Intrigo in FM — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 14 gennaio 2007 · 3/10

Titolo originale : Danger on the air Autrice : Elizabeth Steel Anno : 1985 Illustrazioni : Peter Wilks Copertina : James Bareham Traduzione italiana : Francesca Gregoratti (1987) Intrigo in FM è un esempio lampante di come il successo di un’intera serie possa venir pregiudicato dall’esordio. Accattivarsi l’interesse del difficile pubblico femminile è già un’impresa ardua, ma rischia di diventare impossibile se ci si avvale di colossali stereotipi e non si correda la narrazione, peraltro scialba, di un sistema di gioco evoluto, che sappia coinvolgere alla maniera dei librogame concepiti per i ragazzi. L’idea alla base del primo Realtà & Fantasia potrebbe anche funzionare: una storia di corruzione e piccoli tradimenti nel contesto di un’emittente radiofonica, in cui la protagonista può fungere da ago della bilancia. Al contrario di quel che avviene nei consueti librogame, qui non importano tanto le azioni ed i conseguenti rapporti di causa-effetto: Intrigo in FM è basato sulle relazioni interpersonali, poiché ciò che influenza realmente la storia è la fiducia e la devozione che la nostra eroina mostra verso uno dei personaggi-chiave. A seconda della propria indole, si può parteggiare per il DJ Andy Anderson, per il produttore Simon Lewis o per Gerry Smith, dipendente di una casa discografica. A seconda dell’inclinazione dimostrata, la storia prenderà un corso diverso e riserverà scene più o meno interessanti, ma le probabilità di completare con successo il librogame restano comunque alte. Messa in questi termini, la vicenda può apparire intrigante ed avrebbe anche potuto esserlo, se non si fosse impiegato un registro scadente e non si avesse scelto un approccio puerile ai problemi. Raramente ho trovato un librogame scritto così male: è ripetitivo, prevedibile, snocciola luoghi comuni a profusione e non riesce a coinvolgere neanche un po’. I rapporti professionali ed affettivi sono gestiti a suon di espedienti, un’interminabile serie di inviti a prendere qualcosa in compagnia di questo o quel personaggio. Il consumo collettivo del caffé è talmente frequente ed insistito, che solo la lettura individuale può dare un’idea della ridondanza con cui tale gesto viene proposto. Per non parlare dei personaggi di contorno, in particolare il gruppo heavy metal dei Bandits e i biscazzieri italiani, una bella combriccola di caricature; non capisco se Elizabeth Steel covasse qualche risentimento verso la musica pesante o gli immigrati italiani, per darne una visione così macchiettistica. Forse accentuare i toni poteva avere un fine educativo, onde mettere alla berlina le negatività, eppure non mi sembra saggio insegnare ad una ragazza che il mondo è bianco o nero. Nulla da segnalare sul fronte del regolamento, visto che tutto si riduce all’occasionale tiro di dado, una sorta di test di fascino per convincere qualcuno a fare quel che si desidera. Dato che non ci sono regole a ravvivare il gioco, si presume che le scelte effettuate a fine paragrafo abbiano un ruolo fondamentale. Niente affatto! Sono presenti decine di paragrafi dove una scelta vale l’altra, perché il librogame, con abili giri di parole, indirizza entrambe le opzioni sullo stesso percorso! Sono rare le occasioni per imboccare un binario indipendente e la vacuità delle scene non permette di accorgersi se una scelta è decisiva oppure no. Un librogame verboso e poco coinvolgente, facile da portare a termine, caratterizzato da un’interattività discontinua. Il taglio grafico del testo e le illustrazioni di Peter Wilks sono adeguati, ma davvero non saprei cosa altro salvare. Intrigo in FM è un pessimo biglietto da visita e probabilmente i diffusi pregiudizi riguardo alla serie sono da imputare a questo sciagurato primo volume. Ambientazione : 6 Stile di scrittura : 2 Bilanciamento : 5 Interattività : 4 Aspetto grafico : 7 Voto complessivo : 3 Difficoltà : bassa

Intrigo in FM