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George A. Romero & Tom Savini
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essendo io un grande appassionato di horror ho pensato di aprire questo argomento nella speranza di conoscere altre persone che come me sono fans del grande regista GEORGE ROMERO e del mitico make-up artist TOM SAVINI....









ZOMBI del 1978 rimane senza dubbio il capolavoro del regista sul mondo dei morti che camminano e anche il mio film cult, insieme a TOM SAVINI che prende parte sempre ai film (in cui cura il trucco)come attore....




aspetto vostri coomenti a riguardo espero di cuore siano numerosi e vi lascio con una frase che e rimasta un po l'icona del genere morti viventi





"When there's no more room in hell the dead will walk the earth"

Allega:



jpg  toms_thumb.jpg (2.47 KB)
375_4742d5f9cf90e.jpg 95X95 px

jpg  crew.jpg (16.23 KB)
375_4742d63069ee4.jpg 357X208 px

jpg  mach_thumb.jpg (3.39 KB)
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jpg  behindscenes1.jpg (43.68 KB)
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jpg  stephded1s_thumb.jpg (2.09 KB)
375_4742d656df2b4.jpg 95X95 px

Inviato il: 20/11/2007 13:39
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Re: George A. Romero & Tom Savini
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falconellatempesta ha scritto:
essendo io un grande appassionato di horror ho pensato di aprire questo argomento nella speranza di conoscere altre persone che come me sono fans del grande regista GEORGE ROMERO e del mitico make-up artist TOM SAVINI....









ZOMBI del 1978 rimane senza dubbio il capolavoro del regista sul mondo dei morti che camminano e anche il mio film cult, insieme a TOM SAVINI che prende parte sempre ai film (in cui cura il trucco)come attore....




aspetto vostri coomenti a riguardo espero di cuore siano numerosi e vi lascio con una frase che e rimasta un po l'icona del genere morti viventi





"When there's no more room in hell the dead will walk the earth"




VOLEVO DIRVI NON VI AFFOLLATE E NON SPINGETE PER SCRIVERE QUALCOSA SULL'ARGOMENTO C'E' POSTO PER TUTTI........

Inviato il: 23/11/2007 16:36
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Re: George A. Romero & Tom Savini
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Ciao falconellatempesta,

mi spiace non aver partecipato prima alla discussione, visto che "Zombi/Dawn of the Dead" e i film zombeschi di Romero sono una delle mie poche passioni in ambito horror.

Devo dire che questi film hanno un duplice aspetto che li rende interessanti: gli effetti speciali, ottimo esempio di creatività e lavoro "artigianale" (sebbene Romero nell'ultimo Land of the Dead abbia usato un po' di computer), e le metafore sociali, a tratti ideologiche, però indubbiamente interessanti.

Del film Zombi apprezzo soprattutto la parte iniziale, il caos dello studio televisivo, l'assalto alla palazzina dei portoricani, i cacciatori nelle campagne. Il film si arresta un po' all'arrivo nel supermercato, ha una lunga parentesi tranquilla, secondo me ben gestita, per riservare un finale coi fiocchi (l'arrivo dei motociclisti, con il loro "theme" firmato dai Goblin, è fenomenale).

Tralasciando la "notte", film importantissimo su cui non ho molto da dire, il "giorno degli zombi" si rivela il capitolo meno equilibrato, molto pesante dal punto di vista ideologico. Io lo guardo sempre volentieri, ma riconosco che si perde troppo in giri di parole e ha poca azione.

L'ultima fatica di Romero la devo ancora assimilare appieno. L'ho vista "solo" 3 volte, mi piace, ma non riesco a fare a meno di trovarla inconcludente sotto certi aspetti, o di cattivo gusto sotto altri. Di certo un film horror sugli zombi come solo Romero sa fare, ma con certi punti di cui non mi capacito completamente (zombi intelligenti?!?).

Inviato il: 24/11/2007 20:11
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Di idee morali non ce ne son più, oggi; e quel ch’è peggio, pare che non ne siano mai esistite. Sono scomparse, inghiottite sin nei loro più piccoli significati... Da L'adolescente di F.Dostoevskij
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Re: George A. Romero & Tom Savini
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Gurgaz ha scritto:
Ciao falconellatempesta,

mi spiace non aver partecipato prima alla discussione, visto che "Zombi/Dawn of the Dead" e i film zombeschi di Romero sono una delle mie poche passioni in ambito horror.

Devo dire che questi film hanno un duplice aspetto che li rende interessanti: gli effetti speciali, ottimo esempio di creatività e lavoro "artigianale" (sebbene Romero nell'ultimo Land of the Dead abbia usato un po' di computer), e le metafore sociali, a tratti ideologiche, però indubbiamente interessanti.

Del film Zombi apprezzo soprattutto la parte iniziale, il caos dello studio televisivo, l'assalto alla palazzina dei portoricani, i cacciatori nelle campagne. Il film si arresta un po' all'arrivo nel supermercato, ha una lunga parentesi tranquilla, secondo me ben gestita, per riservare un finale coi fiocchi (l'arrivo dei motociclisti, con il loro "theme" firmato dai Goblin, è fenomenale).

Tralasciando la "notte", film importantissimo su cui non ho molto da dire, il "giorno degli zombi" si rivela il capitolo meno equilibrato, molto pesante dal punto di vista ideologico. Io lo guardo sempre volentieri, ma riconosco che si perde troppo in giri di parole e ha poca azione.

L'ultima fatica di Romero la devo ancora assimilare appieno. L'ho vista "solo" 3 volte, mi piace, ma non riesco a fare a meno di trovarla inconcludente sotto certi aspetti, o di cattivo gusto sotto altri. Di certo un film horror sugli zombi come solo Romero sa fare, ma con certi punti di cui non mi capacito completamente (zombi intelligenti?!?).


infatti sono rimasto un po.......deluso dall'ultimo movie dedicato ai morti viventi, con rispetto parlando, perche' ci sono anche li delle scene belle e degli attori che nonostante il tempo passi e invecchino rimangono dei grandi, vedi MALCOM MC DOWELL, il tiranno della terra dei morti viventi, nonche' ALEX nel capolavoro di stanley kubrick ARANCIA MECCANICA... lo avevi riconosciuto?
io non subito onestamente...
la delusione scaturisce dal fatto che dei zombi che ragionano, che rimangono imbambolati dai fuochi d'artificio???????, che camminano per kilometri e alla fine riescono a guadare un fiume per entrare dall'unico punto indifeso della citta'... queste cose hanno un po' rovinato il mio modo di vedere gli zombi romeriani, ma questo cmq gia' lo si capiva dal film DOWN OF THE DEAD, dove gli zombi sono velocissimi e corrono senza problemi......
l'unico punto in comune che denota intelligenza negli zombi e che si puo' trovare anche nel film ZOMBI, e' quel piccolo episodio in cui ROGER viene attaccato dallo zombi che fingeva di essere un manichino nel centro commerciale, ricordi? un ottimo esempio di strategia zombesca...

Inviato il: 25/11/2007 19:15
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Re: George A. Romero & Tom Savini
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falconellatempesta ha scritto:
infatti sono rimasto un po.......deluso dall'ultimo movie dedicato ai morti viventi, con rispetto parlando, perche' ci sono anche li delle scene belle e degli attori che nonostante il tempo passi e invecchino rimangono dei grandi, vedi MALCOM MC DOWELL, il tiranno della terra dei morti viventi, nonche' ALEX nel capolavoro di stanley kubrick ARANCIA MECCANICA... lo avevi riconosciuto?
io non subito onestamente...


Non mi stupisce che tu non lo abbia riconosciuto, infatti il sig. Kaufmann de "La terra dei morti viventi" è Dennis Hopper (che ha girato un film storico quanto quello di Kubrick: Easy Rider).

Malcolm Mc Dowell l'ho visto recentemente nello sceneggiato "Guerra e Pace", che hanno dato su Raiuno e che mi sono visto tutto. Lì faceva il principe Bolkonskij senior, un personaggio abbastanza cattivello, almeno nell'ottica dello spettatore.

Citazione:

falconellatempesta ha scritto:
la delusione scaturisce dal fatto che dei zombi che ragionano, che rimangono imbambolati dai fuochi d'artificio???????, che camminano per kilometri e alla fine riescono a guadare un fiume per entrare dall'unico punto indifeso della citta'... queste cose hanno un po' rovinato il mio modo di vedere gli zombi romeriani, ma questo cmq gia' lo si capiva dal film DOWN OF THE DEAD, dove gli zombi sono velocissimi e corrono senza problemi......


Mi sembra comunque che ogni film di Romero abbia aggiunto un tassello in più alla storia e al modo di vedere gli zombi. Nel primo erano "mostri" spuntati fuori dal nulla per terrorizzare il mondo. Ovviamente sono mostri dalle caratteristiche ben definite: cacciano gli uomini per mangiarli e quando mordono trasmettono un morbo che tramuta la vittima in zombi. Nel secondo compaiono tematiche sociali e si tratteggiano i tratti peculiari degli zombi (hanno reminiscenze del passato, agiscono per puro istinto emotivo, riescono ad usare semplici oggetti). Nel terzo compaiono degli zombi con reminiscenze sempre più spiccate sulla loro vita precedente. Mi riferisco ovviamente al simpatico Bub.

Nell'ultimo film tutto questo evolve in modo perfettamente naturale. Non si tratta di stravolgimenti, come gli zombi che corrono del film che citi tu (che è il remake "L'alba dei morti viventi-Dawn of the Dead" girato da Zack Snyder).

Citazione:

falconellatempesta ha scritto:
l'unico punto in comune che denota intelligenza negli zombi e che si puo' trovare anche nel film ZOMBI, e' quel piccolo episodio in cui ROGER viene attaccato dallo zombi che fingeva di essere un manichino nel centro commerciale, ricordi? un ottimo esempio di strategia zombesca...


Questo, invece, l'ho sempre considerato uno dei momenti deboli del film "Zombi". Non c'è nessun motivo per cui ci debba essere uno zombi, vestito da idraulico, in quel supermercato chiuso da mesi. Loro hanno avuto un sacco di tempo per gironzolare al suo interno: perché lo zombi non è comparso prima?

Gli zombi basano la loro "intelligenza" più che altro sui ricordi: Steven si ricorda di aver costruito la finta parete per nascondere il rifugio e guida gli altri zombi verso di esso (essi lo seguono: è già un leader, come Big Daddy); Bub sa usare una pistola e fare il saluto militare; Big Daddy sa che la benzina è infiammabile (era lui stesso un benzinaio, pare).

La questione dei fuochi d’artificio è una delle trovate migliori, secondo me: gli zombi si recavano al supermercato perché “era un posto molto importante quando erano vivi”, mentre quando buttano i fuochi d’artificio nel cielo si ricordano che in vita restavano imbambolati a guardare lo spettacolo (e lo fanno ancora).

La “terra” offre tante buone cose, tuttavia non è così efficace perché ci sono : 1) troppi personaggi (non tutti necessari), 2) alcune trovate poco “realistiche” che non tengono conto del tempo che passa (sicuramente il fatto che si continui a sopravvivere razziando supermercati), 3) alcune citazioni fuori luogo (la jihad).

Inviato il: 26/11/2007 9:20
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Re: George A. Romero & Tom Savini
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Gurgaz ha scritto:
Questo, invece, l'ho sempre considerato uno dei momenti deboli del film "Zombi". Non c'è nessun motivo per cui ci debba essere uno zombi, vestito da idraulico, in quel supermercato chiuso da mesi. Loro hanno avuto un sacco di tempo per gironzolare al suo interno: perché lo zombi non è comparso prima?


cio che penso anch'io infatti, e' che quello zombi in tenuta da idraulico o elettricista doveva essere chiuso da un bel pezzo nel centro commerciale, quelle sono a mio avviso piccole pecche del film, nate con l'unica intenzione di far fare un bel salto sulla poltrona a chi sta vedendo il film....

Citazione:

Gurgaz ha scritto:
Gli zombi basano la loro "intelligenza" più che altro sui ricordi: Steven si ricorda di aver costruito la finta parete per nascondere il rifugio e guida gli altri zombi verso di esso (essi lo seguono: è già un leader, come Big Daddy); Bub sa usare una pistola e fare il saluto militare; Big Daddy sa che la benzina è infiammabile (era lui stesso un benzinaio, pare).


cio' che trovo particolarmente strano nella terra , e' il fatto del guado del fiume e pure il tragitto fatto per raggiungere il posto adatto alla traversata... big daddy sembrava sapere esattamente dove andare e cosa fare, e tu pensi che lui abbia fatto per non so quale motivo quel tragitto in vita?..
e se proprio vogliamo cercare difetti, ho pensato pure se hanno reminiscenze dela vita, come possono non ricordare anche che le pallottole fanno male?

Citazione:

Gurgaz ha scritto:
il remake "L'alba dei morti viventi-Dawn of the Dead" girato da Zack Snyder)...


ho notato due cose di questo film, come spesso accade quando ci sono zombi cerco di notare se ci sono attori in comune con gli altri film, in questo oltre a vedere TOM SAVINI nei panni dello sceriffo intervistato in tv, ho notato il prete nero che dice in tv la celebre frase:
quando non ci sara piu posto all'inferno i morti cammineranno sulla terra:.. hai riconosciuto chi e'? io si.... e' PETER il militare compagno di roger in ZOMBI....visibilmente invecchiato, dopo 20 anni dall uscita di "zombi"

Allega:



jpg  romero.jpg (17.70 KB)
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Ultima modifica di falconellatempesta il 28/11/2007 19:40:08
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Re: George A. Romero & Tom Savini
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falconellatempesta ha scritto:
quelle sono a mio avviso piccole pecche del film, nate con l'unica intenzione di far fare un bel salto sulla poltrona a chi sta vedendo il film....


Già, proprio così. Lo scopo è quello e basta. Non si tratta comuqnue di gravi problemi, ci si passa sopra senza troppi pensieri.

Citazione:

falconellatempesta ha scritto:
cio' che trovo particolarmente strano nella terra , e' il fatto del guado del fiume e pure il tragitto fatto per raggiungere il posto adatto alla traversata... big daddy sembrava sapere esattamente dove andare e cosa fare, e tu pensi che lui abbia fatto per non so quale motivo quel tragitto in vita?..
e se proprio vogliamo cercare difetti, ho pensato pure se hanno reminiscenze dela vita, come possono non ricordare anche che le pallottole fanno male?


Sono d'accordo. In lui e negli altri poveracci zombi nasce una sorta di consapevolezza che nel mezzo della città ci sono uomini che ogni tanto escono ad ammazzarli e a portarsi via della roba. Gli zombi con la "coscienza sociale".

In effetti l'evoluzione principale in "la terra" è il fatto che gli zombi cominciano a diventare consapevoli di essere zombi e non umani. Fino al film precedente la solidarietà tra di loro era minima, semplicemente marciavano tutti in truppa e non si sbranavano tra di loro; adesso riescono a portare avanti piani comunitari, consapevoli di quello che sono. Sanno che non possono annegare nell'acqua, sanno che l'unico modo per ammazzarli è distruggergli il cervello (infatti Big Daddy sa dove colpire per uccidere gli zombi deturpati) e, cosa più strana e peculiare di tutte, provano "emozioni non istintuali", come l'odio per gli uomini e la solidarietà per gli altri zombi.

Questi aspetti, forse troppo radicali nell'evoluzione della coscienza zombesca, hanno lasciato me ed alcuni fan poco convinti. Ciò non toglie che si tratti di un film di zombi come solo Romero sa realizzarne.

Citazione:

falconellatempesta ha scritto:
ho notato due cose di questo film, come spesso accade quando ci sono zombi cerco di notare se ci sono attori in comune con gli altri film, in questo oltre a vedere TOM SAVINI nei panni dello sceriffo intervistato in tv, ho notato il prete nero che dice in tv la celebre frase:
quando non ci sara piu posto all'inferno i morti cammineranno sulla terra:.. hai riconosciuto chi e'? io si.... e' PETER il militare compagno di roger in ZOMBI....visibilmente invecchiato, dopo 20 anni dall uscita di "zombi"


Mentre vedevo il film ho notato solo Tom Savini, mentre di Ken Foree nei panni di un prete ho letto in un articolo sul film. Articolo che mi ha svelato anche che nel centro commerciale c'è un negozio intitolato a Gaylen Ross (che sarebbe la ragazza). Sono quei piccoli "cameo" che vanno tanto di moda nei film più recenti, che vivono più sul passato che sul presente.

Ah, hai notato che TOM SAVINI c'è anche in "La terra dei morti viventi"? Io me ne sono accorto già al cinema, perché interpreta un motociclista zombi perfettamente riconoscibile, anche se ha pochi secondi a disposizione.

Inviato il: 26/11/2007 15:10
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Ecco TOM SAVINI in "Land of the dead"

Allega:



gif  Machete Zombie.gif (57.32 KB)
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Inviato il: 26/11/2007 15:17
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Re: George A. Romero & Tom Savini
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Gurgaz ha scritto:
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falconellatempesta ha scritto:
quelle sono a mio avviso piccole pecche del film, nate con l'unica intenzione di far fare un bel salto sulla poltrona a chi sta vedendo il film....


Già, proprio così. Lo scopo è quello e basta. Non si tratta comuqnue di gravi problemi, ci si passa sopra senza troppi pensieri.

Citazione:

falconellatempesta ha scritto:
cio' che trovo particolarmente strano nella terra , e' il fatto del guado del fiume e pure il tragitto fatto per raggiungere il posto adatto alla traversata... big daddy sembrava sapere esattamente dove andare e cosa fare, e tu pensi che lui abbia fatto per non so quale motivo quel tragitto in vita?..
e se proprio vogliamo cercare difetti, ho pensato pure se hanno reminiscenze dela vita, come possono non ricordare anche che le pallottole fanno male?


Sono d'accordo. In lui e negli altri poveracci zombi nasce una sorta di consapevolezza che nel mezzo della città ci sono uomini che ogni tanto escono ad ammazzarli e a portarsi via della roba. Gli zombi con la "coscienza sociale".

In effetti l'evoluzione principale in "la terra" è il fatto che gli zombi cominciano a diventare consapevoli di essere zombi e non umani. Fino al film precedente la solidarietà tra di loro era minima, semplicemente marciavano tutti in truppa e non si sbranavano tra di loro; adesso riescono a portare avanti piani comunitari, consapevoli di quello che sono. Sanno che non possono annegare nell'acqua, sanno che l'unico modo per ammazzarli è distruggergli il cervello (infatti Big Daddy sa dove colpire per uccidere gli zombi deturpati) e, cosa più strana e peculiare di tutte, provano "emozioni non istintuali", come l'odio per gli uomini e la solidarietà per gli altri zombi.

Questi aspetti, forse troppo radicali nell'evoluzione della coscienza zombesca, hanno lasciato me ed alcuni fan poco convinti. Ciò non toglie che si tratti di un film di zombi come solo Romero sa realizzarne.

Citazione:

falconellatempesta ha scritto:
ho notato due cose di questo film, come spesso accade quando ci sono zombi cerco di notare se ci sono attori in comune con gli altri film, in questo oltre a vedere TOM SAVINI nei panni dello sceriffo intervistato in tv, ho notato il prete nero che dice in tv la celebre frase:
quando non ci sara piu posto all'inferno i morti cammineranno sulla terra:.. hai riconosciuto chi e'? io si.... e' PETER il militare compagno di roger in ZOMBI....visibilmente invecchiato, dopo 20 anni dall uscita di "zombi"


Mentre vedevo il film ho notato solo Tom Savini, mentre di Ken Foree nei panni di un prete ho letto in un articolo sul film. Articolo che mi ha svelato anche che nel centro commerciale c'è un negozio intitolato a Gaylen Ross (che sarebbe la ragazza). Sono quei piccoli "cameo" che vanno tanto di moda nei film più recenti, che vivono più sul passato che sul presente.
Ah, hai notato che TOM SAVINI c'è anche in "La terra dei morti viventi"? Io me ne sono accorto già al cinema, perché interpreta un motociclista zombi perfettamente riconoscibile, anche se ha pochi secondi a disposizione.



si lo avevo riconosciuto, ho scordato di dirtelo, in effetti con quel look ricorda proprio il motociclista di ZOMBI, la differenza pero e' che nel capolavoro del 1978 lui ha un ruolo un po piu definito, mentre nella terra e' un vero e proprio flash.....viene e va....

Inviato il: 28/11/2007 19:24
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Re: George A. Romero & Tom Savini
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cosa pensi di la notte dei morti viventi???

E' il primo, è l’originale, è il film che ha per sempre rivoluzionato la visione dello zombie negli horror-movie plasmandone un vero e proprio "archetipo" che resterà per sempre nell’olimpo dei mostri di ogni tempo. E’ noto che lo zombie in se stesso non è un’invenzione di Romero: trattasi di una figura del folklore haitiano e caraibico, un “non-morto” che nell’immaginario popolare veniva usato perlopiù come forza lavoro. Da qui un pugno di film della prima metà del 900’ che lo rappresenta appunto come un essere passivo, esecutore di ordini più o meno loschi per conto di biechi mandanti (vedi gli interessanti: "Il gabinetto del Dott. Caligari" del 1920, "White Zombie" del 1932 e "Ho camminato con uno zombie" del 1943 ). Anche la letteratura fantastica se ne interessò in quel periodo, soprattutto con Henry S. Whitehead, arcidiacono nelle Isole Vergini e nelle Indie Occidentali, che scrisse una serie di racconti ispirati alle leggende dei Carabi e ai riti voodoo, successivamente pubblicati su Weird Tales (vedi in particolare “Zumbi” del 1944 ). Lo zombie di Romero è però abbastanza diverso dai suoi predecessori; il regista americano è il primo a darne una visione così orrorifica e repellente, ed a motivare le cause della sua comparsa sulla terra con delle giustificazioni scientifiche. Ecco che ci troviamo di fronte ad un cadavere quasi sempre in incipiente stato di decomposizione, deambulante, lento nei movimenti ma inesorabile nello scopo: fagocitare carne umana.

La sua irrazionale ed istintuale antropofagia è già largamente evidente in questo primo film della famosa trilogia romeriana, ma nei successivi capitoli sarà largamente ampliata e perfezionata. Tuttavia “La notte dei morti viventi” non ha solo rivoluzionato la concezione del mostro-zombie, ha creato un vero e proprio cliché per quel che riguarda la struttura dei film di questo tipo. La casa è al centro di tutto, ma stavolta con il ruolo assolutamente nuovo di ultimo baluardo di salvezza, dove rintanarsi e barricarsi nella speranza di tenere lontano ciò che c’è fuori, ciò che preme incessantemente per entrare. Tutto questo sovverte la concezione tipica che gli spettatori si erano fatti di casa come ricettacolo di fantasmi, cadaveri seppelliti, ed orrori di ogni tipo. La tendenza istintiva è sempre stata quella di “scappare” nel senso di uscire fuori dal luogo chiuso, per trovare scampo in un rassicurante “fuori” che di solito concede la salvezza. Stavolta è esattamente l’opposto, è la casa (ed in seguito il luogo chiuso) ad alimentare la speranza, che va man mano sempre più svanendo. Ad un’occhiata superficiale il film sembrerebbe poca cosa dal punto di vista tecnico: è un low-budget e si avverte quasi subito un impianto quasi teatrale, con lo stesso manipolo di attori in scena praticamente dall’inizio alla fine. Ma il risultato è notevole: i pochissimi finanziamenti al film hanno portato Romero a creare un’atmosfera allucinata, irreale, grazie al netto bianco e nero della pellicola e della fotografia. A tratti sembra quasi di guardare un fumetto animato, e le inquadrature ed i piani sequenza sono proprio quelli tipici delle tavole di un "comics". Le musiche sono riciclate dagli archivi musicali della Capitol Records e costarono appena 1500 dollari. Ciò nonostante hanno un effetto straordinario di allucinazione e degrado, con un orchestra che suona ossessivamente frammenti ritmici e melodici estremamente inquietanti. La celeberrima sequenza iniziale del cimitero è da manuale del cinema horror: crea l’orrore dove non c’è, in maniera assolutamente subdola ed improvvisa, scatenando una tensione che non cesserà fino alla fine
Forse non tutti sanno che uno dei pochi finanziatori del film fu un macellaio, il cui apporto è da considerarsi tanto fondamentale quanto inquietante dato che fornì tutto il sangue e le frattaglie varie usate in un’altra celebre sequenza. Gli altri due furono Karl Hardman (che curò anche il sonoro ed il make-up) e William Heinzman (lo zombie nel cimitero). Tutte le comparse (invero non tante) che appaiono come zombie, furono pagate 1 dollaro a testa più una t-shirt con scritto:"Ero uno zombie nella notte dei morti viventi". Il ritmo del film non è sempre serratissimo, soprattutto nella parte centrale, ma la cosa stranamente non guasta affatto. Romero vuole di proposito dare un approccio realistico alla vicenda, quasi documentaristico, con pochissimo montaggio ed una inclusione di sequenze statiche e descrittive. Il tutto tende a dilatare il più possibile la percezione temporale della storia, che in effetti si esaurisce in meno di 24 ore. Oltre ai citati riferimenti psicologici alla casa-rifugio, il film è pieno di espliciti messaggi di denuncia sociale. In primis la situazione razziale, visto che tra l’altro si tratta del primo film dell’orrore che vede come protagonista un afro-americano (il bravo Duane Jones). In questo caso, però, la visione romeriana è molto più pessimistica (e probabilmente realistica) del contemporaneo "La calda notte dell’ Ispettore Tibbs", che vedeva come protagonista un lanciatissimo Sindey Poiter, vincitore sui bianchi. Da qui si evidenziano chiaramente gli altri significati, come la mentalità dell’uomo medio americano di quel periodo o la contestazione giovanile. Il personaggio interpretato da Karl Hardman (Harry Cooper nel film) la dice tutta sul pungente riferimento ai medio borghesi sciocchi e conservatori, e sul concetto di proprietà privata. Probabilmente il messaggio più forte che sembra trasmettere il film è la fine del sogno americano, un sogno che andava sempre più svanendo sul finire degli anni 60, e che l’orda di zombie affamati cerca definitivamente di divorare. Nella casa sembrano rappresentate alcune delle personalità più caratteristiche della società: il giovane di colore, intelligente, equilibrato e reattivo; la giovane coppia onesta e progressista, la coppia più anziana tendenzialmente chiusa e misantropa. Tutti si dovranno però scontrare con lo stesso tipo di problema, che li rende uguali anche se così diversi. Il finale fa riflettere a lungo su questi temi, lasciando lo spettatore sgomento di fronte ad un muto grido di orrore che già si percepiva nel corso della vicenda: l’orrore della stupidità umana. Sicuramente un grande classico, "La notte dei morti viventi" è un capostipite fondamentale di un certo tipo di film horror. Ha consacrato Romero come "padre" degli zombie sebbene questo termine, in tutto il film, non venga pronunziato nemmeno una volta; ma soprattutto è un film di contenuti, di riflessioni sociali e di grandi suggestioni. Il tutto esposto con un linguaggio secco e tagliente che farà dell’esordiente regista un punto di riferimento per l’horror dei prossimi 30 anni, e del film un vero e proprio "must" per ogni appassionato.

Inviato il: 28/11/2007 19:33
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