I Cavalieri della Galassia — recensione di EGO
EGO · 26 maggio 2008 · 7/10
Briefing della missione: nel sistema stellare di Thonex è stato scoperto un nuovo minerale, il novium. Benché le sue proprietà siano ancora sconosciute, innumerevoli persone hanno abbandonato ogni cosa per dedicarsi alla sua ricerca, in una replica della corsa all’oro dell’Ottocento. I convogli dei cercatori sono purtroppo vittime di frequenti attacchi da parte dei pirati spaziali, e Nebula decide di intervenire in loro aiuto. Il titolo del libro è completamente cannato: i “cavalieri della galassia” sarebbero i suddetti pirati, che però sono dei raider , come in Tomb Raider , e non come in Easy Rider ! Trovo deliziosamente ironico che, a pagina 2 di Pianeti in pericolo , analoghi personaggi provenienti sempre dal sistema di Thonex venissero correttamente definiti “corsari galattici”, e ancora più buffo è l’uso proprio della parola raid a pagina 35 del libro qui descritto. A parte questo, il terzo volume di Avventure Stellari è senza alcun dubbio il migliore della serie. L’organizzazione delle storie è meno frammentata rispetto all’episodio precedente, e la struttura complessiva ricorda quella del numero 1, con quattro tronconi narrativi principali isolati e sviluppati indipendentemente. All’inizio dell’avventura possiamo scegliere di dare direttamente la caccia ai pirati, e incontrandoli subito abbiamo due opzioni: stare al gioco e fingere di collaborare con loro, oppure farci catturare e ottenere informazioni sui loro progetti. L’altra metà del libro prevede invece di unirsi ai convogli dei cercatori, fino al pianeta Sbalah oppure più lontano, verso luoghi inesplorati. Tutti i percorsi sono interessanti e soddisfacenti. Le situazioni godono di un certo sviluppo narrativo, e sono decisamente più curate che in precedenza (non dimentichiamo però che questo volume è in realtà il quinto della serie originale). La parte più bella è però quella in cui si scoprono le proprietà del novium, perché, caso unico in Avventure Stellari , contiene veri spunti di riflessione e dà vita a paragrafi di una certa intensità drammatica, coadiuvata da uno stile di scrittura particolarmente ispirato. Oltre a ciò, ho anche apprezzato l’esistenza di trame con un’estensione temporale più lunga del solito, nonché il finale ambientato nella dimensione parallela. Fortunatamente le intenzioni iniziali del libro sono abbastanza vaghe da permettere degli sviluppi di questo tipo senza attirare le accuse di incoerenza spesso rivolte a Pianeti in pericolo . L’apparato iconografico de I cavalieri della galassia non è degno di gran nota, ma del resto non ce n’è bisogno: le parole riescono in alcuni casi a trasmettere qualcosa che va al di là delle immagini. A parte qualche bivio (e persino un trivio) dalle conseguenze imprevedibili, comunque da aspettarsi in un libro di questo tipo, e tralasciando un paio di sentierini poco interessanti, il terzo volume di Avventure Stellari è l’apice della produzione di Cristopher Black apparsa in Italia. Un racconto a bivi veramente gradevole e consigliato.