Il Mistero della Miniera — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 18 dicembre 2007 · 5/10

Titolo originale : Mine of Torments Autore : David Tant Anno : 1985 Illustrazioni : Richard Dunn Traduzione italiana : Claudio Fugaroli (1993) A partire dal terzo capitolo l’autore rinnega alcuni assiomi fondamentali del suo stile di scrittura: il primo a cadere è la struttura labirintica e l’esplorazione della stessa come punto cardine dell’avventura. Il Mistero della Miniera consente ancora di muoversi a piacimento tra i vari luoghi, però non si tratta più di uno spostamento tra paragrafi vuoti e descrittivi, bensì di attraversare una zona in cui possono verificarsi o meno determinati eventi. La storia non offre premesse dal sapore originale, mentre gli sviluppi sono abbastanza gustosi e sorprendenti. Il protagonista risponde all’ invito dello zio Velic, che da tempo gli chiede di visitarlo in montagna, ed al suo arrivo a Monte Cristallo apprende una serie di problemi che affliggono la zona da qualche tempo. Sul fiume Pola deve essere costruito un ponte, ma una serie di incidenti sta letteralmente bloccando i lavori; nell’antica miniera dei Nani, dove è stato riscoperto il leggendario Mithral, i minatori spariscono senza lasciare traccia, rapiti da misteriose apparizioni; infine, nella valle tra il fiume e la miniera hanno luogo fenomeni atmosferici del tutto incomprensibili. Abbiamo a che fare con un librogame diviso in tre sezioni comunicanti: il ponte sul Pola (e la vicina foresta di Fellwood), la cosiddetta “Valle Ostile” e la Miniera dei Nani. Esistono alcuni luoghi intermedi, in particolare la cava di pietra, il villaggio dei minatori e un misterioso lago dalle acque gelide. Gli spostamenti tra un posto e l’altro sono movimentati dagli attacchi di creature feroci, che faranno di tutto pur di far crepare lo sfortunato mulo donato dallo zio Velic. Purtroppo la struttura non è coerente come nei primi due volumi, perché alcune zone sono accessibili solo se si prende un determinato percorso all’inizio dell’avventura; il testo è però sfruttato meglio, col risultato di ridurre un po’ le alternative e di migliorare la resa narrativa. Esistono più vie per terminare la missione con successo, ma questo avviene solo in virtù degli errori commessi da David Tant. La ricerca non può prescindere dal ritrovamento di almeno due dei tre oggetti magici presenti (Corno delle Voci e Urna di Mungo), però il testo non blocca chi non possiede l’Urna ed affronta la Miniera dei Nani. Grazie a questo errore è possibile liberare la miniera da chi la infesta, non capire un accidenti di quel che succede (o venire ammazzati senza motivo), restituire al proprietario l’Urna che non si ha mai ricevuto e poi risolvere un altro mistero, col risultato di tornare poi nella “Valle Ostile” e sentire alcune creature che parlano del male che infesta la Miniera. È davvero incomprensibile come l’autore riesca a creare una trama abbastanza solida ed una struttura aperta ma non troppo, rimediando ai problemi dei volumi 1 e 2, per poi vanificare tutto con banali errori di continuità! Non male i disegni di Richard Dunn, che alla lontana ricordano quelli di Jonathan Heap per Oltre l’Incubo , anche se i soggetti sono ben diversi. Tenuto conto dello sforzo per migliorare ciò che chiaramente non funzionava in Skyfall , mi piange il cuore a stroncare questo librogame, che può anche piacere molto se preso nel verso giusto, cioè seguendo il percorso preferenziale che non svela i pasticci di Tant. Ma non si può transigere su certi errori, che pongono il lettore di fronte a dubbi amletici del tipo: andare avanti anche se il testo non ha senso, oppure ritenersi sconfitti e ricominciare? Purtroppo non c’è il filo diretto con l’autore per risolvere questi dubbi, che andavano eliminati prima di far lavorare il tipografo. Una prova in più del fatto che gli autori di librogame non sempre hanno avuto modo di fare il play-testing. Ambientazione : 7 Stile di scrittura : 7 Bilanciamento : 6 Interattività : 4 Aspetto grafico : 7 Voto complessivo : 5 Difficoltà : bassa

Il Mistero della Miniera