Compact — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 22 febbraio 2009 · 5/10

Titolo originale : Stephen Thraves Compact Adventure Gamebooks Autori : Stephen Thraves e Greg Hill La serie Compact fu presentata nel catalogo E.Elle come la novità del 1994: librogame in formato tascabile, adatti per giocare in viaggio, senza dadi e registro d’avventura, sostituito dalle semplici Schede Punteggio e da Accessori di vario genere: mappe, liste di indizi, blocchi di appunti e così via. Una proposta a prima vista allettante, ma ormai i lettori di librogame erano cresciuti e smaliziati. Perché mai ridurre ancora le dimensioni, quando già il formato normale era facilmente trasportabile ed era da tempo un fedele compagno in macchina, in treno e sotto l’ombrellone? Negli Anni Novanta il fenomeno si stava esaurendo e si potevano tentare due strade: proporre lavori sempre più elaborati e maturi, oppure puntare su gadget colorati ed illustrazioni raffinate per nascondere il contenuto scadente. Thraves ha scelto la seconda opzione e ha scritto una pletora di queste avventure senza pretese, che non avevano i numeri per attrarre neppure i giovanissimi abituati a Lupo Solitario . Se a 7-8 anni già si divertivano a gestire le Arti Ramas e ad evitare le imboscate degli Helghast, come potevano restare colpiti da storie banali e prive di logica? Chi ha avuto la bella pensata di acquistare alcuni di questi titoli, si è reso conto che non si trattava di nulla di entusiasmante, anzi, di qualcosa ben al di sotto delle attese. I librogame di Stephen Thraves denotano un livello di serietà paragonabile a Detectives Club e la ricerca della semplicità assoluta li rende piuttosto monotoni, pur possedendo strutture più articolate di qualunque Avventure Stellari . In Inghilterra egli pubblicò un sacco di lavori, raggruppati sotto la generica etichetta Stephen Thraves’ Super Adventure Gamebooks . Ricordiamo la serie Battle Quest , che la E.Elle ha propinato come Rupert il Selvaggio , le indagini dei Famous Five ispirate alle storie per ragazzi di Enid Blython (pubblicate in Italia da Mursia), alcuni librogame di Asterix con disegni di Uderzo, varie serie di avventura ed investigative (citiamo i Biggles Adventure Game e Who done it Adventure Game , pubblicate nella collana Tattica game della Giunti), le storie di fantasmi dei Ghost Adventure Games ( Fantastica game , ancora Giunti) e perfino una serie chiamata Football Adventure Game , mai andata oltre il primo numero Tactics! (in Italia Campionato , incluso in Tattica game ), in cui si interpreta il manager di una squadra di calcio. Questo elenco è utile per capire lo scopo e l’essenza degli Stephen Thraves Adventure Gamebooks : essi sono una sorta di riciclaggio, in versione rimaneggiata e minuta, del corpus letterario dell’autore. Il fatto che non contengano accessori separati dal libro li ha resi appetibili per l’editore triestino, che non ha dovuto cercare chi gli producesse dadi e segnalini. Compaiono perciò un paio di ghost stories , il compendio dei due Battle Quest , un librogame calcistico, due avventure di ricerca (caccia al mostro di Loch Ness e ad una formula segreta) e due investigazioni in stile Sherlock Holmes, che si configurano come i migliori episodi sia per scrittura che per approccio ludico-narrativo. In Italia sono stati pubblicati solo sette numeri, tagliando fuori Murder in the Dark che è di gran lunga il migliore. Neanche a farlo apposta! In ogni volume c’è un’avventura diversa, a cui va applicato il medesimo regolamento senza variazioni significative. Solitamente c’è un valore di sopravvivenza, pari a quattro o sei, che va decurtato ad ogni errore; se raggiunge lo zero significa che l’avventura è finita. A fargli da contraltare c’è un punteggio che aumenta ad ogni obiettivo raggiunto, fino ad un massimo di cinque o sei. La vittoria definitiva è attribuita al giocatore che termina l’avventura a punteggio pieno. Ciascun librogame è fatto di scene prefissate, all’interno delle quali si compie una scelta casuale ed un’altra scelta che può essere facilitata dall’uso di…

Compact