Contagio Mortale — recensione di BenKenobi
BenKenobi · 8 ottobre 2007 · 8/10
Dopo la distruzione definitiva dei Signori delle Tenebre, le Terre Libere del Magnamund settentrionale si preparano ad un lungo e meritato periodo di pace. Lupo Solitario ha tutto il tempo di raggiungere il grado di Grande Maestro Ramas, e di scoprire l'esistenza di nuove facoltà: le Arti Superiori (una versione potenziata delle solite 10 arti, con l'aggiunta della magia della Confraternita di Toran e dei Maghi Anziani). Ma la tranquillità non è destinata a durare a lungo per il nostro eroe: il dio Naar mette in moto le sue infernali macchinazioni ed impensierirà Lupo Solitario con una minaccia dietro l'altra. Nella prima missione del nuovo ciclo narrativo, i Druidi Ceneresi di Ruel stanno creando un virus letale, ed il nostro Lupo Solitario dovrà sventare i loro piani, infiltrandosi nella fortezza di Mogaruith e distruggendo il microbo che costituisce un pericolo mortale per l'intero Magnamund. Joe Dever confeziona una buona avventura, secondo uno schema ormai consolidato nei libri di Lupo Solitario: nella prima parte dovremo scegliere il nostro percorso tra due alternative disponibili, e nella seconda metà (dallo svolgimento più lineare) dobbiamo penetrare in Mogaruith, distruggere il virus e scappare. L'ambientazione è descritta con dovizia di particolari: è un'ottima occasione per approfondire la nostra conoscenza dell'ordine dei Ceneresi, già apparso più volte durante le avventure Ramastan, anche se sempre in maniera alquanto fugace. Interessante soprattutto la parte ambientata all'interno della roccaforte cenerese, un buon esempio del genere "esplora la fortezza": lo scenario non è molto labirintico a dire il vero, ma di sicuro effetto sul lettore. La difficoltà può risultare elevata per i giocatori alle prime armi, mentre invece tutti coloro che sono dotati di una certa esperienza non troveranno il librogame troppo arduo, se scelgono oculatamente le 4 Arti Superiori con cui partire. Il librogame è molto buono dal punto di vista narrativo: le paludi di Ruel infestate da immonde creature e l'atmosfera monastica ed austera del malvagio ordine cenerese sono ben descritte. Si tratta, non a caso, di uno dei libri più voluminosi scritti dall'autore (basta confrontarne lo spessore con gli altri per vedere la differenza). C'è anche da dire che è proprio da questo volume che lo stile comincia a diventare prolisso, con lunghe sezioni puramente narrative, che ritroveremo abbastanza spesso in tutti i librogame futuri della serie. In quest'avventura dal sapore abbastanza introduttivo, e senza nemici di grosso calibro all'orizzonte, facciamo la conoscenza dell'Arcidruido Cadak, un nemico ricorrente nella prima metà di questa serie. Per il momento si limita a scagliarci contro uno scagnozzo e a battere in ritirata dopo aver saggiato la potenza di un Grande Maestro Ramas in battaglia, in futuro ci darà più grattacapi ! Questo librogame è di buona qualità, pur senza spiccare nel vasto panorama di avventure di Lupo Solitario. Darei un voto a metà tra il 7 e l'8, ma dovendo scegliere propendo più per 8. Non ha particolari difetti, ed è stilisticamente molto ben curato; ma dal punto di vista della giocabilità è meno ispirato rispetto ai suoi predecessori della serie Ramastan.