La Città Scomparsa — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 6 marzo 2008 · 8/10
Titolo originale : The Vanishing City Autore : Allen Varney Anno : 1987 Illustrazioni : Doug Chaffee Copertina : Clyde Caldwell Traduzione italiana : Flavio Gregori (1993) Copertina, prologo, regolamento: tutto contribuisce a creare ottime attese per la quindicesima avventura di Advanced Dungeons & Dragons . Finalmente posso dire che non si tratta di fumo negli occhi e che quel che luccica effettivamente è oro. La Città Scomparsa offre quello che mi aspettavo fin dal primo numero: un’avventura entusiasmante e divertente, inserita in un contesto associabile al gioco di ruolo per antonomasia, che sfrutta a dovere i meccanismi e le possibilità offerte dal formato prescelto: il librogame. La proposta di Allen Varney è simpatica e stimolante. Il lettore interpreta Sir Theobold Barbarossa, un combattente diventato re della città di Lighthall con la forza del proprio braccio. La vita di corte è noiosa per un veterano di mille battaglie, ma ormai Theobold ha quarant’anni suonati e non è ardimentoso come un tempo. Tutto ciò che vorrebbe è una regina al suo fianco, una donna saggia che lo aiuti a governare. In occasione di una festa il re è deciso a proporre il matrimonio ad un’ex-compagna d’avventure, la sacerdotessa Theona, ma sul più bello Lighthall è investita da strani fenomeni magici e scompare nel nulla. Theobold e Theona sono protetti dall’armatura anti-magia del guerriero e, mentre cercano invano di raccapezzarsi, sono contattati da uno dei quattro maghi di Trann, un regno situato su un altro Piano di Esistenza. Trann ha subito lo stesso destino di Lighthall ed è necessario un aiuto per combattere il responsabile di questo scompiglio. Inizia così la grande avventura di Theobold e Theona, che culminerà nella sfida allo stregone chiamato Durhan il Conquistatore. L’idea di utilizzare un guerriero quarantenne può far sorridere, ma l’appassionato di D&D sa benissimo che un personaggio anziano, pieno di oggetti magici e che ha superato il “livello del titolo” è una macchina da guerra ben più temibile di un giovane inesperto (con pochi Punti Ferita, aggiungerei). Difatti Theobold affronta senza grossi scompensi draghi giganti, sfingi ed altre creature tipiche dei manuali avanzati della prima edizione del gioco di ruolo, oggi chiamata Old Dungeons & Dragons. Un’altra allusione a tale regolamento è l’ambientazione extradimensionale di buona parte della storia. Questo è il mondo di D&D e Advanced D&D, fatto di avventurieri che progrediscono a suon di imprese eroiche e si dotano di un rispettabile corredo di artifici magici. E questo è quello che Allen Varney, vivaddio, propone al lettore. L’impostazione leggera del racconto non fa che contribuire al piacere della lettura, soprattutto perché si tratta di un umorismo sottile e raffinato che scaturisce dalla piacevole caratterizzazione dei personaggi. Theobold è un guerriero coraggioso ma dal cervello non troppo fino, sovente rimproverato dalla sagace Theona. Nessuna situazione è pesante da digerire, non solo per la simpatia dei protagonisti ma anche perché creature, luoghi ed eventi sono degni d’interesse. La Città Scomparsa indica come progettare un’avventura per personaggi di alto livello, senza scadere nell’assurdo o nel cattivo gusto; sono mostrati esempi di utilizzo di creature potentissime ed è presentato un viaggio dimensionale contestualizzato e convincente. I pregi non si fermano qui, per fortuna, altrimenti neppure questo titolo si sarebbe collocato sopra la media della serie. Per una volta possiamo parlare di librogame a pieno titolo, perché Varney offre una vasta rosa di opzioni, senza ricorrere ai dadi se non quando sono la conseguenza di una scelta. C’è sempre una strada che permette di superare le sfide senza ricorrere alla fortuna, grazie all’introduzione degli oggetti. C’è voluto davvero molto perché qualcuno capisse che c’era bisogno di un pizzico di complessità e che gli oggetti erano il modo migliore per inserirla. Oltre ai talismani o pozioni che si possono scegliere…