La Cripta del Vampiro — recensione di EGO

EGO · 18 novembre 2007 · 8/10

Strano ma vero: ci sono voluti diversi anni perché la più prolifica e rinomata collana di gamebook del mondo si decidesse a sfruttare il mito di Dracula (anche se un generico vampiro lo si può trovare in molti altri libri). Ma ecco che finalmente ci pensa Keith Martin, offrendoci un’avventura che, per quanto non rinunci affatto agli stereotipi del genere, si rivela innovativa, complessa e coinvolgente al punto giusto. Il nostro eroe è il classico avventuriero generico, che nei suoi vagabondaggi arriva nella regione di Mortvania e viene a sapere che la zona è governata dal malvagio Conte Reiner Heydrich; una donna gli chiede di salvare sua nipote, rapita dal Conte la notte prima, ed ecco che così inizia l’avventura. Questa, dopo un breve tragitto che può snodarsi lungo percorsi differenti, si svolge completamente all’interno del castello degli Heydrich, ambientazione piuttosto vasta ma priva di passaggi segreti o altri elementi che potrebbero renderla un labirinto. La struttura è anzi molto lineare, persino troppo in certi casi, nel senso che la porta più lontana di ogni corridoio è sempre quella che va attraversata per ultima al fine di procedere alla parte successiva del castello. Per ovviare a questa organizzazione così semplicistica, l’autore ha adottato una strategia particolare: quando si accede per la prima volta a un nuovo settore possiamo scegliere qualsiasi strada o porta a disposizione, ma dopo aver fatto la scelta, molte delle altre non saranno più disponibili (ad esempio, se varchiamo una certa porta non potremo mai più tornare indietro a visitare un certo corridoio, anche se non c’è nulla che lo impedisca fisicamente). E’ un sistema abbastanza inconsueto di organizzare il gioco: facendo le scelte giuste al momento giusto possiamo infatti visitare tutto il castello, senza tralasciare niente, e quindi non è possibile parlare di una vera e propria strada corretta. Più che altro, questa impostazione sembra voler identificare delle aree bonus, che nascondono delle sfide non indifferenti ma per il cui risolutore c’è sempre pronta una buona ricompensa. Quindi da un lato il sistema infastidisce perché è del tutto arbitrario, ma dall’altro invoglia a rigiocare per scoprire tutto quello che c’è, senza per questo dover escludere a priori certe strade. A conti fatti, è un’idea che offre un buon equilibrio di gioco e aumenta il gusto dell’esplorazione. Esclusivo di questo libro è il punteggio di Fede, che viene influenzato da un gran numero di eventi. Un alto punteggio di Fede è sempre vantaggioso (tranne alcuni casi in cui non fa praticamente nessuna differenza), perché consente di evitare molti combattimenti e di sfuggire a particolari attacchi, spesso letali, di alcuni nemici; inoltre può permettere di scoprire dei segreti molto importanti. Se si parte con un punteggio alto sarà facile aumentarlo fino al punto di non poter fallire nessuna prova di Fede, e del resto tutto il libro sembra organizzato in modo da offrire una sfida notevole a patto che il personaggio parta con caratteristiche medie: i Tenta la fortuna sono davvero sporadici rispetto agli altri libri della serie, e un’Abilità pari a 10 è sufficiente per procedere, anche se non basta ad avere vita facile nei numerosi combattimenti. Avere i punteggi massimi, in un certo senso, abbatte la sfida per la maggior parte del libro, però purtroppo in fin dei conti è essenziale: in primis perché alcuni avversari sono davvero molto pericolosi e capaci di togliere Resistenza anche quando perdono uno scontro, e in secondo luogo perché il Conte possiede una scorta di punti veramente fuori scala, praticamente inattaccabile se non si è riusciti a recuperare tutti quanti gli oggetti speciali sparsi nel castello. Potremmo vederlo come un ulteriore stimolo a giocare fino a quando non si riesce a trovare proprio tutto, ma in ogni caso non è possibile finire il libro con punteggi bassi, a meno di non avere una fortuna incredibile coi dadi. Punteggi a parte, il libro sfrutta le possib…

La Cripta del Vampiro