Il Principe dei Ladri — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 28 febbraio 2007 · 5/10

Titolo originale : Le Prince des Voleurs Autori : Doug Headline, Michel Pagel e Fred Gordon Anno : 1987 Illustrazioni : Rolland Barthelemy Copertina : Michael W. Kaluta Traduzione italiana : Doriana Monti (1993) Il tratto che più mi colpisce di questo librogame è la bella scrittura, che ne costituisce l’unico vero pregio. Come è tipico di Headline & Co., i paragrafi sono ricchi di azione e di salutare umorismo, ma in questo librogame c’è spazio per ampie descrizioni ed immagini suggestive. Sfortunatamente l’ambientazione non ci guadagna, visto che la storia prende una piega del tutto inaspettata rispetto alle mosse iniziali. Dopo aver levato le ancore, Simbad si trova fatalmente invischiato nella lotta tra il popolo di Aquascandia e il malvagio stregone Abraxas, che desidera recuperare uno scettro perduto per consolidare il suo potere sulla stirpe sottomarina. Entrambe le parti comunicano col nostro eroe, ma il cattivo di turno possiede argomenti più persuasivi. Simbad è costretto suo malgrado ad esplorare un arcipelago di tre isole in cerca dei pezzi di un medaglione, che gli permetterà di impossessarsi dello scettro e di decidere il destino di Aquascandia. Il protagonista può incontrare grandi pericoli sulle isole così come nelle acque che le circondano, anche se nel secondo caso può agevolmente eluderli. L’Isola dei Teschi, l’Isola di Cristallo e l’Isola degli Uomini Neri nascondono ovviamente un pezzo del medaglione, ma anche una serie di tranelli e combattimenti mortali. A mio avviso, solo un valore di Abilità vicino al massimo può permettere al giocatore di terminare il libro, data la Forza notevole di alcuni avversari, il ridotto recupero di Vita e numerose trovate che rendono gli scontri più stimolanti, ma anche insuperabili. Il duello conclusivo con il mago Abraxas è improponibile, anche se non si commettono errori nel resto del libro. Ci sono alcuni bei momenti da ricordare: il soggiorno nel palazzo di Darke, l’esilarante dialogo con il Gigante e la penosa via crucis con il vecchio sul groppone, per citarne solo tre. La trama di base, però, non è affatto stimolante e si nota la mancanza di un filo conduttore per l’ambientazione. Alcuni eventi sembrano inseriti a caso, a formare un mosaico variopinto che non rappresenta un accidente di niente. Infine, le illustrazioni di Rolland Barthelemy non sono certo le migliori che ho visto in un librogame. Il Principe dei Ladri non è un librogame pessimo, però entra a buon diritto nella vasta schiera delle opportunità mal sfruttate. Un buon personaggio e diverse idee azzeccate sono stati mescolati con materiale di seconda scelta, spesso senza criterio, mentre il regolamento registra addirittura un passo indietro rispetto a Misteri d’Oriente . Questi autori potevano ottenere ben altri risultati. Ambientazione : 6 Stile di scrittura : 8 Bilanciamento : 4 Interattività : 5 Aspetto grafico : 6 Voto complessivo : 5 Difficoltà : alta

Il Principe dei Ladri