Dimensione Avventura — recensione di EGO

EGO · 18 novembre 2007 · 8/10

Per i lettori di lingua inglese, gamebook e Fighting Fantasy sono praticamente sinonimi. Inaugurata da Steve Jackson e Ian Livingstone, comprendente qualcosa come 59 volumi pubblicati tra il 1982 e il 1995, questa collana è indubbiamente la più nota, la più venduta e la più longeva nel panorama dei libri-gioco, quella senza la quale non ce ne sarebbe stata nessun’altra. In Italia le cose sono andate diversamente. Nel nostro Paese la diffusione del genere librogame è stata vincolata dall’effettivo monopolio esercitato dalla casa editrice EL sui diritti delle maggiori serie estere, e il destino di Fighting Fantasy ha preso una piega nettamente differente. Pubblicare per intero una serie così lunga avrebbe soffocato il resto del catalogo, e soprattutto avrebbe tolto luce al cucciolo prediletto di EL, il Lupo Solitario di Joe Dever, da sempre cuore pulsante di tutta l’iniziativa editoriale. Ciò nonostante, data l’importanza storica e commerciale della serie, stupisce che in Italia essa sia approdata soltanto nel 1988, addirittura dopo la comparsa di altri libri “derivati” quali Sortilegio e Sfida per il trono . Sorprende anche che la pubblicazione dei volumi abbia proceduto così a rilento, arrivando al numero definitivo di 12 nell’arco di ben cinque anni; soltanto un quinto, dunque, della produzione complessiva inglese, di cui sono state ignorate alcune uscite che in altri Paesi hanno riscosso un enorme successo. Nonostante questo impressionante sfrondamento, è possibile individuare dietro alla selezione dei volumi giunti in Italia delle scelte ben precise, che dimostrano senz’ombra di dubbio che alla EL c’era qualcuno che leggeva i librigioco giunti dall’estero e sapeva perfettamente con che tipo di prodotti si aveva a che fare. Esaminiamo dunque, una per una, le probabili decisioni effettuate dall’editore: 1) Pubblicare tutte le opere di Steve Jackson. E’ una scelta sensata, soprattutto alla luce della notevole qualità di Sortilegio e del fatto che Jackson ha comunque pubblicato un numero di volumi decisamente esiguo: soltanto 5 in tutta la collana. Manca, in Dimensione Avventura , il libro capostipite della serie, The Warlock of Firetop Mountain , pubblicato da Supernova nel 1985 e del quale EL probabilmente non deteneva i diritti, oppure ha preferito non pubblicarlo esistendone già una versione italiana. Steve Jackson diventa così, contrariamente a quanto avvenuto in Inghilterra, il mattatore assoluto della serie. Dal punto di vista della qualità la decisione è ineccepibile, con l’unica eccezione del discutibile numero 3, I viaggiatori dello spazio . 2) Proporre un assortimento di altri autori, in base ai seguenti ragionamenti: a) Offrire qualche libro di Ian Livingstone, co-creatore di Fighting Fantasy . La selezione italiana, consistente in soli due volumi, è decisamente misera se teniamo conto che a tutt’oggi Livingstone è il più prolifico autore della collana. La scelta di EL è stata probabilmente quella di pubblicare due dei libri più accessibili dal punto di vista della giocabilità, e che avessero un’ambientazione piuttosto solare per fare da contrasto ai titoli di Jackson, decisamente più cupi, nonché per imporre un qualche grado di censura su certi contenuti. Non è altrimenti spiegabile la mancata pubblicazione di un titolo celeberrimo e vendutissimo come Deathtrap Dungeon , praticamente l’archetipo del gamebook, decisamente maturo ma molto difficile, caratterizzato dalla presenza di un percorso unico e strettissimo e da contenuti molto più sopra le righe rispetto al classico Lupo Solitario . Abbastanza sensato, però, lasciare spazio ad altri autori piuttosto che proseguire con Livingstone, i cui libri successivi sono tutti terribilmente difficili, anche per gli standard di Dimensione Avventura . b) Dedicare un volume a testa a Andrew Chapman e Martin Allen, autori di Sfida per il trono . Nel caso di Chapman la scelta è caduta su un libro (il numero 5) che, tra i tre scritti dall’autore, è sicuramente il più originale…

Dimensione Avventura