Il Signore del Fuoco — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 21 dicembre 2006 · 6/10
Titolo originale : Fortress of the Firelord Autore : Paul Vernon Anno : 1986 Illustrazioni : Barrie Morton e David Haig-Thomas La storia riprende da dove si era interrotta nel libro precedente: per meritare definitivamente le ricompense ricevute, sei obbligato a salvare la regione dalla minaccia di Farak, un mago che attinge il suo potere da una fonte segreta. Stavolta c’è solo un sotterraneo da esplorare, la fortezza del Signore del Fuoco, e l’approccio all’avventura varia rispetto a Tradimento a Drakenwood . Infatti, l’unico modo per entrare nella fortezza è farsi catturare e diventare schiavi di Farak; secondo il travestimento scelto si riceverà una diversa mansione (gladiatore, scriba, stalliere o inserviente) e in ciascuna situazione sarà più o meno difficile ritrovare la libertà. Una volta fuggiti dalla propria cella, occorre riprendere la missione e cercare un modo per annientare il potere del Signore del Fuoco. Qui l’avventura procede come di consueto, articolandosi in una meccanica esplorazione del sotterraneo, che può essere annosa o rapidissima a seconda del percorso che si intraprende. C’è un lieve miglioramento rispetto all’esordio ed è possibile instaurare relazioni diverse dal combattimento con gli abitanti della fortezza. Qua e là appaiono brevi stralci di narrazione e dialogo. È già qualcosa ma resta poco, soprattutto perché non si protrae mai a lungo. I combattimenti sono più impegnativi, non tanto per la forza dei nemici quanto per l’assenza di oggetti. Si viene privati di tutto il bottino dell’avventura precedente e i ritrovamenti/rifornimenti di armi ed oggetti sono saltuari e talvolta spiegati male. Comunque, basta aprire le porte con Sesamo e non perdere tempo con gli Orchi e anche quest’avventura si concluderà in modo indolore. Nessuna particolare emozione da segnalare. Il Signore del Fuoco è il naturale seguito del primo episodio ed è contrassegnato da un impercettibile progresso nello stile e da qualche timido diversivo. I disegni subiscono un’ulteriore involuzione e paiono proprio sciatti, nonostante il coinvolgimento di un secondo disegnatore. Forse non è il caso di rimpiangere la mancata pubblicazione del terzo ed ultimo librogame di Unicorn Fatemaster Adventures , nemmeno se facesse la sua comparsa il fantomatico unicorno da cui la serie prende il nome. Segui le tracce dell’Unicorno... dice la copertina; mi spiace, è una falsa pista. Ambientazione : 5 Stile di scrittura : 5 Bilanciamento : 8 Interattività : 8 Aspetto grafico : 4 Voto complessivo : 6 Difficoltà : media