Inferno! — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 6 novembre 2007 · 4/10
Titolo originale : Inferno! Autori : Mark Smith e Jamie Thomson Anno : 1987 Illustrazioni : Bob Harvey Copertina : Colin Sullivan Traduzione italiana : Angela Izzo (1992) Il sesto volume conclude bruscamente la serie Ninja , portando amarezza tra gli appassionati non solo perché lascia in bilico il destino di Vendicatore, ma soprattutto perché è un’avventura scadente, assurda e raffazzonata come poche. Si fa fatica ad attribuire ai bravi Smith e Thomson questo testo scialbo, pieno di errori ed incongruenze, così come non si spiega il progressivo calo d’ispirazione e finezza esecutiva nelle tavole di Bob Harvey. La trama è pretestuosa e ridicola: il ranger Glaivas ed il paladino Doré le Jeune, fedelissimi del sovrano di Irsmuncast, sono stati catturati dalle creature del Rift, l’abisso dal quale fuoriescono le creature responsabili del male presente su Orb. Per liberare i prigionieri gli Elfi Oscuri pretendono il Globo e lo Scettro, i talismani che hanno consentito a Vendicatore di governare felicemente sulla sua città. A portare queste tragiche notizie è la guerriera Cassandra, che reca con sé un altro personaggio di cui si erano perse le tracce: la traditrice Foxglove, ex maestra dell’Ordine del Loto Giallo, le spie di Nemesis. Il tutto ha le chiare sembianze di una trappola, ma Vendicatore sembra non avere molta scelta, a parte giustiziare Foxglove (azione efferata che suggerisco a tutti, perché evita un sacco di guai e soddisfa le proprie pulsioni sadiche). In alternativa ci si può far accompagnare dalla bella e fragile incantatrice, che non fa altro che tentare di fregarci ad ogni occasione. L’impavido ninja affronta così gli abissi del Rift, dove si celano mostri e pericoli innominabili. Sembra di essere in una partita qualunque del vecchio Dungeons & Dragons, con il classico sotterraneo a più livelli sprovvisto di coerenza interna. Dopo essere scesi nelle profondità della terra, si assiste all’improbabile comparsa di vecchie conoscenze risalenti al secondo volume, Assassino! , tra cui spiccano Tyutchev, Thaum e ovviamente Cassandra. Il combattimento con tali avversari è destinato a non terminare neppure in Inferno! , poiché invece del Figlio di Nil compare un mostruoso Krathak, che costringe i contendenti a disperdersi. Vendicatore insegue i tre nemici nelle fauci del Verme del Mondo, col risultato di finire intrappolato nella ragnatela della Vedova Nera, regina degli Elfi Oscuri. “Qui, al settimo livello, costituirai un succulento boccone per la Regina del Male, a meno che tu non riesca a vincere la disperazione e a trovare il modo di liberare Orb dalla sua più tremenda sventura”. Si può rileggere il testo quante volte si vuole, ma la fine è proprio questa. Il seguito, se previsto, non è mai stato scritto. Questo finale inaccettabile è solo la goccia che fa traboccare il vaso. Il librogame è un pastrocchio generale, fatto degli scarti delle avventure precedenti presentati senza un minimo di coesione. Dopo essersi chiesti per quattro episodi che fine avevano fatto Tyutchev, Thaum e Cassandra, il loro recupero era più che atteso, ma non in una cornice assurda come il Rift. Quest’ultimo è costituito da ambienti giganteschi, dove si può trovare tutto e niente, ed è reso ancor più intollerabile da descrizioni noiose e confusionarie. Viene riciclato anche il personaggio di Foxglove, uno dei più evanescenti tra quelli comparsi in Signore Supremo! , ma il ruolo che le è affidato sfiora il ridicolo. A questa tragicomica reunion partecipano perfino i quattro avventurieri di Assassino! , che si aggirano pacifici negli “inaccessibili” recessi del Rift. All’ambientazione scadente e all’uso improprio dei personaggi, Inferno! accorpa un florilegio di errori di concatenazione e scrittura, fonti di spaventose assurdità. Più e più volte ho dovuto rileggere i paragrafi precedenti, perché trovavo scritte delle cose mai accadute, oppure perché mi scoprivo assieme a Foxglove pur avendola fatta ammazzare dalla fedele Gwyneth. Il guaio è che…