Fire*Wolf — recensione di kingfede1985
kingfede1985 · 18 aprile 2007 · 5/10
Avendo letto la recensione alla serie di Gurgaz (e per chi non l'ha fatto consiglio caldamente di leggerla) è venuta anche a me la voglia di dire la mia su questa serie che, per molti versi, è la più... anomala. Già, perché a mio avviso la storia è semplicemente stupenda, la migliore fra tutte le serie fantasy (a parte forse Lupo Solitario, ma quella ha 30 volumi o giù di lì). Il protagonista affronta nelle prime due opere un lungo viaggio sia a livello fisico, dalle Terre Selvaggie a Harn e poi a Kaandor, sia soprattutto a livello psicologico e morale, poiché è costretto ad accettare il suo status di lord e mago acquisito in eredità dal padre. Nei lunghi paragrafi del primo volume, "Il barbaro ribelle" si hanno i punti migliori della serie, eguagliati forse solo nel finale dell'ultimo volume, "le radici del male", compreso l'epilogo. Il terzo e il quarto episodio della saga, che seguono le vicende della prima coppia di 10 anni, sono molto più turbolenti, il braccio (anzi, la spada) supera di gran lunga il cervello. Invece, a livello di giocabilità ci si trova al limite della schizofrenia. La costruzione del personaggio è carina, o se non altro originale, e permette di avere di fronte un protagonista un po' più "a tutto tondo", un ROUND CHARACTER, come direbbero i critici letterari americani, e il fatto che il lettore non sia virtualmente il protagonista, ma solo una sorta di "mano del destino", è geniale. Ma le regole sono semplicemente assurde. Verrebbe da pensare che Brennan abbia progettato la serie con in mano dei dadi truccati! Troppo spesso si ha bisogno di lanci di dadi altissimi per cavarsi d'impiccio, a alla fine di "le radici del male" si scopre addirittura di aver bisogno di un totale di PUNTI DI VITA potenziali superiore al 600, una cosa paurosa, roba che neanche Gastone Paperone in persona con in mano un ferro di cavallo e al collo una collana di peperoncino saprebbe raggiungere (sempre che non si tenga conto di quella specie di trasformazione di Fire*Wolf in "Super Sayan" di fronte alla morte, ma non credo sia valida, anche se aggiusterebbe tutto...). Le vere pecche a livello di regolamento sono due: l'ABILITA' e la MAGIA. È troppo poco concedere un 4 o meno in un doppio lancio di dadi per permettere di usare una qualsivoglia magia! L'ABILITA' invece dovrebbe aggiustare leggermente le possibilità di colpire ed essere colpito in combattimento, ma, essendo troppo lenta da accumulare e troppo alta negli avversari trasforma ogni combattimento in una serie di legnate in testa al nostro povero barbaro-mago. L'unica maniera per rendere giocabile la serie è riaggiustare le regole. Io negli ultimi anni mi sono sempre regolato così: a) per lanciare magie bisogna fare MENO DI 6 lanciando due dadi. b) -1 ai dadi per colpire ogni 10 punti di ABILITA' miei, mentre per gli avversari ne servono 20. c) nel quarto volume tengo buone le caratteristiche che Fire*Wolf assume al par. 185, di fronte alla Morte. Lo so che è un po' losco, ma così almeno con un po' di fortuna riesco a finire "le radici del male"... che evidentemente stanno a significare i pensieri sadicamente diabolici che Brennan aveva quando ideava il libro, non mi spiego altrimenti questo regolamento perverso! Per concludere, Fire*Wolf è una serie che o si ama, o si odia. Se vi interessa solo godervi una bela storia, e non vi fate troppi problemi a scavalcare il regolamento, questa è la serie perfetta per ogni appassionato di fantasy. Se volete a tutti i costi giocare onestamente e seguire alla lettera tutte le regole, allora lasciate perdere in partenza... Ciao!