La Guerra dei Maghi — recensione di EGO

EGO · 10 marzo 2007 · 9/10

Capitolo conclusivo della saga di Oberon, La Guerra dei Maghi è nel complesso il libro più riuscito e, allo stesso tempo, quello dal potenziale maggiormente inespresso. L'introduzione di ben sei nuovi Poteri Magici è una buona idea, ma è anche un azzardo: difficile esaurire tutte le possibilità che essi offrono in un solo libro di 360 paragrafi. A conti fatti, Ian Page è stato fin troppo bravo sotto questo aspetto, perché in effetti ognuno dei nuovi Poteri ha il suo ruolo nell'avventura, ma in più occasioni capita che un Potere Maggiore non sia altro che un'alternativa meno costosa (in termini di punti di Volontà) dell'equivalente Potere Minore. La Taumaturgia e la Teurgia si rivelano immancabilmente come le forme potenziate (e utilissime) del Sortilegio e dell'Alchimia; la Negromanzia svolge un ruolo decisamente importante come Evocazione avanzata, e la Fisiurgia offre (finalmente) un Controllo sulla Materia che non sbaglia. Telergia e Visionarietà ricoprono un ruolo decisamente più marginale. La battaglia finale di Oberon si articola in una serie di momenti davvero epici, che vedono il giovane mago impegnato in una vera e propria guerra a fianco degli alleati incontrati nel viaggio verso la Valle della Morte. E' lo scontro finale contro gli Shaddaki e il loro signore, ma nel corso dell'avventura vengono fuori dei risvolti ben più sinistri. Nella prima parte del libro ci ritroviamo nel bel mezzo di una pianura deserta, e dopo un po' di giri a vuoto ci si ritrova di fronte alla solita alternativa di questa serie: entrare in un luogo chiuso e ficcarsi in un mare di guai, oppure cercare alleati e facilitarsi molto la vita. In questo quarto volume è praticamente impossibile non essere coinvolti in qualche combattimento, e alcuni di questi sono aritmeticamente molto svantaggiosi. Inoltre, in questa prima parte si ricomincia a perdere Volontà e Resistenza a ritmo continuo, elemento che nel Daziarn era stato sospeso. Da questa situazione iniziale si giunge così al momento forse più memorabile dell'intera serie. Oberon nelle sue avventure affronta più di una creatura invincibile, ma nessuna di queste può reggere il confronto con l'incontro con Agarash il Dannato sul Pianoro di Lissan. E' un momento straordinario, indimenticabile, narrato con grande abilità, terribilmente ansiogeno, uno dei momenti più belli che il librogame abbia mai offerto. Qui la drammaticità e la difficoltà del libro si impennano di colpo, al pari dello stallone con cui Oberon compie la sua "fantastica cavalcata" di cui si parla in quarta di copertina. Superato questo momento, comincia l'ultima parte della storia, che costituisce più che altro un preludio allo scontro finale, un momento in cui si riallacciano le fila ancora mancanti della vicenda. Assistiamo quindi all'altrettanto indimenticabile incontro coi Kazim e alla battaglia decisiva tra la Lega per la Libertà e l'esercito Shaddako. Il giocatore che non ha fretta di arrivare allo scontro conclusivo ha ancora il tempo di gustarsi un altro momento intensamente drammatico al Passo di Morn, dopodiché si deve per forza di cose arrivare al cospetto di Shazarak. Il duello finale è uno di quei momenti per cui la serie di Oberon si distingue: c'è una sola cosa da fare, ma la si può fare in tantissimi modi. Si può affrontare direttamente il Re Negromante a viso aperto, si può riuscire a indebolirlo e renderlo decisamente più malleabile, o ancora si può giocare il tutto per tutto e coinvolgerlo in uno scontro di energia il cui esito è la vittoria o la disfatta totale. Impossibile non notare, in ogni caso, la netta somiglianza tra gli eventi qui narrati e la conclusione di Guerre Stellari , con Agarash a fare le veci dell'Imperatore. Inoltre, c'è ancora spazio per una sorpresa finale: basti dire che sconfiggere Shazarak non vuol dire avere concluso l'avventura. La Guerra dei Maghi riesce a ritrovare l'equilibrio che Il Cancello dell'Ombra aveva perduto. Accanto ad una narrativa d'eccezione e ad un'atmosfera molto evo…

La Guerra dei Maghi