La Rocca del Male — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 6 aprile 2007 · 9/10
Titolo originale : The Citadel of Chaos Autore : Steve Jackson Anno : 1983 Illustrazioni : Russ Nicholson Copertina : Ian Miller Traduzione italiana : Stefano D’Aprile (1988) La pubblicazione de Lo stregone della montagna infuocata era già avvenuta sotto l’egida di Supernova, così il primo Fighting Fantasy edito da E. Elle è stato il secondo volume inglese. La Rocca del Male propone un’avventura non esattamente originale: penetrare all’interno della classica fortezza inespugnabile e sventare i piani del consueto personaggio malvagio. Quel che sorprende veramente è la varietà delle situazioni incontrate, nonché la micidiale difficoltà del librogame. L’autore è un maestro nello svecchiare gli stilemi del fantasy. Steve Jackson avrebbe potuto riempire la fortezza di goblin, scheletri e vampiri, invece ha dato fondo alla sua creatività per conferire un background limitato eppur caratteristico alle creature, con le quali si può sempre interagire se si vuole evitare il combattimento. Incontrare i Ganjees, i Miks, l’Elfo Nero, il Gark, O’Seamus lo Sgorbio e gli altri ospiti di Craggen Rock è un’esperienza pericolosa che nasconde sempre un lato segreto ed interessante. Le ottime illustrazioni di Russ Nicholson contribuiscono a creare la particolare atmosfera della Rocca. La strada è una sola, terribilmente involuta e difficilissima da individuare. L’unico sistema è tentare più volte, esplorare ogni anfratto e considerare tutte le alternative, anche quelle più assurde. È nello stile di Jackson realizzare librogame estremamente impegnativi, dove la perseveranza e la memoria sono premiate più della logica e della capacità di ragionamento. Se, infatti, trovare il true path mette alla prova le doti investigative e l’intuito, non si può dire lo stesso per la scelta degli Incantesimi, unica aggiunta al regolamento base. Si lanciano due dadi e si aggiunge 6 al risultato: il totale rappresenta il numero di Incantesimi di cui si dispone e questi vanno scelti all’inizio dell’avventura tra i 12 disponibili. Purtroppo, nessuno può sapere in anticipo che cosa gli servirà e perciò si tende a prendere un po’ di tutto. Il guaio è che alcune magie vanno lanciate più volte! È molto frustrante arrivare allo scontro finale con Balthus il Malvagio e morire perché non si ha il sortilegio giusto. Da parte mia consiglio di non prendere alcun incantesimo che ripristina Abilità, Resistenza e Fortuna e di privilegiare quelli difensivi rispetto agli offensivi, in particolare l’Anti-Gravitazionale. Il librogame è magnificamente equilibrato, perché non c’è nessun combattimento proibitivo all’infuori di quello contro Balthus, che è un vero scontro tra titani che si porta via almeno un quarto dei paragrafi. Esistono più modi per trarsi d’impaccio, ma c’è sempre una scelta migliore delle altre che si rivelerà decisiva molto più avanti. Un fattore positivo de La Rocca del Male è la brevità dell’avventura, che consente di riprendere da capo senza troppi problemi. Ciò non toglie che dopo dieci tentativi il librogame possa risultare ancora un enigma incomprensibile, nonostante si creda di aver tentato tutte le strade. Approfitto di questa recensione per rendere ufficialmente noto l'errore di traduzione che affligge questo librogame, che nella forma attuale è impossibile da portare a termine. Il problema è l'irreperibilità di un'inesistente Boccetta di Unguento, che permette di passare un punto cruciale dell'avventura. Questo perché al paragrafo 235 il traduttore si è scordato di mettere la fantomatica Boccetta tra i tesori delle creature uccise, sostituendola con 8 pezzi d'oro. Una scelta curiosa, o un pazzesco svarione, che deve aver fatto arrovellare all'infinito i giocatori più onesti e coerenti. Un eccellente avvio per un’ottima serie, caratterizzato da una bassa longevità e dall’estrema difficoltà. Va fatta però una constatazione: chi ha terminato il librogame, ha necessariamente letto ogni singolo paragrafo! Se così non è, è molto probabile che abbia imbrogliato o…