In Viaggio verso Creta — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 7 gennaio 2007 · 10/10
Titolo originale : Bloodfeud of Altheus Autori : John Butterfield, David Honigmann e Philip Parker Anno : 1985 Illustrazioni : Dan Woods Traduzione italiana : Flavio Gregori (1986) Il primo libro di Grecia Antica è un affascinante viaggio, in cui Alteo lascia la città di Trezene ed attraversa a piedi la Grecia continentale, transitando per le diverse poleis ed imbattendosi in uomini, dei e creature inferocite. Il suo obiettivo è raggiungere Atene e comparire davanti al padre Egeo, onde ricevere la sua benedizione e l’incarico di liberare Atene dall’orrendo tributo preteso da Minosse, che consiste nel periodico invio di 14 giovani in sacrificio al Minotauro. Prima di partire, Alteo deve salvare la città dall’attacco delle Amazzoni, giunte all’improvviso a bordo delle loro navi. La seconda parte del viaggio si svolge sul mare, toccando alcune isole dell’arcipelago delle Cicladi, e si conclude con l’incredibile lotta contro Talos, il gigante di bronzo che pattuglia le coste cretesi. In Viaggio verso Creta è abbastanza facile da terminare, se confrontato con gli altri due capitoli della serie, perché rifornisce Alteo di armi e armature con regolarità. Ciononostante, è nella norma morire una o due volte prima di giungere alla fine. A pochi paragrafi dall’inizio c’è uno scontro davvero difficile con i banditi di Epidauro, impossibile da sostenere senza ricorrere all’ONORE per migliorare la PROTEZIONE. È importante imboccare la strada più facile, o comunque una giusta combinazione di percorsi, altrimenti si può finire folgorati da Zeus solo per aver gozzovigliato una notte con ninfe e satiri. Comunque, affrontare con noncuranza il primo librogame della serie è il più grave errore che si possa commettere, a meno che non si desideri perire nei successivi. Le occasioni di ingraziarsi gli dei non mancano e vanno sfruttate al massimo, altrimenti il futuro prospetta difficoltà insormontabili. È indispensabile ottenere da Efesto la spada, lo scudo e il pettorale divini. Normalmente essi aumentano tutte le caratteristiche di 4 punti, che è già un bonus notevole, mentre contro una creatura divina addirittura di 6 punti. Inutile sottolineare la potenza che danno questi oggetti, inseriti appositamente per consentire la vittoria di Alteo contro Talos e, nel libro successivo, contro il Minotauro. È piuttosto improbabile lasciarseli sfuggire, ma se vi capita chiudete il libro e ricominciate. A Creta potete al massimo fare un giro per la reggia, non sognatevi neppure di affrontare il labirinto. Si tratta di un libro molto divertente da giocare, perché si viaggia a ripetizione e le situazioni variano tantissimo, in perfetta armonia con l’ambientazione. La via per Atene può rivelarsi tortuosa e toccare città lontane. Come in tutta l’epica classica, le distanze sono indefinite e solo la mappa inclusa nel libro dà un’idea di quanto Alteo sia fuori strada. Peccato che il percorso più avvincente e stimolante, quello che passa per Delfi e Tebe, abbia un’influenza negativa sul prosieguo della storia. La congiura contro il re di Tebe è una parentesi straordinaria, in cui si può intervenire per proteggere il sovrano, oppure unirsi ai cospiratori e affondare il pugnale nella gola del re dormiente, dalla quale il sangue sprizza come da una brocca infranta. Hai assassinato un re! Atterrito dall’enormità del tuo delitto, ricevi 7 punti di INFAMIA, che per la cronaca è la penalità più cospicua del librogame. In verità non proprio... leggete il paragrafo 421! Trovo molto gradevole lo stile di questi volumi: sembra la parafrasi di un poema epico, semplificata per risultare comprensibile ai ragazzi. Non manca la passione prettamente ellenica per epiteti, similitudini ed atteggiamenti tragici. Le tenebrose ed inquietanti tavole di Dan Woods conferiscono il giusto impatto visivo al testo. Un esordio caratterizzato da qualche stereotipo di troppo, malgrado ciò più avvincente e godibile dei libri successivi. Secondo me il miglior librogame di Grecia Antica . Ambientazi…