I Dinamitardi — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 11 novembre 2007 · 7/10
Titolo originale : The Dynamiters Autore : Milt Creighton Anno : 1988 Illustrazioni : Bob Versandi Copertina : Daniel Horne Traduzione italiana : Roberta Gefter Wondrich (1991) Il precedente episodio, alquanto fiacco, ha evidenziato un calo di ispirazione da parte di Gerald Lientz. Ecco quindi il primo avvicendamento con Milt Creighton, che con I Dinamitardi fornisce nuova linfa alla serie e presenta un nuovo caso da risolvere, interessante più per i retroscena storici che per la complessità del mistero. Il dottor Watson non ha parenti diretti in Inghilterra, ma certamente possiede un numero di cugini fuori dal comune. Stavolta il lettore impersona Samuel Charles Watson, tenente del Quinto Reggimento Fucilieri del Northumberland; il giovane ufficiale è amareggiato per la morte dell’amico e commilitone Jonathan Adams Wheeler, una delle due vittime dell’attentato dei Dinamitardi presso la stazione di Paddington. Il riserbo della polizia e la ritrosia dei superiori spingono il protagonista a cercare l’aiuto di Sherlock Holmes, nella speranza che un’intuizione dell’impareggiabile detective gli permetta di far luce sulla strana morte di Wheeler, che non aveva motivo di trovarsi alla stazione. C’è il sospetto che qualcuno voglia far attribuire l’attentato ai separatisti irlandesi, già responsabili di simili azioni, ma non è chiaro il movente e l’identità delle persone coinvolte. Il librogame permette di seguire piste diverse, con un certo riguardo anche per le decisioni del giocatore. Come sempre è possibile perquisire il luogo del delitto, cercare di contattare persone informate sui fatti (i Dinamitardi stessi?) ed infiltrarsi di nascosto nella sede di un elegante club cittadino. In questo edificio dall’aspetto austero hanno luogo riunioni segrete sulle quali è bene indagare a fondo, a proprio rischio e pericolo. La trama de I Dinamitardi è assai coinvolgente ed il librogame è magnificamente scritto, per cui la lettura scorre fluida e l’attenzione ai dettagli non viene a mancare. Creighton ha buon gusto nel dipingere la vita nell’epoca vittoriana, nel ritrarre i personaggi di Arthur Conan Doyle e nel creare scene dinamiche e concitate. Sebbene esistano dei binari morti non ci sono grosse difficoltà a condurre le indagini fino in fondo, perché il numero dei lanci è ben distribuito e nel momento cruciale è una scelta che fa la differenza, non la sorte affidata ai dadi. L’unico problema è l’interattività: pur essendo disponibili vari percorsi per giungere alla verità, l’accesso a queste importanti rivelazioni è subordinato ad un lancio di dadi. Non viene preclusa la risoluzione del caso, però se non si è fortunati non si ottiene la rivelazione di determinati Indizi e la piena comprensione dello scenario del crimine. Il paragrafo conclusivo riassume ed integra le conoscenze acquisite, ma forse era meglio consentire la libera partecipazione ai momenti migliori della storia. L’impostazione generale di Sherlock Holmes finisce per nuocere all’economia di questo volume, che non ha altri difetti eccetto le parche illustrazioni di Bob Versandi. Dopo Il Caso Milverton , che aderisce perfettamente ai canoni dei romanzi di Conan Doyle, I Dinamitardi è uno dei migliori librogame della serie. Ha il pregio di essere più immediato e meno statico nello sviluppo, perciò da questo punto di vista potrebbe risultare anche più piacevole. Ambientazione : 8 Stile di scrittura : 9 Bilanciamento : 7 Interattività : 6 Aspetto grafico : 6 Voto complessivo : 7 Difficoltà : bassa