L' Eroe di Mydnight — recensione di EGO
EGO · 21 febbraio 2009 · 9/10
Il re di Siyen, grande e potente paese alleato di Sommerlund, è morto. Il legittimo erede al trono è il Principe Karvas, ma questi è in esilio da dieci anni a Mydnight, sull’isola di Sheasu, ed è all’oscuro degli avvenimenti. Purtroppo al suo posto l’aspirante successore alla Corona è il Barone Sadanzo, malvagio nobile che Lupo Solitario sospetta essere seguace di Naar, e il Principe ha a disposizione solo cinquanta giorni per giungere a Seroa a reclamare il trono. Dopo la missione della Pietra di Luna, il nostro Grande Maestro è il Ramas più vicino a Sheasu, ed è quindi suo il compito di trovare Karvas e scortarlo di nuovo nel paese dove è nato. Joe Dever ha dichiarato che questo è il suo libro preferito tra quelli che ha scritto, e in barba ai tanti commenti maligni, si riesce a capire il perché di questo giudizio. Il racconto è veramente eccezionale, uno dei più prolissi in assoluto dell’intera collana ma non sovrabbondante, caratterizzato da un afflato narrativo inconsueto anche per Dever, che si sofferma a lungo e in modo toccante e intenso sulla storia e le vicende del coprotagonista e dei luoghi con lui attraversati. Il Principe Karvas è un compagno di viaggio diverso da tutti gli altri, non la solita palla al piede destinata a lasciarci le penne prima della fine della storia, bensì un alleato intelligente e coraggioso che non si limita a fare da spalla al Grande Maestro, ma prende spesso l’iniziativa ed è di aiuto in battaglie e altre situazioni. La sua presenza dà un tocco un più al classico lungo viaggio che tanto piace raccontare a Dever, trasformando completamente il consueto feeling delle avventure di Lupo Solitario . Eccellente è anche l’aspetto del gioco, forse un po’ facilotto grazie anche alla possibilità di evitare quasi tutti i pochi combattimenti presenti, ma per il resto curatissimo e avvincente, senza momenti di fiacca. C’è sempre qualche modifica da apportare al Registro, qualche numero da estrarre, qualche scelta da compiere; i bivi inducono cambiamenti sostanziali nello svolgersi degli eventi, e il culmine si ha alla conclusione dell’avventura, quando addirittura si può arrivare al 350 da due finali nettamente diversi per carattere e dinamiche. E’ stato perfino recuperato un aspetto da “vero” librogame, la presenza di Oggetti Speciali il cui possesso può ribaltare radicalmente l’esito di alcune situazioni, rivelandosi mortale o risolutivo a seconda dei casi. Davvero perfetto è ancora lo sfruttamento della Tabella del Destino, mentre per le Arti si poteva fare qualcosa in più, specialmente considerando che l’Alchimia Ramas è la scelta decisiva in quasi tutte le situazioni. Pur non essendo, nella formula di base, molto diverso dalle altre avventure di Grande Maestro, L’eroe di Mydnight è un librogame che si distingue perché questa volta le velleità letterarie di Joe Dever non sembrano sprecate né troppo ambiziose, riuscendo l’autore a far convivere tutti gli aspetti dell’opera in un autentico romanzo-game, che potrebbe benissimo essere considerato un episodio a sé stante, senza grandi vincoli con il resto della saga a cui appartiene. Per questa sua unicità, L’eroe di Mydnight spicca all’interno del ciclo del Nuovo Ordine e rappresenta forse il punto più alto raggiunto dalla più recente impostazione di Lupo Solitario , rendendo ragione del giudizio datogli dall’autore. ERRATA CORRIGE - Nella sezione dedicata al perfezionamento delle Arti, la Guerra è chiamata “Arte delle Armi”. 9 : il rimando al 166 è errato (il paragrafo giusto è il 116 ). 124 : ancora un “compasso” al posto della bussola! 267 : il cavallo Wildwind era stato chiamato Vento Selvaggio in Lupo Solitario 18. 323 : “Il proiettile deve avere colpito il pino e incendiato” è una frase veramente brutta.