Il Mistero di Atlantide — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 22 novembre 2007 · 7/10
Titolo originale : The Mystery of Atlantis Autori : Jim Gasperini Anno : 1985 Illustrazioni : Kenneth Smith Copertina : Kenneth Smith Traduzione italiana : Patrizia Pedrazzini (1993) Questo episodio fa un po’ da contraltare al numero 8, Alla Ricerca di Re Artù e mostra come si può scrivere un librogame dotato di un minimo di rigore storico, pur avendo come tema una delle leggende immortali dell’umanità. Il nono Time Machine conduce il lettore nell’Antica Grecia, a caccia di notizie e tracce della civiltà di Atlantide, che secondo Platone avrebbe raggiunto un progresso ed uno splendore incomparabili rispetto alle altre culture dell’antichità. Questa formidabile potenza fu improvvisamente cancellata dalla faccia della terra, annichilita e sopraffatta da un cataclisma di proporzioni inimmaginabili. Da chi ha ricevuto queste informazioni il saggio Platone? Si tratta di verità o leggenda? Forse nel passato si cela la risposta, o almeno gli indizi necessari a formulare un’ipotesi convincente. Il Mistero di Atlantide fa percorrere i passi principali della creazione del mito, a partire dalle opere del filosofo fino alle fantasiose ipotesi di Ignatius Donnelly nel 1882, passando per la Creta minoica, l’Egitto visitato da Solone di Atene, l’isola di Chio patria di Omero e la città di Troia, la cui caduta fu narrata dal famoso aedo nell’ Iliade . Come al solito esistono numerose false piste, ma un lettore accorto che ha consultato la Banca Dati non avrà problemi a scegliere correttamente tra le alternative. È inevitabile che parlando di Atlantide la storia si mescoli alla leggenda: ecco che il Cavallo di Troia appare in tutta la sua imponenza ed ecco Teseo inviato in tributo con altri giovani ateniesi, solo che a Creta non li attende il Minotauro, bensì una rischiosa tauromachia. Il librogame è una sequela di smentite clamorose dei miti greci, condotta attraverso la comparazione con usanze ed eventi reali, che potrebbero essere stati travisati dopo secoli di trasmissione orale del patrimonio culturale. L’avventura educa a mantenere una prospettiva lucida nell’analizzare le leggende antiche: spesso si tratta di invenzioni, ma sotto sotto c’è sempre un frammento di verità e lo storico ha il difficile compito di discernere il falso dal vero. Al di là di questo bell’insegnamento il librogame non ha tanto da offrire, perché è piuttosto breve ed avaro di scene veramente emozionanti. La panoramica sulla Grecia non è così esaustiva come si vorrebbe ed a tratti perfino superficiale, direi quasi “all’americana”. Molto più intimistica ed approfondita la parentesi cretese, la quale offre accurate visioni della società minoica e riassume ciò che un turista generalmente apprende in una visita alle rovine di Cnosso. Questa parte discretamente ispirata basta a salvare il lavoro, che nel complesso risulta una discreta aggiunta a Time Machine . A dire il vero c’è un altro elemento poco convincente: le illustrazioni puntinistiche di Kenneth Smith, per le quali sono state sprecate fin troppe pagine, visto che ci sono perfino alcune tavole doppie. Abbastanza semplice da terminare e mai pesante, Il Mistero di Atlantide è un titolo valido dal punto di vista didattico ma molto meno efficace nel divertire, perché il bilanciamento e l’intento educativo prevalgono sull’organizzazione del gioco. Da provare, ma senza grosse attese. Ambientazione : 6 Stile di scrittura : 7 Bilanciamento : 8 Interattività : 6 Aspetto grafico : 6 Voto complessivo : 7 Difficoltà : bassa