I Signori delle Tenebre (Lupo Solitario) — recensione di EGO

EGO · 11 settembre 2008 · 9/10

Il primo volume di Lupo Solitario è sicuramente il più noto e importante dei librogame, insieme a The Warlock of Firetop Mountain . E’ il libro che segna l’avvento di una via nuova al librogioco, nonché la nascita dell’intero fenomeno (e anzi dello stesso logo) librogame in Italia. La notorietà, il successo e la risonanza culturale di questo libro non sono perfettamente proporzionali alla sua qualità intrinseca, ma I Signori delle Tenebre è comunque un’opera di grande impatto e costituì una vera e propria rivoluzione degli schemi in quel 1984 in cui il mercato dei librigioco fioriva di nuove proposte alternative a Fighting Fantasy . Per questo, nonostante la sua semplicità, è un libro su cui si possono dire tantissime cose. Non c’è un altro volume di Lupo Solitario in grado di offrire uguali atmosfere e sensazioni. Un paio di pagine delineano sommariamente il personaggio e il prologo di una saga ben più lunga di quanto da qui si possa immaginare: un giovane accolito del Monastero Ramas si salva miracolosamente dall’attacco con cui i Signori delle Tenebre distruggono il Monastero stesso e l’intero ordine dei Cavalieri. E’ solo, è l’ultimo dei Ramas, è Lupo Solitario, e deve raggiungere la capitale per avvertire il re del pericolo. E’ un pischello imberbe, con una padronanza limitata ma sufficiente delle favolose Arti di cui è depositario, e deve attraversare decine di chilometri di foresta battuti dagli inviati del Regno delle Tenebre, numerosi e letali. E’ una situazione di totale disparità di forze, che si riflette in un gran numero di morti istantanee brutali ma affascinanti, e soprattutto quasi sempre motivate: spesso la morte è conseguenza di una decisione avventata, come esporsi su un territorio scoperto o fidarsi di individui sospetti. Qualche volta però è semplicemente imprevedibile, come quando si decide (non così scioccamente) di abbandonare una pericolosa battaglia, e altre volte ancora è portata dalla Tabella del Destino. Nel complesso, I Signori delle Tenebre possiede un notevole equilibrio di gioco, risultato di opzioni ben assortite e di un uso accorto della componente sfiga, e soprattutto non è mai arbitrario come i libri di Fighting Fantasy . Da questi ultimi l’opera di Dever si distacca anche per l’assenza di una “strada giusta”, e anzi, sicuramente I Signori delle Tenebre è il più aperto di tutti i volumi della serie, se non perfino il librogame più malleabile in assoluto: è possibile finirlo seguendo qualsiasi percorso, e ce ne sono tanti, ognuno fatto di una combinazione di vari piccoli pezzi di avventura, da assemblare come un Meccano. Molti luoghi sono raggiungibili da diverse strade, e ci vorranno un bel po’ di partite prima di avere un’idea abbastanza precisa di tutte le possibilità che il gioco offre; ulteriore varietà è portata dalla liberissima scelta delle Arti Ramas, tutte utili ma nessuna più delle altre, perché i passaggi obbligati virtualmente non esistono. Poter leggere il libro tante volte vivendo sempre avventure leggermente diverse, e senza per questo dover rinunciare a vincere, è la vera rivoluzione di Lupo Solitario rispetto alla concorrenza e di certo è stata fondamentale nel dare a questo volume il suo status di leggenda; è anche, probabilmente, la ragione per cui l’editore E.Elle ha scelto questo libro e questa collana per dare il la al fenomeno in Italia. La storia ha dato ragione a Joe Dever, che ha vinto la scommessa nonostante lo stile molto ingenuo, la brevità del testo (e quindi della singola partita) e la mancanza di un più grande obiettivo dietro le gesta del personaggio, che in questo suo esordio, fedelmente al titolo originale, si limitano a una disperata fuga dalle tenebre incombenti. Non mancano nemmeno degli errori, di continuità e di editing: in genere sono minimi, ma è importante notare che la prima scelta al 58 deve rimandare al 251 e non al 286 , che ha il risultato opposto. Anche la traduzione ogni tanto ci mette del suo, soprattutto al 227 , dove basta perdere anche…

I Signori delle Tenebre (Lupo Solitario)