Il Treno dei Fantasmi — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 22 febbraio 2009 · 4/10

Titolo originale : Ghost Ride! Autore : Stephen Thraves Anno : 1994 Illustrazioni : Peter Dennis Copertina : Peter Dennis Traduzione italiana : Mariangela Bruna (1996) Premio nazionale “Giornalino scolastico dell’anno”? Forse dal quarto volume qualcuno aveva iniziato ad apprezzare le semplici ma simpatiche storie di Compact , ma davanti a simili premesse il sospetto è d’obbligo. Infatti Il Treno dei Fantasmi segna un notevole passo indietro, riportando la serie ai livelli di banalità da cui era partita e decretandone, giustamente, la fine. E pensare che manca un ultimo numero, Murder in the Dark , che è un librogame investigativo di ottima fattura ed assai più interattivo, coinvolgente e ben strutturato degli altri Stephen Thraves’ Compact Adventure Gamebooks ! Tra tutte le trame della serie, questa è la più puerile e pretestuosa: in qualità di reporter per un giornalino scolastico, il lettore deve realizzare un servizio fotografico a corredo di una notizia sensazionale. Il guaio è che bisogna fotografare dei fantasmi! Una linea ferroviaria a vapore è stata recentemente rimessa in funzione, nella speranza di sfruttare una leggenda del 1953, nata in seguito agli avvistamenti del controllore Walter Potts. Pare che il 15 giugno nel tragitto dalla stazione di Bleakwood a quella di Mistfield, passando per Littleoak, sia possibile avvistare più volte degli spettri. Una bella storia su cui scrivere un articolo, ma senza foto è difficile che qualcuno ci creda. Il giornalista in erba si reca perciò a Bleakwood, unico passeggero del treno infestato, e sale a bordo munito di macchina fotografica per “immortalare i fantasmi”. Come ne Il Mostro di Loch Ness si ha a disposizione solo sei pose e non si devono sprecare fotografando animali e spaventapasseri. Stavolta non c’è bisogno di due rivali a tender trappole; il protagonista ce la fa benissimo da solo, perché tiene il dito sempre sul pulsante e lo preme inavvertitamente ad ogni sobbalzo o caduta. Per evitare simili inconvenienti occorrono un po’ di fortuna e gli immancabili tre Accessori , il cui contenuto rasenta il ridicolo. I fantasmi sono così disciplinati da apparire sempre negli stessi posti, alle stesse ore, con cadenze fisse tra andata e ritorno del treno. A quanto pare non vedevano l’ora che la linea fosse trasformata in attrazione turistica! Scattare 4-5 foto corrette è piuttosto facile; è un po’ più complicato azzeccarle tutte e sei, perché il testo tende a confondere. Gli oggetti hanno delle indicazioni che a volte si sovrappongono e non sempre si riescono a sfruttare. Ci sono perfino degli errori, che lasciano pensare ad una realizzazione approssimativa del librogame. Ad esempio, in un punto si dovrebbero avvistare due fantasmi, ma alla fine è uno solo. Inoltre, l’ Accessorio chiamato Orario parrebbe utile a guidare la scelta della carrozza in un determinato momento del viaggio, eppure non è così, dato che le informazioni sull’ora sono fumose. Molto meglio rimettersi al caso, come aveva in mente l’autore. Recuperate le fotografie de Il Mostro di Loch Ness , i fantasmi-Formaggino de L’Isola degli Spiriti ed un’impostazione infantile a dir poco terrificante, Stephen Thraves ha dimostrato di essere proprio a corto di idee. Nessuno nel 1996 poteva ritener ben spese le 12.000 lire sborsate per questo libercolo, che dopo due letture poteva tranquillamente finire in soffitta con i quaderni di prima elementare. La pubblicazione de Il Treno dei Fantasmi al posto di Murder in the Dark indica a che punto la E.Elle avesse perso la bussola, dopo anni di accurata selezione dei titoli migliori. Ambientazione : 5 Stile di scrittura : 6 Bilanciamento : 6 Interattività : 4 Aspetto grafico : 5 Voto complessivo : 4 Difficoltà : bassa

Il Treno dei Fantasmi