La Foresta degli Elfi — recensione di Vassagonia_Dreaming
Vassagonia_Dreaming · 21 aprile 2007 · 4/10
E' con La Foresta degli Elfi che andiamo a inaugurare la serie Realtà Virtuale. I libri di questa serie sono concettualmente slegati tra loro, e quindi il compito di introdurci volta per volta nelle varie ambientazioni è affidato ad un prologo. E nel nostro caso, dal mio punto di vista, ci troviamo di fronte a una delle aperture più particolari viste in un librogame. Veniamo a sapere che a lanciarci verso l'avventura è la sensazione di disgusto e impotenza che proviamo nei confronti delle azioni basse e meschine dei nostri simili, gli abitanti di Godorno, città di feci e urla, mendicanti e schiavi. Noi, trovatelli formati nel corpo e nella mente dai monaci di Godorno, costretti ad una vita di stenti a causa della chiusura dei monasteri, i cui insegnamenti vennero giudicati sovversivi dal crudele tiranno Gornild. Il prologo colpisce non tanto per l'anticipazione della trama in sè, quanto per le immagini usate, che non possono non far sorgere nella mente del lettore un parallelo critico con il mondo reale contemporaneo e la presenza di brevi riflessioni di relativa profondità sociale, sempre in rapporto allo standard della complessità tematica di un librogame . La missione che ci proponiamo di affrntare è la ricerca del leggendario Albero del Bene e del Male, del quale abbiamo sentito parlare durante il nostro percorso di formazione al monastero, al fine di ricevere la Conoscenza in esso racchiusa e utilizzarla per il bene del genre umano. Insomma, un anelito che dovrebbe portarci da uomini di strada a una sorta di nuovo Prometeo. Come vedete, ci sono tutte le premesse per una trama di un livello inconsueto per un librogame. Purtroppo, non ci si mette molto a vederle del tutto disattese. I primi paragrafi ci introducono in un mondo fantasy piuttosto tradizionale e scorrono via senza particolari degni di nota, se non la possibilità di morire dopo quattro o cinque paragrafi se non si è fatta la scelta giusta al momento di creare il personaggio. Ma questo è un punto debole del libro di cui avrò modo di parlare in seguito. E' dopo aver fatto conoscenza con uno dei personaggi principali, che l'essenza del libro viene a galla. E' assolutamente evidente come negli intenti degli autori questo libro si sarebbe dovuto fare portatore di un messaggio educativo di tipo ecologista, riferito al mondo contemporaneo in cui è inserito il lettore e non l'eroe della storia narrata. Nella fattispece, la foresta di Arden costituisce un evidente parallelo con l'Amazzonia e il messaggio è un appello a rispettre il “polmone verde” del nostro pianeta. E fin qui niente di male, anzi, trovo positivo il voler includere un risvolto di questo tipo in un librogame. Il problema principale è che tutto ciò che accade nell'arco della narrazione viene inesorabilmente piegato a questo fine, anche a costo di far apparire alcune situazioni assolutamente paradossali, fuori luogo e a volte completamente illogiche. Oltretutto, il raffronto tra il mondo rappresentato e quello conosciuto dal lettore è gestito con una schematicità che ho trovato eccessivamente semplicistica e lineare. Ed è così che gli elfi che popolano la foresta assomigliano molto di più a una visione da film degli Indios, un popolo “allo stato di natura”, violento e diffidente verso lo straniero. Hanno più le caratteristiche di una “tribù” di elfi, invece che degli abitanti del classico reame glorioso e fatato a cui il fantasy classico ci ha abituato. Ma la questione più assurda, bislacca e ridicola di tutto il libro riguarda proprio la quest che dobbiamo intraprendere: dopo essere stati investiti “eroi della foresta” dovremo fermare le pericolose macchinazioni degli Uomini del Nord, che pianificano un disboscamento a tappeto della foresta di Arden. Anche qui potrebbe non esserci apparentemente nulla di strano, ma vi ricordo che ci troviamo in un contesto fantasy dove si presuppone che l'ambiente non sia particolarmente inquinato e penso che gli alberi tagliati possano essere tranquillamente ripiantati…