Il Regno dell'Orrore — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 7 maggio 2008 · 8/10

Titolo originale : Kingdom of Horror Autore : John Herbie Brennan Anno : 1985 Illustrazioni : John Higgins Traduzione italiana : Pietro Budinich (1990) Il quinto episodio di Alla Corte di Re Artù ha un flebile collegamento con il quarto, perché chiude il ciclo narrativo iniziato con l’invasione dei Sassoni. Pip è riuscito a respingere l’orda barbarica, tuttavia la spada di Re Artù, Excalibur, è ancora nelle mani di ladri senza nome. Siccome la magica lama legittima la sovranità di Artù su Avalon, la sua assenza non può che portare malcontento e rivolta. Merlino ha appena deciso di mandare Pip a ritrovare Excalibur, quando un gruppo di villici rozzi e maleducati bussa sonoramente alla porta... L’avventura si apre con un intenso scampolo di azione. Nonostante la ritrovata spada E.J., si scopre che senza magie ed armatura anche tre contadini armati di randelli sono in grado di farci la pelle. In uno o due tentativi si dovrebbe riuscire a liberare Merlino, che presenta tutto soddisfatto la sua nuova casa a forma di dado (sul monte Llaldoggogwent, Galles). Per il momento non c’è nulla da portarsi dietro, però il vecchio druido assicura che basta tirare un dado ed egli ci farà trovare la casa piena zeppa di attrezzature normali e magiche. È tutto vero: tirando 2 o 3 si accede rispettivamente alla stanza dell’equipaggiamento (prelevando fino a due oggetti) e al laboratorio, dove Merlino ha riunito un’impressionante quantità di oggetti magici potentissimi (uno a visita). Un 4 permette di farsi una dormita senza correre il rischio di sognare, un 5 si risolve in un nulla di fatto, un 6 provoca un atterraggio dal tetto che priva di metà dei PUNTI DI VITA. Il risultato disgraziato è l’1, perché Brennan ha creduto ragionevole bilanciare l’enorme vantaggio dato dagli artifici magici con una possibilità di morte istantanea. Siccome l’avventura richiede di possedere almeno 6 oggetti comuni, ne consegue che la casa va visitata svariate volte, sempre rischiando la morte. Se si conoscono tutti gli oggetti necessari, tanto vale concentrare i lanci ad inizio avventura, così non si rischia di morire ad un punto avanzato. Prima o poi si imbrocca la giusta sequenza di 2 e resta solo da verificare quanti oggetti magici si possono arraffare nel frattempo. Ciò non toglie che la regola dell’1 sia assurda e che sarebbe preferibile un danno fisso, ad esempio 10 PUNTI DI VITA. Merlino sa che Excalibur è stata rubata dalle creature del Regno delle Fate, un mondo parallelo popolato da tutto tranne che da piccoli esserini con le ali da farfalla. Non c’è da stupirsi che la saggezza popolare gli attribuisca un nome ben più sinistro: il Regno dell’Orrore (da quando in qua i villici sono esperti in altre dimensioni?). Pip ha già avuto a che fare con questo posto, infatti in Caccia al Drago c’è un ingresso al Regno delle Fate sorvegliato dallo stesso tizio con la pelle argentata. Questa volta non è altrettanto facile trovare l’accesso: occorre esplorare la Piana di Salisbury, la Danza dei Giganti (cioè Stonehenge), decrittare qualche messaggio e risolvere un indovinello. I combattimenti presenti non sono affatto banali, così come è tassativo trovare gli oggetti necessari per proseguire. Ne Il Regno dell’Orrore vero e proprio il gioco si fa ancor più duro, perché l’esplorazione è resa difficile dalla generale confusione geografica dei paragrafi. Non sono errori, è tutto voluto, come testimonia l’avvertimento con cui si apre il librogame. Sebbene la mappa aiuti ad orientarsi non è facile raggiungere i luoghi desiderati, men che meno evitare i pericoli micidiali che infestano la desolata Landa di Karn. Ci sono combattimenti che è bene risparmiarsi, a meno che la Casa di Merlino non abbia elargito potenziamenti adeguati. L’obiettivo di questo peregrinare è la ricerca delle due parti della Verga d’Ebano di Kraal, un oggetto magico che ridimensiona un pochino il nemico finale. Verga o non verga, il punto d’arrivo è il Borgo di Scrog-Hollow, una città fiabesca popolata d…

Il Regno dell'Orrore