Il Treno dei Fantasmi — recensione di EGO

EGO · 4 settembre 2007 · 7/10

Se già Il Vulcano Maledetto prendeva tutto quel che poteva da Rupert il Selvaggio , Il Treno dei Fantasmi è la fiera del riciclaggio. Detto così sembra una rima hip hop, ma vuol semplicemente dire che per l’ultimo Compact italiano Stephen Thraves ha rimescolato elementi già visti non in uno, ma addirittura due libri della stessa serie! Vediamo un po’. E’ stata indetta la gara per il giornalino scolastico dell’anno (sic), e noi, essendo tra i migliori collaboratori di quello del nostro istituto, dobbiamo trovare una notizia bomba per realizzare un super scoop. L’unica cosa abbastanza appetibile sembra essere una attrazione di nuova apertura, il “Treno dei Fantasmi”, un viaggio andata-ritorno su una vecchia locomotiva a vapore lungo un percorso che, stando a quanto diceva il ferroviere Walter Potts quarant’anni prima, la sera di ogni 15 giugno è luogo di apparizioni di fantasmi. Ovviamente, complice la pioggia battente che allaga proprio la strada che porta alla stazione, nessun’altra anima al mondo si prende la briga di intraprendere il viaggio, e così ci ritroviamo unici passeggeri del treno. Senza contare che poi abbiamo perso tutti i rullini e quindi, per fotografare gli eventuali fantasmi, ci rimane solo una Polaroid con sei scatti… già sentito? Da vero inglese qual è, evidentemente Thraves non può fare a meno di scrivere storie di fantasmi: in tutta la sua carriera sembra aver scritto almeno cinque librogame di questo genere, ma la cosa più impressionante è che Compact 7 è addirittura la terza ferrovia infestata partorita dall’autore! Chissà cos’ha visto da piccolo. Non è tanto la storia, comunque, a infastidirmi, quanto la riproposizione letterale del tema del Mostro di Loch Ness ; anche il modo in cui, sbagliando percorso, si sprecano gli scatti è analogo, e altrettanto stupido. Ma, fortunatamente, i difetti del libro si fermano qui. Il Treno dei Fantasmi è l’unico Compact che proponga più di una strada per arrivare al successo: infatti, come indica la mappa, ci sono ben dieci fantasmi lungo la ferrovia, ed è possibile fotografarli tutti (anche se, ovviamente, non più di 6 ad ogni percorso). Questo è già interessante, dato che permette qualche variazione di itinerario anche dopo che si è riusciti a trovare una delle strade giuste. Ma la cosa più importante è che le scelte non vanno fatte alla cieca. Se si riesce a trovare la mappa, il vecchio giornale e gli appunti di Walter Potts, sarà possibile utilizzarli non solo a comando dell’autore, in modo passivo, ma anche attivamente, da soli, per stabilire la prossima mossa. Le tappe del treno, infatti, seguono una tabella di marcia rigorosa, che può essere seguita sul quaderno che indica gli orari delle apparizioni; insieme al giornale, che indica ben quattro luoghi di avvistamento, il lettore ha tutti gli strumenti che gli servono per sapere in quale carrozza recarsi, e in quale punto del tragitto. Niente salti nel buio, dunque; ma, anche se si commette un errore, non tutto è perduto, per il discorso dei dieci fantasmi che abbiamo già visto. Il Treno dei Fantasmi è quindi agli antipodi del Mostro di Loch Ness , non solo come data di pubblicazione ma anche come struttura di gioco, in quanto elimina l’elemento più odiato di Compact : la totale casualità delle scelte da compiere di fronte a un bivio. C’è voluto un po’, ma almeno ci si è arrivati; rimane solo da chiedersi fino a che punto Thraves stesso se ne sia reso conto… Anche il racconto è un po’ più allegro e scanzonato del solito, grazie alle scenette con Ted, l’inserviente del treno. Peccato che la traduzione sia molto scarsa, solo leggermente migliore che nel Vulcano Maledetto . Come nome per un’attrazione, "Il Treno dei Fantasmi" non ha certo lo stesso impatto di "Ghost Ride!"; oltre a questo, ci sono alcune cose francamente ridicole (“railway enthusiasts” diventa un inguardabile “fanatici dei trasporti su rotaie”, che sembra quasi il nome di un gruppo terroristico) o lievi ammorbidimenti del testo (la “tragedia” racc…

Il Treno dei Fantasmi