Golden Dragon — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 31 gennaio 2008 · 7/10
Titolo originale : Golden Dragon Fantasy Gamebooks Autori : Dave Morris e Oliver Johnson Copertine : Peter Andrew Jones Golden Dragon nacque nel 1984 e si presentò fin da subito come un’alternativa a Fighting Fantasy , in italiano parzialmente rappresentata da Dimensione Avventura . Ciascun volume contiene un’avventura singola, ogni volta situata in un luogo e in un’ambientazione diversi. Il regolamento si fonda sempre sugli stessi principi e, al contrario di Dimensione Avventura , non è arricchito con meccanismi creati appositamente per il singolo librogame. Fa eccezione il quarto volume, L’Occhio del Dragone , dove si possono lanciare incantesimi. La serie originale consta di sei volumi; pare che in Italia non ci sia stato il tempo di tradurre il sesto, Castle of Lost Souls scritto da Dave Morris assieme alla fidanzata Yve Newnham. Per come è strutturata Golden Dragon , questa lacuna non disturba l’economia della serie e si limita a stuzzicare la curiosità degli appassionati. Il sistema di gioco è ridotto all’osso e ad un primo esame sembra ancor più semplificato di quello proposto da S. Jackson e I. Livingstone. Solo il collaudo diretto delle meccaniche permette di coglierne i limiti e le potenzialità. Il personaggio è costruito sulla base di tre caratteristiche: Vigore (2d6+20), Agilità (1d6+3) e Resistenza Psichica (1d6+3), solitamente abbreviata con RPS . La prima è un indice della resistenza fisica ed è la classica riserva, il cui esaurimento significa morte. Le altre due si utilizzano per i check, rispettivamente in azioni che richiedono destrezza e per respingere attacchi magici di qualunque tipo. Si noti che il valore massimo di Agilità e RPS è 9 e che i controlli si effettuano con 2d6, a volte perfino con 3d6. Per fortuna non capita spesso di dover ricorrere a questi punteggi, specie se si resta alla larga dai guai, ma se è richiesto è bene incrociare le dita. Non c’è una caratteristica per gestire la capacità offensiva, perché i combattimenti sono precalibrati. Quando si affronta un nemico, si deve ridurre il suo Vigore a zero; per calcolare l’esito si tirano due dadi ad ogni assalto e ci si attiene ad una tabella, diversa per ogni incontro. In molti casi, questa è un banale “2-6 il nemico ti colpisce e perdi X Vigore , 7-12 colpisci il nemico e gli sottrai X punti di Vigore ”. Col procedere della serie, gli autori sfruttano le vere potenzialità di questo sistema, che consente di inserire eventi particolari, corrispondenti a certi lanci di dado, e di bilanciare lo scontro in base alla potenza del nemico, sia in termini di punteggio necessario a colpirlo che di danno inflitto. Il risultato è equivalente a quello di Dimensione Avventura , con la lodevole differenza che la difficoltà dei duelli non dipende da un lancio iniziale, con cui si determina la propria Abilità , ma è completamente sotto il controllo dell’autore! Eccellente anche il sistema che coordina i combattimenti con più avversari: inizialmente ci si trova sfavoriti, con la prospettiva di essere colpiti più di una volta se si lanciano numeri bassi, ma qualora si uccida un avversario si può saltare ad un altro paragrafo con una nuova tabella, dove le nostre chance migliorano. Comunque, il buon esito delle avventure è legato più spesso agli oggetti, presenti in abbondanza perché quasi ogni trappola o scontro è superabile ricorrendo ad un preciso artificio, normale o magico. Certi librogame sono piuttosto facili, perché non ci sono problemi a trovare ciò che serve; altri sono veri e propri enigmi, in cui serve pianificare il percorso di ritrovamento ed uso degli oggetti, altrimenti non si riesce a venirne a capo. Niente paura; non c’è pericolo di cadere preda dello sconforto, perché le avventure di Golden Dragon sono in media più brevi di quelle di Dimensione Avventura e si possono velocemente provare tante strade, finché si trova quella giusta. A mio parere, una delle migliori serie pubblicate a metà Anni Novanta dalla E. Elle, anche se sarebbe stato saggi…