utente che tanti ricorderanno con piacere. E' scritta molto bene e dà una panoramica generale della serie senza andare nel dettaglio. Quando avrà tempo e voglia, la inserirà lui stesso nella sezione:

Recensione del Dr.Ego

Come è nello stile di Brennan, Fire*Wolf è una serie molto atipica. Innanzitutto è l'unica serie pubblicata da E.Elle in cui la narrazione avvenga al passato, esattamente come in un vero romanzo; il tempo presente ed i riferimenti diretti al lettore sono limitati alle sezioni di fine paragrafo, in cui è necessario fare scelte (oppure dove ci viene annunciata la morte). Questo rende la lettura molto affascinante, anche se in qualche modo crea un certo distacco tra il lettore ed il protagonista (e questo è un po' strano perché, come sappiamo, "Il protagonista sei tu"). In ogni caso, questa particolare soluzione narrativa non impedisce a Brennan di sfoggiare uno stile impeccabile ed un umorismo talvolta sottile, talvolta crudele, ma sempre capace di divertire anche quando una corona rovente sta corrodendo la testa del povero Fire*Wolf.

Articolata in quattro volumi, la serie si configura come una delle più complesse e bastarde mai concepite da Brennan. La difficoltà delle avventure è incredibile, un po' per la canonica strabordante quantità di mostri spietati, un po' per la presenza di alcuni tra i più complessi enigmi mai concepiti. Il famoso enigma della sfera nel volume 3 rimane uno dei più impenetrabili mai visti, ed è infatti in questo volume che Brennan introduce le sue rinomate schede con le soluzioni alla fine del libro. Ma a parte la difficoltà, le storie sono bellissime e se fosse solo per lo stile e la trama, Fire*Wolf sarebbe un autentico capolavoro. Ci sono tantissimi personaggi affascinanti, situazioni tanto imprevedibili quanto buffe, scene ad altissima tensione, e l'immancabile pletora di oggetti magici. Inoltre, malgrado l'ironia dilagante, Fire*Wolf è senz'altro la serie più drammatica dell'autore, proprio per merito della mancanza di un collegamento diretto tra narratore e lettore, che consente di creare una storia più dettagliata e coinvolgente di quelle in cui il giocatore è coinvolto in prima persona in tutto ciò che avviene. In più, i quattro volumi, benché molto differenti tra loro ed essendo in effetti avventure separate, sono quattro parti consecutive di saga, ben collegate tra loro dal punto di vista temporale. Sotto il profilo del coinvolgimento, Fire*Wolf svolge in pieno il suo compito.

Ma il librogame non è solo lettura; la parte giocata reclama il suo spazio ed è proprio qui, purtroppo, che Fire*Wolf mostra il fianco. E' tipico di Brennan essere cattivello e metterci in situazioni difficili, ma qui i problemi nascono proprio a livello di strutturazione del sistema di gioco. I personaggi hanno diverse caratteristiche (Forza, Agilità, Velocità ecc) che possono assumere valori da 16 a 96; la loro somma dà il numero di Punti di Vita. Questo numero può essere molto alto, il che risulta in combattimenti di lunghezza a volte spropositata, anche perché la quantità di variabili che entrano in gioco nel calcolare il danno è enorme. Ma questo sarebbe sopportabile se il sistema di combattimento fosse ben definito, cosa che purtroppo non è. Per colpire il nemico servirebbe un 7 ai dadi, numero che diminuisce di 1 per ogni punto di Abilità del personaggio; ogni dieci combattimenti vinti si guadagna un punto di Abilità. Sfortunatamente sembra che lo stesso Brennan si sia dimenticato abbastanza in fretta di questa clausola, visto che il primissimo avversario che si incontra ha Abilità 40 e quindi dovrebbe colpire con un 3; per non parlare di avversari, come quello alla fine del primo volume, che hanno Abilità 100 e quindi, in teoria, non potrebbero mai fallire il colpo, cosa poco probabile. La cosa non sarebbe svantaggiosa finché rimane applicata al protagonista, ma è ovvio che c'è qualcosa che non funziona. E' evidente che Brennan ha utilizzato l'Abilità per pompare i Punti di Vita dei nemici, scordandosi che essa determina anche il punteggio necessario per colpire. C'è poi il problema della magia; Fire*Wolf non può usare la magia in un paragrafo a meno che un tiro dedicato dia come risultato 2 o 3, cosa anche questa assai poco favorevole; per quanto riguarda i nemici magici, come al solito, le regole per l'utilizzo della magia da parte loro sono ben poco chiare. Inoltre, l'autore si dimentica puntualmente di precisare se gli oggetti ottenuti in un'avventura siano conservabili nelle successive; lasciare la cosa all'arbitrio del giocatore può risultare in veri e propri "cheat" che rendono la maggior parte dei combattimenti automaticamente superabili.

Queste sono falle gravissime nel sistema di gioco, perché se un giocatore seguisse scrupolosamente le regole non potrebbe finire nemmeno il primo libro, men che meno i successivi, specie il quarto la cui conclusione vede Fire*Wolf impegnato in una successione di "boss battles" che onestamente offrono ben poche chance di vittoria. Se a questo aggiungiamo alcune situazioni in cui un lancio di dadi fa la differenza tra la vita e la morte (e non parliamo dell'abbastanza equilibrato 2-6 / 7-12, ma di ben altre probabilità) e l'immancabile serie di trappole imprevedibili, il quadro finale è quello di una serie incredibilmente frustrante e che offre ben poche possibilità di essere portata a termine. Inutile dire che il giocatore è caldamente invitato a personalizzare le regole per crearsi qualche scappatoia, altrimenti è davvero difficile che possa scoprire come si svolge la storia.

E' un vero peccato che Brennan non abbia curato meglio le regole, perché per trama, ambientazione e carisma, Fire*Wolf è una serie eccezionale. Se si riesce a trovare un compromesso soddisfacente con le regole (e a concedersi di barare quando l'autore passa visibilmente il segno), allora sicuramente questa piccola saga può offrire grandi soddisfazioni ed un grande divertimento. Sicuramente consigliata, come ogni opera di Brennan, a patto di modificare le regole quel tanto che basta da renderle efficaci.

Inviato il: 29/12/2006 19:42
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Re: Fire*Wolf
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Non ho letto la tua recensione ma ricordo quella del mitico Dottor Ego e altre.
Ho giocato solo il primo(da ragazzetto giocai i primi 2,facendomeli prestare da un amico,ma ricordo poco)qualche anno fa.
Effetivamente è un LG di una difficoltà elevatissima,lessi anche recensioni da LGL,anche lì erano tutti concordi:il sistema era sbilanciato.
Sembra una serie per letturi più maturi(i riferimenti sessuali,l'uso della terza persona)ma perchè Brennan abbia deciso di farla con un livello di difficoltà assurdo non lo so dire.
Scelta o mancanza assoluta di playtesting?
La prima probabilmente,ma ormai poco importa,bisogna gustare la saga per quello che è.
Una domanda è possibile finire i LG con molta fortuna o è quasi impossibile?
E nei numeri successivi al primo,il livello di diffcioltà sale o scende?

Inviato il: 30/12/2006 13:11
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«Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.»
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Re: Fire*Wolf
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Fatti i primi due tempo addietro con estrema difficoltà. Mentre leggendo le recensioni di Gurgaz quasi mi passa la voglia di fare il terzo e il quarto vista l' enorme difficoltà! (possiedo la serie completa)

Inviato il: 30/12/2006 13:49
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Re: Fire*Wolf
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UomodiAnaland ha scritto:
Una domanda è possibile finire i LG con molta fortuna o è quasi impossibile?
E nei numeri successivi al primo,il livello di diffcioltà sale o scende?


C'è tutto scritto nelle recensioni, in fondo ti basterebbe guardare la casellina "Difficoltà" per capire. Comunque so che non hai tempo per leggerle e ti faccio un riassunto.

Il primo è fattibile, con caratteristiche buone e un po' di fortuna.

Nel secondo devi morire un bel po' di volte, prima di trovare la strada giusta nelle Cripte della Gilda ed uscirne vivo con i tesori giusti. Ciononostante, il combattimento finale è impossibile: l'unico modo è possedere un oggetto particolare e tirare 11 o 12 per attivarlo. Altrimenti neanche la magia potrà permettere di superare la sfida.

Il terzo è pieno di combattimenti che non si possono superare legalmente, anche perché spesso non puoi usare la Spada del Destino (la "Stormbringer" di Fire*Wolf, chiamata Doombringer o Doomsword, secondo l'umore di Brennan). In più c'è un'enigma notevole, che si può risolvere facilmente ad intuito, ma che è impossibile da penetrare senza la Pagina dei Suggerimenti.

Il quarto è pura follia. Ci sono una serie di lanci di dado talmente proibitivi che non puoi riuscire neanche se ti chiami Gastone Paperone. Gli avversari sono pazzeschi e solo adottando un cheat, apparentemente lecito perché non ci sono spiegazioni, è possibile superarli.

Spero di aver risposto chiaramente.

Inviato il: 30/12/2006 13:50
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Re: Fire*Wolf
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Gurgaz ha scritto:
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UomodiAnaland ha scritto:
Una domanda è possibile finire i LG con molta fortuna o è quasi impossibile?
E nei numeri successivi al primo,il livello di diffcioltà sale o scende?


C'è tutto scritto nelle recensioni, in fondo ti basterebbe guardare la casellina "Difficoltà" per capire. Comunque so che non hai tempo per leggerle e ti faccio un riassunto.

Il primo è fattibile, con caratteristiche buone e un po' di fortuna.

Nel secondo devi morire un bel po' di volte, prima di trovare la strada giusta nelle Cripte della Gilda ed uscirne vivo con i tesori giusti. Ciononostante, il combattimento finale è impossibile: l'unico modo è possedere un oggetto particolare e tirare 11 o 12 per attivarlo. Altrimenti neanche la magia potrà permettere di superare la sfida.

Il terzo è pieno di combattimenti che non si possono superare legalmente, anche perché spesso non puoi usare la Spada del Destino (la "Stormbringer" di Fire*Wolf, chiamata Doombringer o Doomsword, secondo l'umore di Brennan). In più c'è un'enigma notevole, che si può risolvere facilmente ad intuito, ma che è impossibile da penetrare senza la Pagina dei Suggerimenti.

Il quarto è pura follia. Ci sono una serie di lanci di dado talmente proibitivi che non puoi riuscire neanche se ti chiami Gastone Paperone. Gli avversari sono pazzeschi e solo adottando un cheat, apparentemente lecito perché non ci sono spiegazioni, è possibile superarli.

Spero di aver risposto chiaramente.


Sinceramente non mi ricordo, ma anche alla Corte di re Artu' era cosi' proibitivo come difficoltà?

Inviato il: 30/12/2006 13:53
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