I Viaggiatori dello Spazio — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 6 aprile 2007 · 8/10

Titolo originale : Starship Traveller Autore : Steve Jackson Anno : 1983 Illustrazioni : Peter Andrew Jones Copertina : Peter Andrew Jones Traduzione italiana : Angela Izzo (1989) Dal terzo volume Dimensione Avventura inizia a configurarsi come serie eclettica e difficile da inscatolare nella denominazione inglese ( Fighting Fantasy ), perché di punto in bianco il lettore è catapultato dal fantasy alla fantascienza. All’epoca questa cesura mi dispiacque moltissimo, mentre oggi sono in grado di apprezzare le variazioni sul tema, specie se si distinguono per un’impostazione originalissima come I Viaggiatori dello Spazio . Stavolta si impersona il capitano di un’astronave che si è persa in una dimensione parallela e sconosciuta. Per trovare la strada di casa sono indispensabili le coordinate spaziali e temporali di un buco nero, nonché la velocità con cui avvicinarsi (anche se questo dato pare ininfluente). L’unico modo per ottenere queste informazioni è esplorare minuziosamente i vari sistemi, stando attenti a non cadere nei tranelli di qualche infido alieno ed evitando i luoghi inospitali. Al nostro fianco c’è un intero equipaggio, formato da ufficiali specializzati (scienziato, medico, ingegnere, addetto alla sicurezza) e da 2 guardie. Tutti questi personaggi hanno un punteggio di Abilità e Resistenza , proprio come il protagonista; da bravo capitano, il giocatore dovrà badare non solo alla propria salute, ma anche preservare quella dei compagni e sfruttare le loro capacità a tempo debito. L’autore Steve Jackson è famigerato per la difficoltà dei suoi librogame e I Viaggiatori dello Spazio non fa eccezione. Anzi, in quest’occasione è particolarmente crudele, perché inserisce in vari punti indizi falsi, così il giocatore si mette il cuore in pace per poi beccarsi la mazzata alla fine. I codici esatti per ritornare nel Sistema Solare sono talmente ben nascosti che ho dovuto mappare il librogame per venirne a capo. Per quanto riguarda il regolamento ed il suo utilizzo, I Viaggiatori dello Spazio è fenomenale: i combattimenti si svolgono in ben tre modalità (corpo a corpo, a distanza con pistole laser e tra astronavi) e l’amministrazione dell’equipaggio è una responsabilità costante che arricchisce il gioco. A dire il vero, il true path permette di evitare tutti i combattimenti e di escludere quasi completamente i lanci di dado. Questo prova che il librogame è bilanciato alla perfezione e che nulla è lasciato al caso. L’ambientazione è curata e mai banale, tuttavia non incontra il mio gusto personale, forse perché troppo rigida nel suddividere i vari pianeti in luoghi pericolosi, luoghi inutili (o meglio, depistaggi) e luoghi importanti per la soluzione. Avrei preferito che certi eventi avessero un significato nella ricerca, ad esempio il combattimento contro il Robot Assassino nell’arena di Malini (vedi copertina) o la visita presso il Signore della Pioggia. Le illustrazioni interne, opera di Peter Andrew Jones, non mi piacciono affatto e non destano grosse emozioni. Si tratta comunque di un eccellente librogame, ideato da un vero maestro del genere che sa sempre inventare qualcosa di nuovo ed entusiasmante. Un altro intrico di paragrafi da districare, per la gioia di chi predilige l’aspetto ludico rispetto a quello narrativo, e una valida alternativa alle fin troppo inflazionate ambientazioni fantasy. Ambientazione : 7 Stile di scrittura : 8 Bilanciamento : 10 Interattività : 10 Aspetto grafico : 6 Voto complessivo : 8 Difficoltà : alta

I Viaggiatori dello Spazio