La Missione — recensione di Vassagonia_Dreaming
Vassagonia_Dreaming · 4 giugno 2007 · 8/10
Il primo capitolo della serie scritta da Headline, Cambier e Verhoest ci porta dritti nel Giappone feudale, o meglio, in una versione fantasy di esso. Impersoniamo il grande samurai Yasaka, il quale, stanco della corruzione di usi e costumi dei suoi pari, conseguentemente alla sua prima sconfitta in duello, decide di “morire al mondo” e di dedicarsi, smesse le armi, ad una vita ritirata e contemplativa di eremitaggio sui monti del Giappone. Ed è proprio in questi luoghi di solitudine che un sogno profetico fa sì che l'eroe decida di ritornare sui propri passi: è lo spirito dell'imperatrice Himiko che ci chiede di salvare l'antico spirito nipponico e di condurre il Giappone fuori da questi tempi bui. E per farlo, dovremmo penetrare i segreti della mitica Città di Wa. Probabilmente, vi sarete accorti subito che la quest principale che fa da filo conduttore lungo tutta la serie è del tutto simile alla precedente e più nota “Misteri d'Oriente”, che, come ben saprete, vedeva lo stesso Headline come autore principale. La mia impressione è che Headline abbia voluto riprendere da dove era rimasto con il Prete Gianni, mantenendo l'ambientazione del medioevo orientale permeato di elemanti fantastici che era prevista per gli ultimi libri di Misteri d'Oriente, modificando però il protagonista e il background storico in modo da ottenere un'opera a sé stante. La datazione dei libri è del tutto compatibile: Samurai è una serie del 1987, esattamente l'anno in cui uscì “Gli adoratori del Male”, e quando leggerete dove è ambientato il secondo volume, vedrete che questo ragionamento ha secondo me più di un fondamento. Tornando al nostro libro, “La Missione” è un'avventura assolutamente avvincente, in un'ambientazione estremamente affascinante, descritta con la consueta dovizia di particolari tipica di Headline. Non conosco così bene il medioevo giapponese da potermi pronunciare in merito all'accuratezza delle ricostruzioni degli ambienti, ma credo siano assolutamente attendibili e senz'altro verosimili.Tuttavia, rispetto soprattutto al secondo volume, l'ambientazione è decisamente più generica, ma dove perde dal punto di vista della sensazione di rivivere un periodo storico, ne guadagna in descrittività “pura”, dato che è la natura a farla da padrone, soprattutto con le maestose forsete in cui è ambientato gran parte del viaggio. Analogamente agli altri lavori dello scrittore francese, le tematiche affrontate e i toni con cui vengono trattate sono decisamente più maturi rispetto alla media dei Librogame, anche se Headline non rinuncia nemmeno in questo caso al suo tipico humour extratestuale rivolto al lettore. Ad esempio, non manca una certa crudezza nel descrivere alcune situazioni particolarmente violente, ovviamente sempre per gli standard di un Librogame. Ed è memorabile il paragrafo in cui facciamo vista ad una praticante di arti magiche, che vive da sola nel cuore di una pericolosa palude e si rivela essere una bellissima ragazza. Dopo aver discusso a lungo sui metodi per affrontare un temibile mostro, ella decide di “approfittare della nostra visita, in quanto è sì una strega, ma soprattutto una donna”. Naturalmente non possiamo che acconsentire, da uomini d'arme e d'onore quali siamo! Per quanto riguarda la trama, ho avuto l'impressione che si trattasse semplicemente di una sorta di incipit di una serie di avventure più articolata e complessa, un breve viaggio di formazione dove il nostro eremita riguadagna il prestigio delle armi e i privilegi di un coraggioso e valoroso signore, aiutato proprio da noi nella sua ascesa al potere contro un crudele usurpatore. Ciò non toglie nulla al coinvolgimento che questo libro è in grado di dare, soprattutto per quanto riguarda la costruzione della storia del personaggio a partire da zero. Unica grossa pecca, il sitema di combattimento.Per dirla in breve, è sufficente avere due o tre buoni lanci di dado al momento di determinare le caratteristiche per essere in buona sostanza imbattibili nell'uso d…