La Foresta Maledetta — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 6 aprile 2007 · 7/10
Titolo originale : The Forest of Doom Autore : Ian Livingstone Anno : 1983 Illustrazioni : Malcolm Barter Copertina : Iain McCaig Traduzione italiana : Saulo Bianco (1988) A mio avviso, La Foresta Maledetta è l’archetipo del librogame. Un personaggio standard, un guerriero che alla spada unisce un buon armamentario di oggetti magici, prende su di sé un’importante missione: ritrovare le due parti del Maglio di Stonebridge e salvare il Popolo dei Nani dai feroci Troll. Bramoso di tesori ed avventure, il nostro eroe si addentra così negli anfratti della Foresta Maledetta, dalla quale ogni persona di buon senso si tiene alla larga. La struttura del librogame è perfettamente ordinaria: un’ampia schiera di incontri, uniti tra loro da paragrafi di percorso (sentieri). Nessun evento si protrae a lungo, l’interazione con le creature è limitata ed i combattimenti sono frequenti così come i ritrovamenti di oggetti. Già dall’inizio si può spendere il proprio denaro per acquistare gli artifici magici del vecchio Yaztromo e se si sceglie felicemente si possono evitare un sacco di guai. Se trovare il manico del Maglio è abbastanza facile, ben più laboriosa è la ricerca della testa. Qua e là si trovano sparsi alcuni indizi, ma per mettere le mani sull’oggetto tanto desiderato si deve aver preso la strada giusta. Tanto per cambiare, il true path ha almeno un punto in cui è facile perdere un oggetto fondamentale. Di conseguenza il giocatore è costretto ad esplorare per bene la foresta, per poi scoprire che il bivio decisivo era lì sotto il suo naso. Poco male, perché i momenti migliori de La Foresta Maledetta sono collocati fuori dal percorso risolutivo e perderseli è un vero peccato. Mi riferisco soprattutto alla caverna dei Cloni e al loro demoniaco signore, ad Arragon lo Stregone ed a Proteus il Trasformista. Nulla di tutto ciò brilla per originalità, tuttavia il fascino di questo librogame risiede principalmente nella sua totale aderenza agli schemi del fantasy sword & sorcery . Un forte valore aggiunto è dato dalle tavole di Malcolm Barter, caratterizzate da uno stile peculiare e molto evocativo. Come è tipico di Dimensione Avventura , il gioco è bilanciato alla perfezione e non ci sono sviste da segnalare. La Foresta Maledetta è un librogame seminale consigliato a chi non ha mai letto questo genere, perché la semplicità del regolamento e della struttura facilitano l’approccio. D’altra parte, la difficoltà non trascurabile potrebbe essere un ostacolo. Ai lettori più navigati consiglio di cercare maggiori soddisfazioni nei titoli più elaborati della serie, ma per vantare una qualche esperienza con i librogame La Foresta Maledetta è un passo obbligato! Ambientazione : 7 Stile di scrittura : 7 Bilanciamento : 10 Interattività : 7 Aspetto grafico : 9 Voto complessivo : 7 Difficoltà : media