Il Vulcano Maledetto — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 22 febbraio 2009 · 5/10

Titolo originale : Shadows of Doom Autore : Stephen Thraves Anno : 1993 Illustrazioni : Terry Oakes Copertina : Terry Oakes Traduzione italiana : Mariangela Bruna (1994) Il concetto alla base di Rupert il Selvaggio doveva avere un valore inestimabile per l’autore. Dopo aver immolato ben due librogame ad un eroe barbaro, votato ad ammazzare mostri per rubargli i tesori, Thraves non resiste alla tentazione di riproporre nella serie Compact un accurato compendio del suo precedente lavoro. Ecco ancora un lugubre sotterraneo, il Vulcano Maledetto, nelle cui immense caverne si devono recuperare sei enormi gemme per il vecchio re di un paese povero, affinché egli possa pagare il riscatto di suo figlio. Si noti la sapiente fusione delle trame dei due episodi di Rupert , di cui vengono riproposti gli spunti più originali e stimolanti (!). Oltre a temibili mostri, disegnati da un Terry Oakes non brillante, nel sotterraneo si incontrano le ombre di tre avventurieri morti, le Shadows of Doom del titolo inglese. Il guerriero Kurvor, il mago Roland e l’abate Dreelon custodiscono i tre oggetti che trasformano in bazzecole le insidie del Vulcano Maledetto. Naturalmente è tutta questione di fortuna, non si cada nell’errore di cercare una risposta razionale alle domande degli spiriti. Lo stesso discorso si applica ai mostri. Come in Rupert il Selvaggio , la scelta dell’avversario da combattere si compie alla cieca, perché non c’è alcun modo di intuirne la forza. Per fortuna stavolta non ci sono dadi da tirare, bensì una tabella da consultare secondo le alternative offerte dallo schema di combattimento. Ad ogni scontro si sceglie una delle cinque caselle proposte, si controlla la tabella e si scopre se il duello continua, se l’eroe uccide il mostro oppure se è lui ad essere colpito e a perdere uno dei cinque punti di Forza . I barbari di Thraves sono dei pusillanimi che scappano appena vedono una goccia del loro sangue, per cui una ferita equivale alla sconfitta e all’abbandono di una gemma. Sicuramente il sistema di gioco offerto da Compact è meno farraginoso e deprimente di quello di Rupert il Selvaggio , ma le differenze si fermano qui. Per il resto si tratta di un’impresa epica di bassa lega, narrata con superficialità e completamente irrealistica. Le terribili creature del Vulcano fanno le belle statuine, tanto che perfino il protagonista si chiede come facciano a nutrirsi (par. 88 ). Non è compito di Thraves dare delle risposte sensate; è la fantasia del giocatore che deve galoppare, raggiungere le vette più alte dell’inventiva, visto che l’autore non sembra volersi sbilanciare. Non capisco l’utilità di un revival per una serie scadente pubblicata solo un anno prima. Ciò non depone a favore della creatività di Thraves, scrittore prolifico eppure troppo compiaciuto nel proporre materiale semplicistico in un periodo in cui nessuno lo chiedeva. Pur non essendo il peggior volume della serie, Il Vulcano Maledetto è uno dei rari casi di plagio nei librogame, con l’imitatore che imita se stesso proprio quando gli è venuta meno l’ispirazione. Ambientazione : 5 Stile di scrittura : 5 Bilanciamento : 6 Interattività : 5 Aspetto grafico : 6 Voto complessivo : 5 Difficoltà : bassa

Il Vulcano Maledetto