La Prova — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 27 febbraio 2008 · 5/10
Titolo originale : The Soulforge Autore : Terry Phillips Anno : 1985 Illustrazioni : Mark Nelson Copertina : Keith Parkinson Traduzione italiana : Elena Colombetta (1988) Da ragazzo ignoravo che La Prova avesse come protagonista Raistlin, il mago di Solace che si è ritagliato un ruolo esclusivo nella saga di Dragonlance . In effetti il titolo non aiuta e la copertina italiana, con l’illustrazione di Keith Parkinson maldestramente tagliata per esigenze di impaginazione, mostra il gemello di Raistlin, il guerriero Caramon. Del resto mi sono accostato ai romanzi di M. Weis e T. Hickman solo una decina d’anni fa, per cui mi capitò presto tra le mani Raistlin, l’alba del male , ovvero il romanzo che nel 1999 ha offerto la versione riveduta e corretta della storia narrata in questo librogame. I gemelli sono diretti alle Torri dell’Alta Magia, situate nel cuore stregato della Foresta di Wayreth; il venerabile Par-Salian, il più potente mago di Krynn, ha convocato il giovane apprendista di Solace per sostenere l’esame e diventare un mago a tutti gli effetti. Caramon come al solito è al suo fianco per difenderlo da ogni pericolo, compresa la sua ambizione che sfiora l’incoscienza. Wayreth è già una prima prova per Raistlin, che deve resistere alla paura e fronteggiare il suo destino, simboleggiato da un sinistro Messaggero Fantasma. Al cospetto di Par-Salian, l’aspirante mago scopre che molti sono interessati all’esito di questo esame, ideato per testare le sue qualità in vista di un disegno più grande. E così La Prova comincia: sarà pianto e stridore di denti. Già dalle prime battute si capisce benissimo che aria tira. Basta fallire un paio di tiri, alcuni dei quali veramente proibitivi, per finire legati come un salame da Caramon ed essere costretti a tornare a casa. La Prova procede all’insegna dei check, bilanciati senza tener conto delle più elementari regole di statistica, visto che sono un numero esorbitante, richiedono spesso punteggi dal 4 in su e, cosa più grave di tutte, portano quasi sempre alla morte. Raistlin non scoppia di salute e possiede solo 6+1D6 punti di Energia Vitale , tuttavia non c’è pericolo che questa misera riserva “da mago” si esaurisca. Per morire, invece, non ci dovrebbero essere grossi problemi; tutti possono sbagliare un controllo o scegliere un incantesimo inappropriato. Se Terry Phillips voleva dare l’idea del rischio corso da Raistlin durante il suo esame c’è riuscito molto bene; peccato che in un librogame ci sia bisogno di un minimo di serenità, non di giocare alla roulette russa. Se fossi ancora in tempo, gli consiglierei di ripassarsi il gazeteer de I Principati di Glantri , il primo supplemento in cui è stato proposto il concetto di “esame per il diploma di mago”. Il mago deve essere almeno di nono livello e possedere una rosa adeguata di incantesimi; inoltre, la prova non è un percorso fisso, bensì un ambiente in cui il mago può muoversi liberamente. Un librogame con questo argomento sarebbe stato un’idea eccellente, invece l’esigenza di raccontare la storia di Raislin di Solace ha impedito all’autore di intravedere quest’opportunità. Pur riconoscendo le ridottissime possibilità di terminare onestamente l’avventura, vorrei spezzare una lancia in favore della gestione della magia. È presente un paragrafo dove gli incantesimi sono presentati nella forma tipica del manuale, con dovizia di particolari. Poche di queste informazioni sono realmente inutili, poiché uno studio accurato dei componenti e degli effetti consente di risolvere al meglio ogni situazione proposta. Curiosamente Raistlin può servirsi della magia senza lanciare i dadi, perché gli incantesimi riescono sempre, ma può farlo solo se ha superato un controllo su una Caratteristica . In questo episodio si distribuiscono 9 punti tra Ragionamento , Agilità e Presenza di Spirito , con l’assurda clausola che la prima deve essere la più alta di tutte (a pari merito), mentre la Presenza di Spirito deve essere la più bassa. Se da un lato quest…