La Casa Infernale — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 25 aprile 2007 · 10/10
Titolo originale : House of Hell Autore : Steve Jackson Anno : 1984 Illustrazioni : Tim Sell Copertina : Ian Miller Traduzione italiana : Costanza Galbardi (1992) I fattori che contribuiscono all’economia di un librogame sono numerosi e solo in rari casi l’autore riesce a considerarli tutti nel modo migliore. Da questo punto di vista, La Casa Infernale infrange tutte le categorie di giudizio, collocandosi ad un livello che rasenta la perfezione. Non lo dico in virtù della speciale venerazione che ho per Steve Jackson: questo librogame ha delle peculiarità che lo mettono in risalto all’interno dell’intera produzione dell’autore, di cui conserva lo stile inconfondibile all’interno di un contesto nuovo ed affascinante. Con questo episodio Dimensione Avventura sconfina nel genere horror, sebbene resti viva una certa componente fantasy. Il lettore è immedesimato in una persona qualunque del nostro tempo, che per disgrazia si ritrova bloccata dal maltempo in un luogo sperduto. Fermamente deciso a non ritardare all’appuntamento del giorno dopo, il coraggioso protagonista si avvicina ad una decrepita magione rurale, dove viene accolto dal sinistro Conte di Drumer e dal maggiordomo Franklins. La gentilezza degli ospiti è sospetta e non ci vorrà molto per capire che la casa è l’anticamera dell’inferno! Spaventato a morte e disarmato, quindi con 3 punti di Abilità in meno fin dall’inizio, il nostro eroe dovrà cercare di fuggire dalla terrificante dimora, covo di una setta di adoratori del demonio ed infestata da ogni sorta di spettri, mostri e maledizioni. Al lettore spetta il difficile compito di trovare la strada tra lugubri saloni intitolati al diavolo (stanza di Shaitan, stanza di Mefisto, ecc...) ed oscuri sotterranei dove è pianto e stridore di denti. In breve bisogna recuperare pochi oggetti essenziali, segnalati da vari indizi ed aiuti soprannaturali, avendo cura di non cadere vittima delle infinite trappole disseminate per la casa. Il librogame non è ostico solo perché il true path è nascosto in maniera subdola, bensì perché gli sbocchi verso intrichi di paragrafi senza uscita sono innumerevoli. Di questi “loop di morte” ce ne sono ben tre ed è garantito che i primi 3-4 tentativi si areneranno miseramente in queste zone letali. Ciononostante il librogame è un’ottima sfida ed è così ben scritto ed articolato che nessuna scena merita di essere saltata, nemmeno le trappole e i paragrafi di morte. È molto probabile che prima di capire qual è il percorso il lettore abbia una conoscenza molto approfondita de La Casa Infernale . L’atmosfera è bellissima, tesa, angosciante, sostenuta dagli appropriati disegni di Tim Sell (anche illustratore di Horror Classic ) e da una regola semplice ma efficace: il punteggio di Paura . Prima di iniziare occorre tirare 1d6+6 per sapere qual è il valore massimo di Paura ; la vista di creature o scene raccapriccianti farà schizzare alle stelle il punteggio, che non dovrà mai superare il massimo, pena la follia e la fine dell’avventura. Naturalmente la minuziosa taratura del gioco impone di evitare tutti gli eventi non necessari alla risoluzione del librogame, altrimenti si rischia di impazzire proprio di fronte al nemico finale, il Maestro della setta in tutta la sua malefica potenza... La Casa Infernale è davvero un librogame cinque stelle, al quale non manca nulla in fatto di coinvolgimento, trama, equilibrio di gioco e spessore ludico. La scrittura è ben al di sopra della media, l’ambientazione horror è riuscitissima ed a tratti persino inquietante. I tranelli non mancano ed i lettori più irriducibili troveranno pane per i loro denti; nonostante ciò il librogame è consigliato a tutti, perché offre un’avventura ad alta tensione unica nel suo genere. Ambientazione : 10 Stile di scrittura : 9 Bilanciamento : 10 Interattività : 10 Aspetto grafico : 8 Voto complessivo : 10 Difficoltà : alta