Guerriero! — recensione di EGO

EGO · 17 giugno 2008 · 6/10

Irsmuncast è sotto attacco! Le Creature del Rift, guidate dagli Elfi Oscuri, hanno invaso la città in assenza del sovrano, appena tornato dal recupero dello Scettro e del Globo. La prima parte di questo volume completamente dedicato alla strategia si svolge in questo scenario; bisogna radunare i combattenti superstiti e sconfiggere la maga che li guida. Fin da questa - relativamente breve - introduzione, il giocatore che non fa le scelte corrette capisce subito qual è l’antifona del quinto volume di Ninja . Per farla breve, non c’è margine d’errore: praticamente ogni bivio offre uno sbocco fatale. Guerriero! include qualcosa come 76 paragrafi di morte istantanea, che se non è un record per il librogame… be’ no, ma come potrebbe non esserlo? 76 su 420 è una proporzione vergognosa, che dovrebbe dimostrare da sola quanto limitati siano gli sviluppi che la storia può prendere, e rivela che dietro dev’esserci lo zampino di Mark Smith perché roba simile si è vista solo nei suoi libri di Realtà Virtuale . Ninja ha sempre avuto la sua bella quota di instant-death, ma così è ridicolo, e il fatto che ci sia comunque una logica dietro a ciascuna di esse non ne sminuisce l’impatto: troppe sono e troppe saranno sempre. Dicevo che c’è una logica, sì, perché in fondo questo libro parla di una guerra, quella che Irsmuncast deve combattere contro la Legione della Spada di Doom guidata dal redivivo e mai domo Honoric. L’esercito del perfido Maresciallo è immenso e per sperare di resistergli Vendicatore non può far altro che chiedere aiuto a una città vicina. Trovati degli alleati bisognerà infine muovere battaglia, il che occupa la maggior parte dei paragrafi non mortali del libro: è possibile partire da ben sei diversi schieramenti, e per ognuno viene fornita una mappa per seguire gli spostamenti dei due eserciti. Il razionale dietro ogni scelta è effettivamente incontrovertibile e riflette un’autentica strategia, ed è esaltante riuscire a fare la mossa giusta; è quindi un peccato che il minimo errore ricordi al lettore che sta percorrendo un tunnel senza possibili deviazioni. Anche la fase diplomatica che precede la guerra si svolge in modo analogo: basta dire una sola frase inappropriata e ciao, il potenziale alleato ti volta le spalle e ti abbandona al tuo destino. Da una serie che aveva sempre offerto strade alternative di validità pressoché uguale, è una amara delusione. Situazioni come quella del paragrafo 373 , in cui ci sono cinque opzioni ma una sola permette di sopravvivere, appartengono al peggior Fighting Fantasy , e non hanno senso di esistere in Ninja . Mi duole anche constatare che la continuità degli eventi non viene rispettata in più di un caso. Per esempio, ci sono due occasioni di fare un certo uso del Globo (tra l’altro obbligatorio), ma la seconda non contempla il fatto che potremmo aver approfittato della prima; correlato a questo c’è il paragrafo 67 , che si dimentica che se siamo arrivati fin lì è impossibile non aver usato il Globo nel modo corretto. Parimenti, è possibile arrivare al 309 senza aver incontrato Doré le Jeune, eppure il paragrafo dà per scontata la presenza del paladino; e ancora, si può rimpiangere la morte del Siniscalco senza avervi assistito (anzi, senza averlo praticamente conosciuto). Per motivi diversi sono anche deludenti la battaglia con Shadazar, che può essere affrontata in un modo assai spettacolare ma inspiegabilmente riservato solo a chi possiede lo Yubi-Jutsu, e gli ultimissimi paragrafi della storia, che aprono un ventaglio di possibilità pleonastico visto che poi riconducono tutti alla vittoria finale. Riguardo a quest’ultimo fatto si ha quasi l’impressione che gli autori prospettassero sviluppi futuri per Honoric, prima di rendersi conto che le diverse possibilità di finire Guerriero! non li avrebbero resi gestibili. La conclusione del libro sembra quindi mostrare quell’incompletezza e superficialità che sarà poi la caratteristica predominante dell’ultimo volume della serie. Guerriero!…

Guerriero!