La Città Proibita — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 5 febbraio 2008 · 8/10
Titolo originale : The Forbidden City Autori : Ian Page (testo), Joe Dever e Gary Chalk (ideazione) Anno : 1986 Illustrazioni : Paul Bonner Traduzione italiana : Erica Bundi e Judy Moss (1986) La saga procede senza permettere ad Oberon di tirare il fiato: raggiunto il popolo dei Kundi, il mago scopre che il Cancello dell’Ombra comparirà tra due settimane nella Valle della Morte, un luogo desolato situato dopo trecento chilometri di territorio Shaddaki. È un’emozionante corsa contro il tempo, ma al fianco di Oberon c’è un compagno pieno di risorse: Urik, lo sciamano Kundi. Dalle paludi di Gurlu il tragitto tocca la città di Karnil, presso la quale è attiva la Lega per la Libertà, un gruppo di combattenti che mira a rovesciare il giogo degli Shaddaki. Oberon è l’uomo giusto nel posto giusto e lo dimostra aiutando la Lega a liberare la città dagli invasori. Il suo viaggio deve proseguire ma a Karnil si conquista due preziosi alleati: Wamu, il poderoso re dei nomadi Masbaté, e Veltas, un ladro pieno di risorse. Oltre le pianure desolate si trova la Città Proibita di Guanima, residuo di una potente civiltà distrutta da un cataclisma; Guanima è un passaggio obbligato per la Valle della Morte ed il re negromante lo sa molto bene. Shazarak cerca di ostacolare la missione di Oberon inviando visioni notturne, che precedono la venuta dei suoi servi più fidati: i Fantasmi della Morte. Questa parte del librogame è forse il momento migliore della serie, grazie all’interazione con ben tre compagni di viaggio e all’epica sfida contro gli spettri di Shazarak. Paul Bonner migliora ulteriormente la qualità dei propri disegni e raggiunge l’apice con la stupenda raffigurazione dei Fantasmi della Morte al paragrafo 145. Guanima riserva incontri stupefacenti, un’inattesa sarabanda di pazzie, e tra le sue rovine si apprendono interessanti segreti sul passato dell’Imperatore del Shadastan. Per il resto la storia procede senza intoppi fino alla fine, che mi sembra un tantino forzata, ma probabilmente è questione di gusti. Sebbene La Città Proibita non rientri nella categoria dei librogame facili, a causa della generosa offerta di scelte fatali, è nettamente meglio bilanciato e più corretto del suo predecessore. Non ci sono avversari impossibili, quelli più agguerriti sono facoltativi e le instant death sono rare ed abbastanza prevedibili. Lo sfruttamento del regolamento continua ad essere capillare, cioè esteso a tutti i Poteri in egual misura. In effetti è assegnato un ruolo preminente all’ Evocazione , che il primo episodio della serie aveva lasciato colpevolmente da parte, salvo in una scena di grande impatto. L’utilizzo di soli 310 paragrafi non permette all’avventura di protrarsi a lungo, tuttavia si tratta di un librogame molto lineare, privo di percorsi paralleli. I paragrafi si esauriscono nel gestire le soluzioni alternative della stessa scena. Piuttosto sorprendente il numero di Oggetti ed Oggetti Speciali che non troveranno mai un utilizzo; forse nei libri seguenti c’è un paragrafo che li richiede? Io non l’ho trovato. Tralasciando questi oziosi interrogativi, si può serenamente concludere che La Città Proibita è un buon librogame, capace di regalare divertimento ed emozione, mentre aggiunge materiale ad un’epopea fantasy che sta acquistando valore. Errata Al paragrafo 49 sono state invertiti i paragrafi di uscita (mi sembrava troppo bello, anche se non è facile sopravvivere nemmeno dall’altra parte). Al paragrafo 191 Wamu recide la Fune per evitare di trascinare Oberon nel fiume, ma il testo non richiede che l’oggetto sia cancellato. Se mi tengo mezza Fune va bene lo stesso? Al paragrafo 293 la scelta dell’Elementale dell’Acqua conduce al paragrafo 240 , che non dà indicazioni sulla perdita di Volontà . Purtroppo errori come questo sono piuttosto comuni. Ambientazione : 8 Stile di scrittura : 8 Bilanciamento : 8 Interattività : 8 Aspetto grafico : 9 Voto complessivo : 8 Difficoltà : media