I Viaggiatori dello Spazio — recensione di EGO

EGO · 20 ottobre 2007 · 6/10

Eccoci al primo libro di Dimensione Avventura che si svincola dai canoni del fantasy alla D&D per portare il lettore negli infiniti spazi della fantascienza. Come si conviene ad un libro che rompe gli schemi, anche I viaggiatori dello spazio è di Steve Jackson, e di novità ne contiene davvero parecchie. Nel corso del gioco ci ritroveremo, per esempio, a guidare non solo il nostro personaggio (il capitano della nave spaziale Viaggiatore ), ma anche i membri della sua ciurma, ognuno dei quali possiede un suo punteggio di Abilità e Resistenza. La vicenda prevede di visitare svariati pianeti, e su ognuno di essi potremo portare con noi un certo numero di componenti dell’equipaggio, ciascuno esperto in determinate mansioni: ci sono l’ufficiale medico, lo scienziato, l’ingegnere, l’ufficiale della sicurezza e due guardie. In tutto sette personaggi, e per fortuna i combattimenti sono pochi e per lo più evitabili, altrimenti il gioco si ridurrebbe ad un lancio di dadi infinito. Per evitare che dei punteggi molto alti di Abilità annullassero la sfida, Jackson ha ben pensato di inserire alcune prove di Abilità in cui il risultato positivo si ottiene con un punteggio uguale o superiore a quello iniziale, il che significa che non si può mai essere sicuri di farcela ogni volta! E’ una buona idea, anche se un po’ fastidiosa in certe occasioni. Oltre ai personaggi, anche la nave possiede dei suoi punteggi. In effetti, il libro prevede ben tre differenti tipi di combattimento: corpo a corpo, con armi da fuoco (con la possibilità di settare le armi su “uccidere” o “stordire”) e tra astronavi. Visto che il regolamento per ciascun tipo di battaglia è piuttosto prolisso, Jackson ha avuto l’idea di non inserirlo nelle regole generali del libro, ma di dedicare alla cosa tre paragrafi separati in fondo al volume, snellendo ulteriormente le già semplici regole necessarie a giocare. Che cosa succede, dunque, in I viaggiatori dello spazio ? Un malfunzionamento nelle apparecchiature del Viaggiatore provoca la caduta della nave e del suo equipaggio dentro un buco nero che li trasporta in un altro universo! Qui sarà necessario andare alla ricerca delle coordinate di un altro buco nero che possa riportare la ciurma nello spazio terrestre. Ha così inizio un’odissea tra pianeti, pianetini e asteroidi, che si snoda lungo un sentiero per nulla lineare, molto complesso e ingannevole, che nasconde molto bene i due luoghi dove trovare le coordinate corrette. Per fortuna, se si trova la prima delle due si è già sulla rotta per arrivare ad individuare la seconda, anche se non è detto che riusciremo nell’intento. Per sfortuna, nel resto del libro sono sparse altre coordinate, che però sono false e ci condurranno alla morte nel buco nero sbagliato. Esistono ben otto combinazioni diverse tra tutti i dati ottenibili, e soltanto una è quella giusta; facilissimo, quindi, rimanere fregati all’ultimo paragrafo, e dopo le prime due o tre volte che succede la voglia di ritentare, anche se il libro è molto breve (340 paragrafi), non è molta. A seconda della primissima scelta compiuta, il tragitto che percorreremo sarà diverso nonostante ci si ritrovi comunque a incrociare la maggior parte dei pianeti; dunque è facilissimo perdere la bussola e farsi sfuggire quel pianetino fatale che ci mette sulla strada giusta. Un altro elemento che non invoglia molto alla rilettura è lo stile esageratamente asciutto e distaccato del testo, totalmente descrittivo e molto essenziale, senza un briciolo di atmosfera. E pensare che di buone idee ce ne sono: c’è un pianeta pervaso da un gas che fa vedere nemici armati da ogni parte, un altro dove nessuno possiede autorità e quindi ognuno può fare quello che vuole senza essere punito; un altro ancora dove nessuno muore ma, per evitare la sovrappopolazione, un gruppo di guardie robotiche disintegra periodicamente le persone in eccesso… è una bella collezione di mondi tutti diversi, con qualche accenno di diatriba politica, ma sempre velata e comun…

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