L' Ira Di Naar — recensione di BenKenobi
BenKenobi · 17 novembre 2007 · 8/10
Nel finale dell'ultima avventura Lupo Solitario ha sconfitto Il Destino del Lupo e, trasportato nella sala del trono di Naar, ha scoperto che il dio del Male è in possesso della Pietra di Luna. Grazie all'aiuto di Alyss, che ha sfruttato i poteri del divino artefatto per creare un Cancello dell'Ombra che lo conducesse nel Magnamund, il nostro eroe è ritornato in patria. Ma non c'è nemmeno un istante da perdere: la Pietra di Luna va recuperata, a costo di avventurarsi da soli sul Pianeta delle Tenebre e farsi strada fino al santuario di Naar ! E' l'ultimo librogame nei quali vestiamo i panni di Lupo Solitario. Per il gran finale della serie di avventure che ha reso celebre il nostro Ramas, Joe Dever ha preparato un libro pieno zeppo di citazioni e riferimenti ai precedenti 19 capitoli. Il volume ha una connotazione fortemente narrativa, con un cammino molto lineare. Dobbiamo attraversare il Pianeta delle Tenebre, avanzando da un regno all'altro, fino a giungere nella fortezza di Naar, prendere la Pietra di Luna e tornare a casa sani e salvi. L'idea è molto buona, infatti la lettura scorre che è un piacere: finalmente comprendiamo come è strutturato il Pianeta delle Tenebre, e perché durante i nostri viaggi effettuati nei libri precedenti ci ritrovavamo ogni volta in un'ambientazione differente. Il libro può essere impegnativo per un giocatore alle prime armi, ma gli esperti lo troveranno addirittura una passeggiata. La fantasia dell'autore nel creare bizzarre creature malefiche sembra inesauribile, più prolifica di quella di Naar stesso. Secondo me l'aspetto davvero geniale è il modo in cui è riuscito ad inserire riferimenti a luoghi, personaggi, creature provenienti da praticamente tutti i libri, dall'1 al 19. La lista di personaggi che riappaiono, anche se soltanto appena accennati, è troppo lunga per trascriverla in questa recensione. Il tutto è guidato da una trovata narrativa veramente suggestiva: sfogliando il Tomo delle Tenebre, un misterioso volume rinvenuto tra le rovine della fortezza di Kazan-Oud (il Castello della Morte nel quale era ambientato il settimo libro) scopriamo ogni volta le informazioni sul regno del Pianeta delle Tenebre nel quale ci troviamo, inclusa la descrizione del mostruoso signore del luogo, il modo per sconfiggerlo e l'oggetto o della via che ci consentirà di passare al regno successivo... proprio come in una specie di videogame in cui avanziamo da un livello all'altro per poi arrivare al combattimento contro il boss finale. Un oggetto che spesso passa in secondo piano è la spada Skarn-Ska: con quest'Oggetto Speciale l'autore dà un grande aiuto ai giocatori alle prime armi e a tutti coloro che sono sprovvisti della Spada del Sole. Col suo bonus di +5 COMB, la Lama del Lupo (questo è il significato del nome dell'arma nella lingua dei Regni Antichi) rende il libro accessibile a tutti (o quasi). Contro alcuni avversari scopriamo che il bonus aumenta: ad esempio esso sale a +7 contro Huan'zhor, il Signore dei Dragoni, ed a +8 nel duello finale contro Kekataag il Vendicatore. Un meccanismo simile a quello delle Armi Ramas, che troveremo nelle avventure del Nuovo Ordine a partire dal libro successivo. Un libro bello più da leggere che da giocare, a mio avviso: un ottimo finale per Lupo Solitario, con un'esperienza buona ma non eccezionale sotto il profilo del gioco. Quest'avventura merita 8 per la bellezza e l'originalità dell'idea di fondo, ma non credo possa ambire all'eccellenza.